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L'estate in Italia, raccontata dal Generale Baroni

L'anticiclone delle Azzorre è il principale elemento che condiziona il tempo estivo sulla penisola determinando condizioni di stabilità, di soleggiamento con calma di vento e brezza lungo le coste. L'anticiclone da una parte ed il monsone estivo dell'Asia sud-occidentale non riescono sempre ad impedire passaggi di aria fredda dai valichi alpini, passaggi in grado di causare situazioni temporalesche nell'Italia settentrionale. Gli effetti: abbondanti precipitazioni al Nord, scarse al Sud e quasi inesistenti nelle due isole maggiori, forte escursione termica nelle aree a clima continentale con caldo-umido molto accentuato.

(a cura del Generale Andrea Baroni)

Distribuzione globale della pressione e dei venti in Luglio, secondo T. J. ChandlerLa diversa distribuzione della radiazione solare sulla Terra, la rotazione del pianeta intorno al Sole, il suo moto di rivoluzione sul piano dell'eclittica sono gli instauratori dei cicli stagionali. Questi, a loro volta, insieme agli effetti causati dalle vaste distese oceaniche e dalla presenza di rilevanti barriere montuose concorrono a determinare tipiche distribuzioni della pressione atmosferica al livello del mare che i meteorologi chiamano centri d'azione della circolazione atmosferica globale. Per farsi un'idea del comportamento stagionale di una certa regione bisogna prendere in considerazione sia i sistemi di pressione atmosferica, tipici di una data stagione, in grado d'influenzare sotto il profilo dinamico i caratteri climatici della regione in studio, sia avvalendosi del contributo delle scienze statistiche, per ottenere in questo caso una visione puramente statica, ma pur sempre utile, del clima stagionale della stessa regione. Sotto questo duplice aspetto abbiamo già trattato in precedenti fascicoli di questa rivista l'autunno, l'inverno e la primavera. In figura la distribuzione globale della pressione e dei venti in Luglio, secondo T. J. Chandler.

L'aspetto dinamico della stagione estiva in Italia

La carta meteorologica di riferimento del periodo estivo è per l'occasione quella della distribuzione globale della pressione atmosferica media al livello del mare, del mese di luglio. Una carta meteorologica che, per essere centrata nel bel mezzo dell'estate, può ritenersi la più idonea ad evidenziare i centri d'azione più importanti della stagione in studio. La mappa rappresenta, ovviamente, lo stato medio della circolazione atmosferica e non pone perciò in evidenza le temporanee variazioni che si verificano allorché prevalgono sull'azione dell'anticiclone delle Azzorre, temporanee irruzioni di aria fredda dall'Alto Atlantico o dal Nord-Europa, nell'ambito del transito di depressioni mobili delle medie latitudini. In circostanze del genere si manifestano quelle più o meno brusche modifiche alla circolazione che quantunque limitate nel tempo - solitamente non più di una settimana -costituiscono una pausa, spesso gradita, tra una ondata e l'altra del gran caldo estivo.

In estate, prevalendo nel complesso le azioni dirette dell'anticiclone delle Azzorre, il tempo sul Mediterraneo, e di conseguenza quello sull'Italia, si identifica con quella quiete estiva che si instaura proprio quando la pressione atmosferica risulta uniformemente distribuita su una grande estensione geografica. E' il periodo dell'assenza di vento sulla Valpadana e delle brezze lungo i litorali della nostra penisola. A causa della debole circolazione an-ticiclonica, l'aria nei bassi strati si arricchisce di vapor d'acqua lambendo i mari che quasi per intero bagnano il nostro paese, mentre rimane secca ai livelli superiori, e sempre più calda di giorno in giorno a causa della subsidenza. Ciò spiega perché il gran caldo anticicloni sia all'inizio torrido, ma dopo alcuni giorni afoso o addirittura opprimente. Il dominio dell'alta pressione determina quello stato del tempo che contribuisce ad un forte soleggiamento e di conseguenza ad un aumento delle temperature dell'aria, in modo speciale quelle comprese tra l'ultima decade di luglio e la prima di agosto.

