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ANCORA PIOGGIA IN ARRIVO SUL BAGNATO: INIZIO SETTIMANA CON UNA NUOVA FASE INSTABILE AL CENTRO-NORD E SARDEGNA

Scritto da Andrea Corigliano Domenica 19 Maggio 2024 06:00

ANCORA PIOGGIA IN ARRIVO SUL BAGNATO: INIZIO SETTIMANA CON UNA NUOVA FASE INSTABILE AL CENTRO-NORD E SARDEGNA

Anomalie nel 2024 finora e confronto col 2022Passata l’intensa fase di maltempo che ha penalizzato in modo particolare le regioni settentrionali nelle ultime 48-72 ore, ci troviamo ora in una situazione di intervallo caratterizzato da una generale variabilità che ha lasciato spazio ad ampie schiarite al Centro-Nord e che al Sud sta invece permettendo la risalita, dall’entroterra nord africano, di un corpo nuvoloso associato a precipitazioni per lo più irregolari, anche a carattere temporalesco. Per le regioni meridionali non si tratta purtroppo di piogge organizzate e continuative, ma ancora una volta di una parentesi instabile di passaggio che si colloca ai margini della vasta circolazione ciclonica ben attiva sul vicino Oceano Atlantico e intenzionata ancora a inviare impulsi perturbati soprattutto verso il Nord, dove ormai ci troviamo in pesante surplus pluviometrico: basti pensare che in alcune aree della Pianura Padana, per esempio, da gennaio ad oggi è già caduta la pioggia che dovrebbe cadere in un intero anno.

Il bilancio pluviometrico che si è andato plasmando nel corso degli ultimi mesi è una diretta conseguenza di una dinamica atmosferica che ha mantenuto quasi inalterato il proprio disegno sinottico per lungo tempo. Il segnale che infatti emerge dall’analisi del campo medio delle anomalie di geopotenziale a 500 hPa – sul periodo che va dal 1° gennaio al 15 maggio – evidenzia come il settore centro-occidentale europeo si sia spesso trovato all’interno di un canale di aria umida e instabile, in prevalenza di origine subtropicale marittima, che ha interessato anche le nostre regioni del Nord Italia (fig. 1, a sinistra). Più a sud, invece, il continuo richiamo di aria calda ha contribuito a elevare le quote delle superfici isobariche, costruendo così una circolazione prevalentemente anticiclonica e lasciando ai sistemi perturbati la possibilità di transitare solo con la loro parte meno attiva.

È significativo far notare che appena due anni fa la situazione era diametralmente opposta (fig. 1, a destra): il segnale dominante calcolato sullo stesso periodo mette infatti molto bene in evidenza la persistenza dei campi di alta pressione che hanno penalizzato soprattutto le regioni settentrionali (fig. 1, a destra), rimaste esposte a un reiterato afflusso di aria secca e stabile che, alla lunga, fu poi responsabile del lungo periodo siccitoso. In questo stato del tempo che abbiamo descritto emerge chiaramente l’esaltazione degli eccessi pluviometrici – da una parte e dall’altra – che non solo stanno oggi interessando simultaneamente la nostra penisola con il Nord in marcato surplus e il Sud e le Isole in marcato deficit, ma che si sono anche alternati nel giro di un breve tempo sulle regioni settentrionali dove, nei prossimi giorni, si avrà ancora un ulteriore allungamento della fase molto piovosa.

Tra lunedì e mercoledì, infatti, la circolazione ciclonica presente come goccia fredda tra la penisola iberica, la Francia e il Golfo di Biscaglia sarà indotta a muoversi verso est dopo aver ricevuto una spinta delle correnti perturbate atlantiche. Il Mediterraneo occidentale entrerà così sotto l’influenza di una curvatura ciclonica del flusso in quota (fig. 2, a sinistra) che getterà le basi per una ciclogenesi al suolo sulle regioni centro-settentrionali, dal valore barico intorno ai 1000 hPa (fig. 2, a destra). Si rinnoveranno così le condizioni quasi analoghe a quelle che abbiamo sperimentato tra martedì e giovedì perché il calo della pressione nei bassi strati attiverà un nuovo richiamo di venti meridionali, di scirocco prima e di libeccio poi, che andranno ad ammassare nubi e precipitazioni soprattutto sulle regioni settentrionali e, in particolar modo, su tutta la fascia alpina e prealpina, specie quella centro-orientale.



L’area ciclonica manterrà così attive marcate condizioni di instabilità su quasi tutta l’Europa centro-occidentale (fig. 3, a sinistra). Limitatamente all’Italia, il passaggio del nuovo sistema perturbato avverrà tra lunedì e martedì, partendo dalla Sardegna (fig. 3, a destra). Nubi e precipitazioni si estenderanno poi a parte delle regioni centrali, al Nord-Ovest e infine al Nord-Est. In base agli ultimi calcoli della modellistica numerica, sarà ancora elevata la probabilità di avere piogge intense e abbondanti sulla fascia alpina e prealpina, dove si potranno raggiungere in forma abbastanza diffusa gli 80-120 millimetri di cumulata entro martedì sera, specie sul settore centro-orientale. A tal proposito, resta ancora qualche incertezza sulla localizzazione dei fenomeni più intensi e dei possibili picchi ancora superiori che sono di più difficile previsione per via della minore scala spaziale di sviluppo dei possibili fenomeni, peraltro a una distanza temporale dal probabile evento che oggi sfiora ancora i tre giorni: vedremo magari in un altro intervento di essere più precisi, nel limite del possibile. Al di là di questo, però, credo che sia ugualmente doveroso seguire con attenzione l’evoluzione perché i terreni si trovano già in uno stato di stress idrico per via delle piogge abbondanti già cadute e di conseguenza sono sufficienti anche i millimetri di una «normale passata piovosa» per creare potenziali criticità.

Circolazione attesa per il 20 e 21 maggio 2024

Precipitazioni attese entro il 21 maggio 2024

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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