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La piccola Era Glaciale e il Minimo di Maunder

La piccola Era Glaciale e il Minimo di Maunder

La Terra in un'era glacialeE' una tra le storie climatiche e umane che fanno riflettere: climatiche perché diamo troppo per scontato il "come dovrebbe essere un clima normale", umane per la storia dell'astronomo E. Walter Maunder. Ma andiamo con ordine.

Nel 1781, negli anni della Rivoluzione Francese, Venezia sperimentava un inverno rigidissimo. Laguna gelata, generi alimentari venduti al mercato nero, mancanza d'acqua, molti poveri che morivano di freddo e di fame. Anche nel 1929 la laguna veneta fu stretta in una banchisa di ghiaccio spessa 20 cm, ma tra il 1500 e il 1850 il fenomeno fu particolarmente frequente.

A Londra, in quel periodo, si svolgevano le cosiddette "fiere del gelo" e il fiume Tamigi era coperto da una lastra di ghiaccio. Una volta il ghiaccio del Tamigi fu messo a dura prova. Riferisce il "Morning Post" che un elefante attraversò il fiume gelato vicino al ponte di Blackfriars e che una grande folla di curiosi segui il pericoloso esperimento. L'elefante se la cavò per un pelo: tre giorni dopo infatti il ghiaccio si ruppe e da allora il Tamigi non ha più subito gelate. Pare inoltre che in quegli anni sia gelato un paio di volte anche il Tevere, e forse persino il Nilo. Fosse successo oggi i vari complottisti avrebbero come al solito dato la colpa alle "scie chimiche & Co". Beh nel passato è successo ben altro di quello che viviamo oggi.

L'estensione dei ghiacciai alpini rilevabile in antiche incisioni, le date della vendemmia, il prezzo del grano, la produzione agricola e addirittura il gettito fiscale sono altri elementi che possono dirci molte cose sul clima. Tutti eventi che individuano bene un periodo climatico insolitamente freddo attraversato dal nostro pianeta. Tanto che gli scienziati lo hanno chiamato "piccola era glaciale", la cui riscoperta peraltro è piuttosto recente.

Nuove tecniche di ricerca, studi sui cerchi di accrescimento degli alberi e sui pollini depositati nei sedimenti in fondo ai laghi, datazioni con il metodo del radiocarbonio, analisi di antiche osservazioni di macchie solari, permettono di viaggiare nel tempo alla ricerca del clima del passato. E antichi documenti consentono agli storici un riscontro dei dati ottenuti con le tecniche scientifiche.

Che cosa dunque successe durante la piccola era glaciale? Di quanto scese la temperatura media rispetto al periodo precedente e rispetto a oggi? l climatologi concordano sul fatto che ebbe inizio verso il 1430, terminando poco prima del 1850, con la punta massima del freddo intorno alla fine del Seicento. Il Tamigi, nell'inverno 1683-84, rimase completamente gelato per due mesi e il ghiaccio raggiunse lo spessore di 25 cm. Fu allora che la Groenlandia divenne inabitabile e che in Inghilterra la viticoltura, fiorente nel Medioevo, venne abbandonata: è così che francesi e italiani rimasero i dominatori del mercato del vino. Ma tutto sommato a produrre la svolta pare sia stato un abbassamento della temperatura media di appena un grado.


Tuttavia le cause della piccola era glaciale e di altre simili oscillazioni climatiche, tutt'altro che rare, rimangono non del tutto chiarite. Negli anni Settanta, però, l'astronomo americano John A. Eddy ha richiamato l'attenzione sul fatto che tra il 1645 e il 1715, proprio in pieno periodo di raffreddamento, le macchie solari scomparvero quasi del tutto dalla superficie della nostra stella. Da un secolo e mezzo è noto che le macchie aumentano e diminuiscono seguendo un ciclo (però irregolare) di 11 anni. Alcuni cicli sono caratterizzati da migliaia di macchie, altrida poche decine. Tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, in ottant'anni, furono registrate meno macchie di quante di solito si osservano in un singolo ciclo undecennale.

Questo crollo dell'attività solare è chiamato "Minimo di Maunder", dal nome dell'astronomo E. Walter Maunder, sovrintendente per ricerche solari del Royal Greenwich Observatory a Londra, che per primo notò il fenomeno, dedicandogli un saggio pubblicato nel 1893. Saggio che come spesso purtroppo succede è caduto nella più totale indifferenza del mondo scientifico. Maunder provò a tornare sull'argomento nel 1922, senza avere miglior fortuna, e sei anni dopo morì, sconosciuto non solo all'uomo della strada, ma anche alla maggior parte dei suoi colleghi. Ma Eddy è riuscito a riabilitarlo. Con una serie di controlli sulle antiche osservazioni solari di cui giàsi era occupato Maunder e su altre fonti, è giunto infatti alla conclusione definitiva che in realtà le macchie quasi scomparvero dal Sole per una settantina di anni proprio in coincidenza con il cuore della piccola era glaciale. L'ipotesi è che l'attività solare, che si traduce in un "vento" di particelle atomiche che investe l'alta atmosfera terrestre, sia in grado di influenzare il clima.

Riguardo agli ultimi diecimila anni, possiamo dire che il clima più mite si è avuto tra il 5000 e il 3000 a.C. A quell'optimum climatico è poi seguito un lieve raffreddamento che si è alternato a periodi più caldi. Nel Medioevo, tra il 1000 e il 1400, l'umanità ha goduto di un rialzo della temperatura media e la piccola era glaciale è stata più sentita proprio per "contrasto" con questi secoli di tepore. Dal 1850 a oggi la temperatura media globale è salita di mezzo grado. Un piccolo raffreddamento si è avutotra il 1950 e il 1970, poi la temperatura globale ha ripreso a salire. E c'è chi considera "normale" il clima misurato su soli trent'anni! La nostra critica è che il termine "normale" viene troppo spesso confuso con "giusto". Mentre invece sta solo a significare che essendo la media degli ultimi 30 anni di un certo tipo, ci si aspetta che il clima che ne viene rappresentato "probabilmente" continuerà così. Invece ci si convince, sbagliando, che tale media debba essere rappresentativa del clima in "eterno" e che se si va fuori da questo "binario" allora dev'esserci per forza qualcosa di "sbagliato". Eppure fra 30 anni saranno quelli di oggi gli anni che avranno determinato la nuova "normalità climatica", no? Con questo non vogliamo certo ignorare i cambiamenti climatici (che appunto ci sono sempre stati!). Il problema semmai è capire se e in quanta misura l'uomo possa alterare a suo vantaggio o svantaggio tali cambiamenti. Ma questo è un altro paio di maniche...