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Il Calendario Giuliano e l'idiozia dell'anno bistesto anno funesto

Il Calendario Giuliano e l'idiozia dell'anno bistesto anno funesto

La storia del Calendario Giuliano"Non è vero... ma ci credo". Non è solo una commedia in tre atti del 1942, scritta dal grande Peppino De Filippo. E' il modo di pensare di chi non resiste alla superstizione, pur sapendo, razionalmente, che non ha nessun motivo d'essere. Per carità, l'irrazionalità fa parte della natura umana, ma quando sono ignoranza e mancanza di logica ad alimentarla, magari tentando anche di giustificarla arrampicandosi sugli specchi (che speriamo non si rompano! :-D) allora no. Non ci stiamo. Prima si studia, ci si documenta sull'origine delle cose e poi se ne potrà parlare.

"Anno bisesto, anno funesto" rientra proprio in questa categoria. Innanzitutto noi ci metteremmo la firma ad avere anni funesti "solo" 1 ogni 4, invece purtroppo disgrazie e tragedie accadono sempre. In secondo luogo l'anno bisestile è solo una pura convenzione legata a come è stato deciso di costruire il calendario. Ma andiamo con ordine.

Un calendario non è altro che un sistema per misurare iltrascorrere dei giorni e degli anni. E fin qui tutto bene. Purtroppo però la Terra e la Luna compiono i loro movimenti in modo da complicare le cose. Infatti, se si vogliono introdurre quelli che chiamiamo "mesi" (mica è obbligatorio...) il mese lunare dura 29,5 giorni, dopo i quali la Luna ha compiuto un giro completo intorno alla Terra; quest'ultima impiega circa365 giorni (un anno solare) per completareun'orbita intorno al Sole, mentre 12 mesi lunari (un anno lunare) equivalgono solo a 354giorni. Capite dunque come i mesi non possono durare gli stessi giorni, perché le cose, come dire, non si incastrano. Così la durata di un mese è stata leggermente aumentata fino a 31 giorni. Gli egiziani si resero poi conto per primi del fatto che l'anno solare è leggermente più lungodi 365 giorni (di 5 ore, 48 minuti e 46 secondi); per recuperare il tempo "perso" si rendeva necessario aggiungere dei giorni supplementari ogni tanto. Decisero perciò di aggiungere un giorno ogni 4 anni e 10 giorniogni 40 anni, introducendo una prima forma di anno bisestile. Come vedete si tratta di una semplice necessità tecnica. Si può anche non fare nulla, solo che il calendario poi tende a slittare rispetto ai giorni "reali". E infatti...


Il calendario romano, risalente al VII secolo a.C. circa, divideva invecel'anno in 10 mesi, che iniziavano con marzo; con il tempo si verificarono molti errori, dovuti anche alla cattiva gestione dei funzionari incaricati di applicarlo, che lo resero estremamente confuso. Nel 46 a.C. Giulio Cesare, resosi conto dell'impossibilità di continuare a usarlo, decisedi riformarlo completamente. Il «calendariogiuliano» (appunto, da Giulio Cesare), nato con la supervisione dell'astronomo greco Sosigene, durava 365 giorni,e ogni 4 anni prevedeva un anno di366 giorni; il giorno in più veniva aggiunto dopo il 23 febbraio, che era il sesto prima delmese successivo, e per questo veniva chiamato bisesto.

Furono i romani a introdurre inomi attuali dei mesi, modificando anche ilsettimo in iulius, in onore di Giulio Cesare, el'ottavo in augustus, dall'imperatore Augusto. Questo calendario rimase in vigore per molti secoli; nel 1582 l'imprecisione iniziale sulla durata dell'anno solare, accumulatasi neglianni, aveva spostato in avanti le date di ben10 giorni; il papa Gregorio XIII decretò perciò che quell'anno al 4 ottobre sarebbe seguitoil 15 ottobre (molte persone, nella loro beata gnoranza, protestarono, credendo di aver "perso" dei giorni e li rivolevano indietro...), e per evitare il ripetersi dell'errore stabilì che fra gli anni centenari (multipli di 100) sarebbero stati bisestili solo quelli multipli di 400.

Il calendario gregoriano, tuttora in vigore, haancora un piccolo errore di circa 6 giorni ogni10.000 anni. Un problema che, per ora, non ci riguarda...

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