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APPESI ALLE SORTI DELLA TROTTOLA CANADESE DEL VORTICE POLARE

Scritto da Andrea Corigliano Venerdì 27 Gennaio 2023 20:00

APPESI ALLE SORTI DELLA TROTTOLA CANADESE DEL VORTICE POLARE

Anomalia temperatura 3-4 febbraio-2023Ci troviamo in una fase meteorologica dalle caratteristiche invernali, portata sull’Italia da correnti fredde che affluiscono dai quadranti nord-orientali ed entrano in una circolazione di bassa pressione che si è recentemente rinvigorita e che insiste, ormai da diversi giorni, soprattutto sulle nostre regioni centro-meridionali. Questa situazione ci accompagnerà anche nel corso del fine settimana e si attenuerà dall’inizio della prossima, quando l’espansione lungo i paralleli dell’Anticiclone delle Azzorre relegherà più a est il flusso settentrionale e lo sostituirà con uno più temperato che interesserà soprattutto il settore occidentale europeo. L’evoluzione che però ci attende nel corso della prossima settimana è tutt’altro che definita perché, in buona sostanza, dipenderà dal comportamento che assumerà sul Nord America il lobo canadese del Vortice Polare.

In uno degli ultimi interventi avevamo infatti affermato che proprio su questa vasta area americana andrà a concentrarsi il polo del freddo a seguito degli effetti del riscaldamento stratosferico polare: si tratta di una situazione che possiamo osservare guardando per esempio la distribuzione delle anomalie di temperatura a 850 hPa – cioè a circa 1500 metri di quota – perché da essa dipenderà l’intensità della forza trainante delle correnti occidentali, comunemente conosciute con il nome di «flusso zonale» (fig. 1). La presenza di un vasto nocciolo di aria gelida in uscita dalla terraferma canadese e di masse d’aria molto miti sovrastanti la superficie oceanica creerà infatti, in quota, le condizioni per avere un marcato gradiente termico orizzontale e quindi un flusso da ovest verso est abbastanza accelerato che però tenderà a rilassarsi alle porte del continente europeo, cioè laddove il gradiente termico si indebolirà.

La fase di stanca spingerà così la corrente occidentale a oscillare lungo i meridiani e quindi a descrivere delle creste che, come è noto, nelle onde atmosferiche sono occupate dai centri anticiclonici. L’incertezza che ancora aleggia attorno a questo scenario riguarda proprio l’entità della spinta da sud verso nord che riceverà questa cresta la quale, avvicinandosi all’Europa occidentale, dovrebbe ancora esporre buona parte del nostro continente all’arrivo di nuove masse d’aria dalle latitudini settentrionali a partire dal 3-4 febbraio (fig. 2). Dalla tenuta e dalla forma che potrebbe assumere la figura anticiclonica dipenderà ovviamente l’entità del nuovo possibile raffreddamento. In particolare, se il lobo canadese dovesse rimanere concentrato sui propri spazi e lasciare campo libero all’espansione meridiana dell’Anticiclone delle Azzorre, si potrebbero creare le condizioni per la costruzione di una configurazione di alta pressione più radicata che darebbe modo ai flussi settentrionali di avere più tempo per scendere verso le basse latitudini percorrendo il suo bordo orientale. In alternativa, se la spinta zonale dovesse essere un po’ più pressante ci sarebbe la possibilità che la campana anticiclonica possa spostarsi più a est e quindi porre le proprie radici sull’entroterra nord africano: negli ultimi giorni diverse corse dei modelli numerici hanno mostrato l’una e l’altra ipotesi, con tante varianti nel mezzo.



Sono infatti molte le sfumature attorno a questo segnale atmosferico che, pur cominciando a diventare dominante, presenta ancora contorni poco definiti, come è naturale che sia vista la distanza temporale (6-7 giorni) e come è ben dimostrato dalle aree in rosso che fanno da sfondo al disegno sinottico riportato nella seconda figura: ormai sappiamo che in questo modo il modello ci avvisa che la previsione non ha raggiunto una buona attendibilità. Dal momento che sono poi i contorni a fare la differenza sul tempo a scala nazionale e regionale, è doveroso aspettare ancora qualche giorno prima di poter sciogliere la prognosi. Freddo a parte, è comunque chiaro che il disegno barico è purtroppo sfavorevole ad avere precipitazioni al Nord e sul versante occidentale in genere. Se però il versante tirrenico è riuscito nelle ultime settimane a portare a casa qualche bottino in termini di millimetri, il Nord e in particolare il Nord-Ovest ha ricevuto davvero poco, specie nelle aree pianeggianti.

Evoluzione attesa per il 3-4 febbraio 2023


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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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