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L'Uragano Larry

Scritto da Andrea Corigliano Giovedì 09 Settembre 2021 00:00

L'Uragano Larry

L'Uragano Larry in azioneL’uragano Larry sta vagando in solitaria in Atlantico e ha assunto questo pomeriggio la posizione di 32.9 gradi nord di latitudine e di 62.0 gradi ovest di longitudine. Alimentato dall’umidità e dal calore sottratti alla superficie oceanica sta richiamando verso il proprio occhio, che sempre questo pomeriggio aveva raggiunto la pressione minima di 966 hPa, venti impetuosi che soffiano fino a 148 km/h e che quindi fanno di questo ciclone tropicale un uragano di categoria 1 nella scala Saffir-Simpson.

Come tra le più classiche evoluzioni a cui vanno incontro i suoi simili, la traiettoria del sistema è affidata al campo anticiclonico subtropicale che mette a disposizione la propria circolazione periferica (freccia bianca curva) per guidare il piccolo vortice verso latitudini sempre più settentrionali, cioè verso quella fascia climatica dove le condizioni oceaniche ed atmosferiche vengono meno al mantenimento in vita di queste figure come strutture tropicali perché le acque diventano sempre meno calde e la fisionomia del sistema viene disturbata dalle intense correnti occidentali che caratterizzano, appunto, le alte latitudini.

Di solito questo cambiamento delle condizioni atmosferiche e marine comporta una trasformazione dell’uragano che da “ciclone tropicale” diventa “ciclone extratropicale”: in questo caso l’energia che va ad alimentare la struttura proviene per la maggior parte dal gradiente termico orizzontale che si viene a creare tra masse d’aria dalle caratteristiche termodinamiche differenti che lo stesso vortice richiama a sé, proprio come una normale depressione che si può formare anche sul Mediterraneo. Cosa succederà a Larry? Andrà incontro alla più classica delle evoluzioni? Non proprio: la sua fine sarà un po’ diversa e… davvero curiosa, con un grande effetto finale! Il ciclone arriverà probabilmente alle ore 00 UTC dell’11 settembre a sud di Terranova, facendo forse un parziale landfall sul settore sud-orientale dell’isola.

Fino a quel momento la struttura potrebbe ancora essere un uragano, come evidenziato dalla forma concentrica delle isoispe a 850 hPa che sarà probabilmente sovrapponibile alla distribuzione del campo di temperatura alla stessa quota isobarica, con i massimi valori prossimi a 20 °C proprio in prossimità dell’occhio che testimonierebbero come il cuore caldo pulsante del sistema potrebbe essere ancora attivo. Saranno però questi gli ultimi momenti di Larry perché a nord si intravede la ciclogenesi che sarà pronta a decretarne la fine, dopo che il ciclone avrà egregiamente raggiunto il traguardo del 50° parallelo nord mantenendo ancora caratteristiche squisitamente tropicali. La formazione di una nuova depressione sul Quebec (una delle aree più ciclogenetiche in assoluto) distorcerà infatti le isoterme costruendo una perturbazione con tanto di fronte freddo (linea blu) e fronte caldo (linea rossa) associati. Entro le 24 ore successive, lo sviluppo dei fronti accoglierà così Larry nel settore caldo del sistema perturbato.

Anche se a questo punto sarà diventato un ex-uragano fagocitato da un ciclone extra-tropicale, il vecchio sistema avrà un grande merito: rimanendo infatti sul fianco destro della depressione madre che lo avrà inglobato tra le proprie spire più ampie, con quel che rimarrà del suo “cuore caldo” riuscirà a portare nevicate molto abbondanti sulla Groenlandia orientale. A questo punto permettetemi di sorridere un po’ al pensiero che sarà un ex uragano a portare bufere di neve a latitudini così settentrionali! La meteorologia emoziona anche per questo…



Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera


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