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L’ITALIA NELLA MORSA DELLA DISINFORMAZIONE METEOROLOGICA

Scritto da Andrea Corigliano Sabato 28 Gennaio 2023 17:00

L’ITALIA NELLA MORSA DELLA DISINFORMAZIONE METEOROLOGICA

Esempio di disinformazione meteoMolti di voi ormai sanno quanto io tenga alla corretta informazione in ambito meteorologico. Ci tengo perché le notizie che comunicano la scienza non meritano, nel modo più assoluto, di passare al grande pubblico dopo essere state gonfiate ad arte per impressionare.

Sono io stesso, per primo, a essere consapevole che serve poco o nulla portare a galla queste questioni ma, allo stesso tempo, desidero farlo perché se c’è una forza che spinge verso la disinformazione io mi sento in dovere di reagire con una forza contraria e sulla stessa retta d’azione, ma che purtroppo non ha la stessa intensità. Non importa: se credi nella buona informazione, lo fai e basta.

Lascio allora parlare i dati che osservate in figura, dove sono riportate le temperature minime registrate la notte scorsa e quelle massime registrate ieri, venerdì 27 gennaio. Siamo di fronte a un quadro termico che, per i media, raffigura un’Italia nella morsa del gelo. Abbiamo invece più volte detto, anche in sede di analisi, che non siamo di fronte a un’ondata di gelo ma a un'irruzione di aria fredda di stampo invernale, al più moderata, comune per le nostre latitudini perché per parlare di giornate gelide le temperature massime devono portarsi a cavallo di 0 °C fino in pianura.

In questi giorni nessuna località italiana che si trova lungo le coste o su aree pianeggianti ha registrato questi valori in pieno giorno: al contrario, troviamo temperature massime che facilmente superano i 5 °C al Nord e i 10 °C al Centro-Sud.Ieri, venerdì 27, per trovare il gelo bisogna salire sulla Paganella in Trentino (-7.8 °C a 2125 metri), sul Monte Settepani in Liguria (-4.8 °C a 1383 metri), sul Monte Cimone in Emilia (-8.8 a 2165 metri) e sul Monte Terminillo nel Lazio (-4.2 °C a 1874 metri). Ma qui siamo in montagna, dove il gelo a gennaio dovrebbe essere di casa.

Non aggiungo altro, se non il dispiacere di vedere la comunicazione di questa scienza ridotta in questo stato.



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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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