Un rialzo termico è particolarmente avvertito nella Valpadana centro-orientale, in Puglia e lungo i litorali della Calabria e della Sicilia a causa di favorevoli condizioni ambientali e per una particolare natura dei suoli. La stessa carta della distribuzione media della pressione al livello del mare mette in evidenza la circolazione del monsone estivo dell'Asia sud-occidentale - un altro centro d'azione in grado d'influenzare lo stato del tempo, per gran parte della stagione, sul bacino orientale del Mediterraneo, talvolta anche su quello centrale. La circolazione messa in atto da questi due grandi centri d'azione -l'anticiclone delle Azzorre e il monsone estivo dell'Asia sud-occidentale - non esclude la possibilità di temporanei passaggi di aria fredda dai passi alpini. In casi del genere possono innescarsi, specialmente sull'Italia settentrionale, dei temporali, dovuti sia ad una azione di carattere dinamico, legata cioè al tipo di moto dell'aria fredda in transito, sia ad un 'azione di carattere termico, in conseguenza del forte riscaldamento del suolo.

Si spiegano così le grandinate e le eventuali trombe d'aria, all'origine di quei massimi di precipitazioni estive sulle Alpi, favorite tra l'altro dalla particolare accidentalità del terreno. Nel trimestre caldo, dominando sul Mediterraneo l'alta pressione, la fascia delle cosiddette correnti occidentali perturbate sconfina verso latitudini più settentrionali, quasi sempre a Nord delle Alpi. Ciò spiega perché sull'Italia le condizioni del tempo in estate siano prevalentemente caratterizzate da stabilità atmosferica e dalla quasi assenza di piogge, con la sola eccezione, come abbiamo detto, delle precipitazioni temporalesche della zona alpina. Considerando che nel periodo estivo prevalgono le situazioni anticicloniche, la cui estensione geografica piuttosto rilevante, si potrebbe pensare a una analogia di comportamenti nello stato del tempo. In realtà le condizioni locali in Italia modificano fortemente la fenomenologia che accompagna ogni situazione meteorologica.

Tanto vero che le differenziazioni che contraddistinguono le condizioni atmosferiche da una regione all'altra del nostro paese sono da considerarsi spesso più di natura climatica che non di carattere meteorologico vero e proprio. Per quanto riguarda l'Italia occorre anche tener presente che nell'ambito della circolazione generale media estiva, oltre all'anticiclone della Azzorre possono manifestarsi - come abbiamo già accennato - azioni di disturbo, di breve durata, provocate da centri depressioni transitori, di modesto ciclo vitale, all'origine di afflussi sul Mediterraneo di masse d'aria di varia provenienza. A proposito di azioni di disturbo di breve durata, c'è da ricordare che in genere, durante la seconda metà del mese di agosto, la circolazione atmosferica assume, per qualche giorno, caratteristiche anche di forte instabilità. Si tratta di uno o talvolta due episodi di maltempo, in successione, nel giro di una settimana, le cosiddette burrasche di ferragosto. Terminate le sfuriate l'estate riprende il suo corso, ma in tono minore, in grado però di durare anche a lungo, a volte per altre due o tre settimane.

Regime termico e pluviometrico dell'estate in Italia

Un modo, tra i più semplici per illustrare l'andamento termico e quello pluviometrico su una certa regione, riferiti ad un determinato periodo dell'anno è quello di ricorrere all'impiego dei valori estremi delle temperature (le massime e le minime), i più indicati per dare un'idea del gran caldo estivo e quello delle temperature più basse della giornata. Nel nostro caso le medie pluriennali si riferiscono al venticinquenni 1946-1970 i cui dati a base delle elaborazioni sono quelli delle stazioni meteorologiche del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica. Le stazioni in questione sono in massima parte aeroportuali, per cui le temperature, non risentendo del cosiddetto effetto "isola di calore", tipico dei centri abitati, sono da considerarsi di un paio di gradi al disotto di quelli che si sarebbero potuti registrare in città.

L'esame comparativo degli istogrammi (* non disponibili), in argomento mostra gli aspetti essenziali delle caratteristiche, sia delle temperature massime e minime di ciascun mese, sia dei valori mensili delle precipitazioni. Particolarmente significativo appare il raffronto tra gli istogrammi relativi alle precipitazioni di alcune località del Nord Italia con quelli di alcune località del Mezzogiorno e delle due isole maggiori. Il raffronto mette in evidenza gli alti quantitativi di precipitazioni al Nord, dove in estate sono frequenti i temporali, la scarsa presenza di piogge invece nel Mezzogiorno della penisola e soprattutto la quasi assenza di precipitazioni sulle nostre due isole maggiori che in estate risentono delle caratteristiche climatiche di tipo desertico-subtropicale. L'escursione termica, rappresentata dall'area comparsa fra le punte del caldo e quelle del freddo, nei singoli istogrammi, consente, in un certo qual modo, di riconoscere le località ad influenza continentale, dove l'escursione termica è maggiore, dalle località ad influenza marittima, dove l'escursione termica è minore.

