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Medicane: Cicloni con caratteristiche tropicali nel Mediterraneo (parte prima)

Medicane: Cicloni con caratteristiche tropicali nel Mediterraneo (parte prima)
 

Un Medicane tra Italia e Nord Africa

Il Bacino del Mediterraneo è particolarmente favorevole alla ciclogenesi, tanto da essere catalogato come una fra le aree più ciclogenetiche del mondo. Le correnti portanti in quota a questa latitudine sono mediamente occidentali e nel loro moto da ovest verso est incontrano alcuni ostacoli rappresentati dalle catene montuose dell’Atlante, dei Pirenei e dall’Arco Alpino.

Per aggirare queste barriere, le correnti sono costrette a creare dei mulinelli, dei vortici, proprio come avviene con l’acqua di un fiume che scorrendo incontra degli scogli. Quindi, sottovento a queste montagne, si generano dei sistemi alla mesoscala, frequentemente proprio sul Golfo di Genova. Allo stesso tempo le catene montuose che racchiudono il Mediterraneo sono in grado di sollevare le correnti che le colpiscono e produrre della convezione orografica. Una volta che la depressione si è formata, questa poi evolverà, così come avviene alle medie latitudini, grazie all’instabilità baroclina (un’atmosfera baroclina è quella per cui la densità dipende sia dalla pressione che dalla temperatura).

Occasionalmente si possono sviluppare dei MEDICANE (dall’unione delle parole MEDIterranean hurriCANE), questi sistemi si caratterizzano per essere particolarmente intensi rispetto ai comuni cicloni mediterranei, a tal punto da presentare delle caratteristiche simili ai cicloni tropicali. Inoltre, i Medicane possono presentare delle analogie con le Polar Lows.


Questi sono dei vortici baroclini che si formano sul Mar Glaciale Artico, quando aria gelida, proveniente dalla banchisa, si trova a scorrere sulle acque dell’oceano rese più calde dalla Corrente del Golfo. Comunque, in generale, non è sempre possibile operare una distinzione netta fra i vari sistemi ciclonici.

Zone di formazione e traiettorie

Da un’analisi dei casi avvenuti tra il 1999 e il 2012, è emerso che le aree maggiormente interessate risultano essere lo Jonio e la zona di Mare attorno alle Isole Baleari. Inoltre, è stato osservato come la complessità orografica, unita all’elevata temperatura superficiale del mare nei golfi, possono creare un prolungamento nella vita di queste violente manifestazioni meteorologiche. In media sono stati registrati 1,5 casi l’anno, principalmente durante la stagione autunnale.

L’autunno, infatti, è il periodo che vede le SST maggiori e le prime intrusioni di aria fredda dalle alte latitudini, innescando condizioni favorevoli per la genesi di questi fenomeni. Nel corso di questi 13 anni di osservazione si è poi notato come la frequenza annuale di questi sistemi mediterranei non sia aumentata, ma lo sia la loro intensità: questo ci deve far riflettere sulla possibilità che i cambiamenti climatici in corso (Global Warming) possano inasprire le già severe peculiarità di tali fenomeni. Questi risultati, tuttavia, sono puramente indicativi e non possono affatto avere una valenza climatologica in quanto il tempo di catalogazione è troppo breve, rispetto agli standard di valutazione climatica.

Un classico Uragano

Un vortice scandinavo (Polar Low)

Nelle immagini satellitari si può distinguere un Medicane (a
sinistra, inizio pagina) e un ciclone tropicale (qui a sinistra).
Ma le immagini da satellite a volte catturano anche
i Polar Low (qui sopra a destra).

Caratteristiche dei Medicane

La minore estensione spaziale dei Tropical Like Ciclone (TLC), rispetto ai Tropical Ciclone (TC), è essenzialmente dovuta ad una minore temperatura superficiale del mare (SST) che nei settori tropicali degli oceani può raggiungere i 26°C per svariati metri di profondità. Incidono anche le limitate dimensioni del Mar Mediterraneo, nonché la grande quantità di Isole e terre emerse che lo costellano; questa morfologia limita gli spazi di mare aperto dove questi fenomeni posso svilupparsi e spostarsi senza perdere il contatto con il mare, riducendo inevitabilmente la loro energia.

Inoltre entra in gioco anche un diverso tipo di atmosfera: alle nostre latitudini i quantitativi di umidità sono sicuramente più ridotti e la tropopausa si colloca ad una quota decisamente inferiore; caratteristiche, queste ultime due, che fanno sì che venga a mancare in primis il carburante, in secondo luogo uno spessore di troposfera tale da poter contenere sistemi convettivi molto estesi verticalmente.

Ma, più di preciso, quali caratteristiche hanno i Medicane? Quali conclusioni possiamo trarre? Per approfondire continuare qui la lettura di questi affascinanti sistemi "pseudo" tropicali!

Riferimenti:

Tous, M., and Romero, R. (2012). Meteorological environments associated with Medicane development. Int. J. Climatol., DOI: 10.1002/joc.3428.
Laviola, S., and Levizzani, V. (2008). Rain retrieval using the 183 GHz absorption lines. IEEE Proc. MicroRad, doi:10.1109/MICRAD.2008.4579505.
Laviola, S., and Levizzani, V. (2011). The 183-WSL fast rain rate retrieval algorithm. Part I: Retrieval design. Atmos. Res., 99:443-461.
 
Giacomo Pincini