Immagine WRF Cloud Type (ita - backup)
Mappa di backup del modello WRF con le nubi e loro tipologia (alte, medio, basse o miste) anziché la percentuale di copertura.

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Ultimi aggiornamenti SULL’IPOTETICA IRRUZIONE DI ARIA FREDDA INTORNO AL 5-6 GENNAIO

Scritto da Andrea Corigliano Domenica 29 Dicembre 2019 10:00

Ultimi aggiornamenti SULL’IPOTETICA IRRUZIONE DI ARIA FREDDA INTORNO AL 5-6 GENNAIO

Scenari possibili per il 5-6 Gennaio 2020Guardando la linea di tendenza fino a una settimana, da alcune soluzioni calcolate dai modelli numerici si intravede la possibilità che le nostre regioni possano essere interessate da una nuova irruzione di aria fredda intorno al 5-6 gennaio. La distanza temporale dal possibile evento, però, ci invita alla prudenza e alla stessa prudenza ci invitano anche i modelli stessi perché lasciano intendere che ci sono ancora degli aggiustamenti da fare, tra l’altro non trascurabili, circa i contorni e le caratteristiche della configurazione barica che potrebbe prendere forma proprio a ridosso dell’Epifania.

Grazie aggiornamento delle ore 00Z di oggi, domenica 29 dicembre, è possibile rendersi conto della differenza tra lo scenario proposto da una singola previsione e il segnale dominante che emerge invece dal sistema probabilistico di ensemble e che tiene conto di tutte le previsioni calcolate. Se dovessimo scrivere oggi sul tempo del 5-6 gennaio prendendo per esempio lo scenario indicato dalla previsione deterministica operazionale (figura a sinistra), diremmo che l’impostazione di un forte gradiente barico stimabile in 20 hPa tra le Alpi e la Calabria imprimerebbe alla massa d’aria fredda presente sui Balcani una notevole spinta verso la nostra penisola. Questa spinta sarebbe evidenziata anche in quota dall’ingresso sul Centro Italia dell’isoipsa di 5520 metri di altezza di geopotenziale qui indicata con la linea nera in grassetto, indicante il confine tra i colori caldi (giallo) e quelli freddi (verde).

Si tratta di una previsione probabile? No, al momento è solo uno scenario possibile. Perché se invece di considerare solo questa previsione andassimo a considerare tutte le previsioni calcolate dal sistema probabilistico e ne visualizzassimo la media (figura a destra), noteremmo che la configurazione nel complesso sarebbe rispettata in quanto l’impianto sinottico mostrerebbe comunque un campo di alta pressione con massimi a nord delle Alpi che degrada verso il Mare Ionio, ma in questo caso la forza imposta del gradiente barico sarebbe la metà in quanto la differenza di pressione che attraversa la nostra penisola lungo i meridiani è di circa 10 hPa: ecco allora perché, in questo caso, l’isoipsa di 5520 metri si manterrebbe a debita distanza dalla nostra penisola. Da questa impostazione si intuisce allora che, in media, l’afflusso da est dell’aria fredda sarebbe meno intenso rispetto a quello delineato dallo scenario deterministico.


Allora, dal momento che uno scenario medio calcolato su 20 previsioni si discosta in maniera significativa dalla singola previsione deterministica, basta usare un po’ di logica per dedurre che questo scenario è, al momento, piuttosto “estremo” verso il freddo e, di conseguenza, è al momento accompagnato da una bassa probabilità di accadimento. Per quanto l’impianto sinottico resti valido, bisogna quindi dare tempo alla modellistica di stimare meglio l’entità della possibile irruzione e dei suoi possibili effetti anche sullo stato del tempo. In altre parole, ci sono alcuni tasselli di questo puzzle che devono ancora essere messi al loro posto e ben incastrati: avremo sicuramente modo di riparlarne nei prossimi giorni.

NOTA A MARGINE – Non vorrei passare per il bastian contrario di turno che ad ogni irruzione di aria fredda intravista dalla modellistica a medio e lungo termine invita alla calma e alla prudenza. Ciò che cerco di proporre sono analisi impostate con l’intenzione di invitare voi lettori a scoprire il “dietro le quinte” di una previsione meteorologica che viene sviluppata passo dopo passo, facendo leva solo sul metodo scientifico. Potrei anche evitare di scrivere questi approfondimenti, lanciare la notizia di “gelo e neve in arrivo” e avere sicuramente più riscontro mediatico. Ma questa non è meteorologia, bensì è folclore che non ha nulla a che vedere con la scienza del tempo. E al folclore, francamente, non sono interessato.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano


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