Quest'ultimo fenomeno, benché non rappresentato nella attuale tavolata di istogrammi, è presente anche nelle località di montagna, al disopra però dei 1500 metri. Per individuare i giorni del gran caldo estivo bisognerebbe tener conto, secondo Fea, delle temperature decadali di ciascun mese, in modo da valutare la radiazione solare, l'umidità, lo stato di purezza e il contenuto idrico dell'aria; soltanto così si può ottenere un quadro completo dei fattori che contribuiscono a creare le migliori condizioni per il benessere fisiologico dell'individuo. Al limite, bisognerebbe tener conto almeno del vento, per il suo effetto sulle condizioni di benessere fisiologico, proprio perché il vento facilita la dispersione del calore immagazzinato dal corpo.


Nelle località interessate dalla brezza, tanto per fare un esempio, il disagio del caldo umido, tipico dei periodi di calme di vento, diminuisce quasi del tutto con la brezza di mare e si ripresenta soltanto nell'intervallo di tempo che intercorre tra la caduta della brezza di mare e l'insorgere della brezza di terra. In assenza di vento, nei mesi di luglio e agosto, l'afa è presente in tutte le zone costiere e collinari della nostra penisola. Le sole località che in assenza di vento non sono influenzate dal caldo umido appartengono alla fascia alpina e prealpina e in generale a un po' tutte le località di montagna, al disopra dei 700 metri di altitudine. Soltanto in settembre il disagio fisiologico causato dal caldo umido subisce in Italia una generale attenuazione.

Qualche traccia ne rimane tuttavia lungo la fascia litoranea che va dalla Toscana al Lazio, lungo le coste pugliesi, lungo i litorali della Sicilia e nella zona del Sulcis, in Sardegna. Nelle grandi linee, sempre secondo Fea, allorché la stagione procede senza eccezioni, la grande calura estiva in Italia, quella che rende insopportabile il caldo nelle città, vere e proprie isole di calore, ha inizio per primo sulle regioni che si trovano alla sinistra di una linea immaginaria che congiunge Trieste con Napoli e con una decina di giorni di ritardo su tutte le regioni alla destra di quella linea.

Durata del soleggiamento estivo

Una immagine indiretta della nuvolosità media sulla nostra penisola, durante i tre mesi estivi, si coglie dalle cartine delle isohele o cartine del soleggiamento. Nel nostro caso le isohele sono ottenute dai dati della insolazione media giornaliera del periodo 1965-1974, della rete eliofanografica del Servizio Meteorologico delì'Aeronauùca. Il minimo di ore di sole nella giornata si nota sulla chiostra alpina, sulle prealpi e lungo la catena appenninica, regioni solitamente interessate dalla nuvolosità cumuliforme, ad evoluzione diurna, durante le ore più calde del trimestre estivo. Altro elemento di spicco, il massimo d'insolazione nel mese di luglio con 12 ore di sole su 24 su Olbia in Sardegna, e due espansioni di buon soleggiamento, una verso la Liguria e l'altra verso le isole Eolie. Altro elemento d'interesse, com'era da aspettarsi, l'incremento generalizzato di circa un'ora e mezza di sole tra giugno e luglio e un decremento di un'ora tra luglio e agosto.

Una rappresentazione più scientifica dell'influenza del Sole si sarebbe potuta ottenere attraverso le carte della intensità della radiazione solare globale, servendosi, in questo caso, dei dati di radiazione della rete pirografica del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica. I dati delle reti pirografiche dei vari Servizi del mondo sono di grande interesse per l'importanza che essi rivestono nello studio del bilancio energetico Terra-Atmosfera e per le pratiche applicazioni di utilizzazione dell'energia solare.

Per ulteriori approfondimenti, vi consigliamo di leggere
l'estate nelle otto zone climatiche dell'Italia secondo Rosini.
 

Pubblicato su AER - Gennaio '97.