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Medicane: Cicloni con caratteristiche tropicali nel Mediterraneo (parte seconda)

Medicane: Cicloni con caratteristiche tropicali nel Mediterraneo (parte seconda)
 

Intensità delle piogge il 26 Maggio 2003

I Medicane presentano le seguenti caratteristiche:

•Hanno una struttura del campo di vento così composta: lontano dal minimo di pressione è presente un’elevata vorticità e venti forti, in prossimità dell’occhio viene raggiunta la velocità massima, mentre nell’occhio v’è calma.
•La classificazione di questi fenomeni avviene in base alla scala Saffir-Simpson, come nel caso degli uragani tropicali. Per i medicane la massima categoria che può essere raggiunta è la terza su una scala da 1 a 5.
• Le precipitazioni possono essere molto intense (con un rain rate fino a 400 mm/h) e distribuite in bande non uniformi.
•Stimare la precipitazione caduta è un problema, in quanto questi fenomeni trascorrono la maggior parte del loro ciclo di vita sul mare, dove non vi sono stazioni di misura.
• In genere il loro sviluppo avviene in corrispondenza di una profonda saccatura in alta atmosfera.
•La corrente a getto può contribuire all’evoluzione del ciclone.
•Inoltre, questi sistemi si sviluppano in un contesto di anomalia di PV (Potential Vorticity) e grazie al rilascio di grandi quantità di calore latente e sensibile.
•La temperatura superficiale del mare (SST) deve essere di almeno 15°C.

Metodi di identificazione e classificazione dei Medicane

Per classificare ed identificare un ciclone mediterraneo come un Medicane, esistono due possibili metodi: il primo è di Tous e Romero, il secondo utilizza i diagrammi di fase di Hart.

Secondo Tous e Romero
, un Medicane è tale se soddisfa le seguenti caratteristiche: l’esistenza di un occhio ben definito, la simmetria delle nubi attorno all’occhio, la continuità della massa nuvolosa, un diametro inferiore ai 300km ed una durata di almeno 6 ore.
Sui diagrammi di fase di Hart, invece, è possibile graficare l’evoluzione del sistema in base a tre parametri: la simmetria termica (B), il vento termico nei bassi strati atmosferici (VTL) e il vento termico in alta troposfera (VTU). Questo sistema di catalogazione è basato sul concetto di simmetria termica e geometrica della ciclogenesi, per cui un Medicane deve presentare entrambe le caratteristiche di simmetria. In particolare è anche possibile visualizzare se il sistema è a cuore caldo (warm core), come avviene per i cicloni tropicali, o a cuore freddo (cold core) come si riscontra nei vortici extratropicali. Quindi viene imposta una serie di criteri a soglie, che se soddisfano l’algoritmo creato, classificano o meno un ciclone come tropicale.

Questo secondo metodo è migliore del primo, giudicato troppo conservativo, non solo perché è in grado di far visualizzare l’evoluzione della struttura depressionaria, ma anche perché è sicuramente più sensibile del precedente.

Struttura di nubi e precipitazioni

Da ultimo è utile analizzare il Medicane del Maggio 2003 in corrispondenza delle Baleari e trarne alcune informazioni, riguardo a nubi e precipitazioni.Innanzi tutto è possibile notare come non vi sia convezione profonda, infatti vi sono nubi stratiformi e convettive di tipo 1 (ossia formazioni nuvolose a limitato sviluppo verticale, che con il loro top rimangono al di sotto degli 8km di quota, non raggiungendo la tropopausa). I moti convettivi risultano divergere radialmente rispetto all’occhio e la struttura delle nubi si presenta simmetrica e spiraleggiante, con un occhio ben delineato.

Si è in genere osservato, anche se non è questo il caso, che la precipitazione può essere intensa specie in corrispondenza dell’orografia, le montagne forzano ed esaltano l’ascesa di masse di aria umida. Inoltre, come anche ben visibile dalle figure poco sopra, non tutto il sistema è precipitante e la precipitazione risulta essere distribuita in bande. Un’altra caratteristica spesso osservata, è quella che vede cadere la precipitazione più intensa (massima rain rate), prima della fase di massima intensità del ciclone, cioè prima che venga raggiunto il minimo valore pressorio all’interno dell’occhio e la massima forza del vento sulle pareti dell’eyewall.

Identificazione del tipo di nubeConclusioni

La letteratura sull'argomento, sebbene vasta, riesce a caratterizzare in maniera tutt'altro che esauriente e definitiva questi fenomeni: sulla loro genesi, evoluzione e ciclo vitale, ad esempio, si hanno molti studi che il più delle volte evidenziano il ruolo di determinati fattori senza tuttavia produrre una teoria consistente.

Attualmente risulta ancora difficile separare i Medicane da altri sistemi mediterranei che, sebbene mostrino da satellite una struttura spiraliforme riconducibile a quella di un uragano, hanno un'organizzazione del campo termico e del campo di vento ben diverse da quelle di un ciclone tropicale.Appare allora evidente la necessità di intraprendere nuovi studi che diano risposte nuove ed esaustive riguardo a questo genere di fenomeni, anche in relazione ad una loro possibile modifica strutturale, oltre che incremento del numero di casi annui, possibilmente indotti dal global warming.

Nella figura in alto a sinistra, intensità di precipitazione secondo la scala in colore; nella figura qui a fianco identificazione del tipo di nube (st=stratiforme, co=convettiva).

Qui invece la prima parte che introduce questi particolari fenomeni atmosferici chiamati Medicane! Qui per approfondire invece le caratteristiche dei "veri" cicloni tropicali.

Riferimenti:

Tous, M., and Romero, R. (2012). Meteorological environments associated with Medicane development. Int. J. Climatol., DOI: 10.1002/joc.3428.
Laviola, S., and Levizzani, V. (2008). Rain retrieval using the 183 GHz absorption lines. IEEE Proc. MicroRad, doi:10.1109/MICRAD.2008.4579505.
Laviola, S., and Levizzani, V. (2011). The 183-WSL fast rain rate retrieval algorithm. Part I: Retrieval design. Atmos. Res., 99:443-461.
 
Giacomo Pincini