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Cosa fa ballare l'aurora attraverso il cielo notturno?

Cosa fa ballare l'aurora attraverso il cielo notturno?

Aurora boreale nel cielo sopra Bifrost, Islanda occidentaleUn'aurora può "danzare" in una varietà di colori in uno dei fenomeni più incredibili della natura. Lo spettacolo è un evento normale vicino ai poli nord e sud, ma può occasionalmente essere visto in aree più popolate in Europa e negli Stati Uniti.

Nell'emisfero settentrionale, l'aurora è comunemente indicata come aurora boreale, mentre nell'emisfero australe, è conosciuta come le luci del sud, o aurora australis. Anche se il fenomeno si verifica nel cielo sopra la Terra, l'origine delle "luci" può essere fatta risalire al sole. Quando si verificano eruzioni sulla superficie solare, si ha un'ondata di particelle cariche che si scaraventano nello spazio in un fenomeno noto come Eiezione di massa coronale (CME).

"Il CME viaggia verso l'esterno dal sole a velocità che vanno dai 250 km/s fino a quasi 3000 km/s", riferiscono dallo Space Weather Prediction Center (SWPC). "I più veloci CME diretti verso la Terra possono raggiungere il nostro pianeta in appena 15-18 ore".

Quando queste onde di particelle cariche raggiungono la Terra, il campo magnetico del pianeta le incanala verso i poli nord e sud dove si scontrano con l'atmosfera terrestre. L'interazione tra le particelle cariche e l'atmosfera della Terra si traduce in vortici di luce colorati noti appunto come aurora.

Questi straordinari fenomeni non sono limitati alla Terra. L'aurora è stata osservata su altri pianeti dotati di campi magnetici nel nostro sistema solare. Il campo magnetico di Giove in particolare è più forte di qualsiasi altro pianeta nel sistema solare e produce aurore oltre 1.000 volte più luminose di come appaiono sulla Terra. 


Moderatamente forti CME hanno colpito la Terra molte volte negli ultimi anni, permettendo di vedere l'aurora boreale anche più a sud, tra cui gran parte dell'Europa, la metà settentrionale degli Stati Uniti, la Nuova Zelanda e parte dell'Australia. In rare occasioni, una CME incredibilmente grande può far sì che l'aurora sia vista in aree molto più vicine all'equatore, incluse Hawaii e Caraibi, ma un tale evento avrebbe impatti di vasta portata oltre a riempire il cielo notturno di vortici di luce colorati.

Nel settembre del 1859, un tale evento accadde in quello che è ora noto come l'evento di Carrington. Secondo la NASA, l'evento di Carrington "ha provocato l'accensione di linee telegrafiche globali, incendiando alcuni uffici telegrafici e disattivando la rete vittoriana". "Una tempesta simile oggi potrebbe avere un effetto catastrofico sulle moderne reti elettriche e di telecomunicazione".

La frequenza con cui l'aurora appare nel cielo notturno è legata a un fenomeno sul sole noto come ciclo solare, di circa 11 anni, che consiste in un periodo di alta attività solare, con un picco massimo, e un periodo di bassa attività, con un picco minimo. Intorno al massimo solare, le macchie solari, cioè le zone più fredde e che appaiono per contrasto quindi più scure sulla superficie del sole, sono più comuni. Ciò si correla ad un numero più elevato di CME, facendo sì che l'aurora accenda il cielo notturno più frequentemente. Si può dire il contrario durante il minimo solare, con il numero di macchie solari che diminuisce e che si traduce in un minor numero di CME, il che significa che l'aurora non è visibile o quasi.

Nel momento in cui scriviamo il sole si sta avvicinando a un minimo solare, che durerà per diversi anni. L'aurora sarà ancora visibile durante questo periodo, ma sarà principalmente limitata alle aree vicine ai poli nord e sud. Inoltre non sarà così vivida o vibrante così spesso quanto invece lo è al momento del massimo solare. Il prossimo massimo solare si prevede nei primi mesi del 2020.

A cura di Dario De Santis
Fonti: Accuweather.com