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Le mappe all'altezza geopotenziale di 500hPa

Tipica mappa all'altezza geopotenziale di 500hPa

Le mappe a 500hPa: un classico delle previsioni del tempo. Insieme alla carta delle isobare al suolo è indubbiamente la carta per antonomasia.

Continuando nel "cammino" delle mappe più significative dei maggiori centri di calcolo, la mappa all'altezza di 500 hPa è rappresentativa delle masse d'aria in quota, nella media troposfera. I venti tendono a seguire il movimento delle isoipse (linee di uguale altezza geopotenziale, ovvero la "quota" a cui si trova la pressione, in questo caso, di 500hPa) muovendosi nel nostro emisfero in senso antiorario intorno ai minimi depressionari e in senso orario intorno ai massimi di pressione.

La superficie isobarica viene collocata mediamente tra i 5500-5600 metri.Con la lettera "L" (Low) viene indicato uno o più minimi depressionari presenti sul "campo" europeo, mentre con la dicitura "H" (High) sono evidenziate le zone anticicloniche.

Mentre sotto i 5000 metri in genere ci interessano maggiormente i campi di temperatura e umidità, in questo tipo di carta ritroviamo soprattutto vorticità (la misura di quanto le masse d'aria tendono ad invorticarsi) e il flusso prevalente (che poi è quello che definisce la principale traiettoria delle perturbazioni). Inoltre vengono visualizzate anche le temperature intorno a queste figure bariche individuate tramite una casellina bianca con al suo interno il valore di temperatura sempre riferita all'altezza del geopotenziale (che quasi coincide con la quota reale).

Nell'immagine le linee bianche continue rappresentano la pressione al suolo espresse in hPa dette isobare. Queste tipicamente vengono graficate di 4 hPa in 4hPa e servono per individuare sia i centri depressionari che le zone di alta pressione. Come sempre valori di pressione bassi individuano in genere zone di bassa pressione, mentre valori più alti zone di alta pressione. Ma attenzione perché più che il valore in se stesso quello che conta è la "curvatura" delle isobare, cioè se tendono a "piegarsi" in senso antiorario (circolazione ciclonica) o orario (circolazione anticiclonica).

La stessa interpretazione avviene con le isoipse e il confronto fra le diverse strutture al suolo o in quota possono fornire indicazioni importanti sull'evoluzione meteorologica. Per esempio alla quota di 500 hPa possiamo ben identificare la aree di alta e bassa pressione della media troposfera a cui possono corrispondere strutture diverse al suolo.

La mappa a 500 hPa è "idonea" inoltre per "verificare" la presenza di
promontori anticiclonici o profonde saccature. In corrispondenza del lato destro di una saccatura, le correnti in quota tendono ad accelerare (come un'automobilista che ha appena superato una curva...) e questo fenomeno (chiamato divergenza) tende a "strappare" l'aria, provocando una sorta di "risucchio" dal basso verso l'alto, cosa che fa non solo diminuire la pressione al suolo (è come alleggerire una zavorra), ma anche richiamare aria per rimpiazzare quella che "se ne va" (convergenza). L'accelerazione di Coriolis fa il resto, invorticando l'aria al suolo.

Ecco perché in genere le basse pressioni al suolo (chiamate "dinamiche" in questo caso) si trovano a destra di una saccatura. A sinistra succede l'opposto (le correnti d'aria "frenano" prima della curva, quindi convergenza in quota, quindi divergenza al suolo, quindi alta pressione al suolo...).
Questo spiega il motivo per cui è un classico avere un peggioramento delle condizioni meteo a destra dell'asse di una saccatura in quota e un miglioramento a sinistra.

La saccatura è una bassa pressione "aperta". Questo flusso però a volte si chiude e si crea la ben nota "goccia" fredda", cioè un nucleo freddo in quota (freddo rispetto alle zone circostanti). Questa situazione è tipica di un vortice ciclonico (bassa pressione a tutte le quote con asse verticale, indice tipicamente di un sistema che ha iniziato il suo declino). Un bell'esempio è rappresentato proprio dalla mappa in alto, sull'Italia...

Ma può capitare che alla "goccia" non corrisponda nessun particolare sistema al suolo. Anzi può esserci un debole regime anticiclonico, o, come a volte si sente dire, siamo in presenza di "pressione alta e livellata"...


In questo caso, specialmente se ci troviamo nella stagione più calda (da Aprile a Settembre) è probabile l'innesco di rovesci e temporali pomeridiani/serali, perché il forte riscaldamento solare provoca la formazione di massa d'aria calda (termiche) che poi trovando aria piuttosto fredda salendo, hanno vita facile a continuare a salire (aria instabile). La condensazione del vapore acqueo al raffreddarsi della termica che sale incontrastata fa il resto, generando nubi torreggianti e cumulonembi forieri di rovesci e/o temporali. La presenza di colline o montagne aiuta ulteriormente il processo, perché i rilievi si comportano come le canne fumarie di un caminetto: scaldandosi migliorano il "tiraggio"...

Infine, come per le mappe a 850hPa, anche attraverso le mappe a 500 hPa è possibile ben individuare il "campo" delle temperature e le possibili "avvezioni" fredde o calde.



Fabio Porro