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Analisi climatologica dell'inverno 2014 a Milano

Analisi climatologica dell'inverno 2014 a Milano
 

Milano e il suo Duomo in invernoLe caratteristiche principale del 2014 meteorologico sono state mitezza e precipitazioni eccezionali: quest’ultimo aggettivo è lecito, poiché il raffronto con la media 1961-90 lascia il tempo che trova. A Milano sud sono caduti 632 mm (+236%) e la temperatura media è stata di 5.54°C (3° sopra media).

Ciò conduce il 2014 al 2° posto degli inverni più miti dall’inizio delle rilevazioni un po’ dovunque: è sotto il 2007 (l’anno senza inverno e senza piogge peraltro), anche se al centro Italia ha battuto pure il suddetto dal punto di vista termico.

In generale i mass media hanno messo in risalto le precipitazioni straordinarie, fatto peraltro vero: sulle Alpi Orientali non esistono paragoni negli annali, mentre su quelle occidentali rivaleggia col nevosissimo 2001.

Ad ogni modo anche gli Appennini hanno avuto dosi enormi di neve, sebbene a quote alte: in effetti la dama bianca è mancata in pianura e l’unica modesta nevicata a larga scala è stata nell’episodio del 28-29 gennaio.


Altre nevicate discrete si sono avute in pianura solo localmente sul basso Piemonte e in zona Laghi Lombardi, ma ciò non sono certo una consolazione per un inverno davvero mite. Il vero assente dell’inverno è stato il gelo: poche le brinate, quasi tutte concentrate in dicembre e solo grazie al gelido catino padano. Le inversioni termiche eccezionali hanno portato locali giornate di ghiaccio in pianura e 10° a 2000 m!

Dalla seconda decade di dicembre e per tutto il resto dell’inverno l’impronta è stata autunnale, con un Atlantico eccezionalmente vigoroso che ha portato numerosi depressioni importanti. Il numero di giorni di pioggia sarebbe di per sé notevole per il trimestre autunnale, figuriamoci per la stagione invernale: 42 giorni di pioggia di cui 25 con precipitazioni >10mm su un totale di 71 giorni!

Infatti l’inverno era iniziato sotto un insolito blocco ad Omega dell’anticiclone africano, il quale aveva portato temperature da giugno in montagna e pieno inverno in pianura.

Gli accumuli poi sono stati davvero monsonici in appennino, con punte di oltre 1400 mm in un mese a Orto di Donna (fonte Arpatoscana) e accumuli di 2500 mm nel trimestre invernale a S. Anna Pelago (fonte Meteosestola).


2011

2012

2013

2014




dic

gen

feb


dic

gen

feb


dic

gen

feb


dic

gen

feb



Tmed

1,69 °C

1,51 °C

4,81 °C

2,67 °C

4,14 °C

2,66 °C

1,33 °C

2,71 °C

1,46 °C

3,12 °C

2,74 °C

2,44 °C

4,09 °C

5,55 °C

6,98 °C

5,54 °C

Tmed

Tmax axol

12,8 °C

8,4 °C

15,2 °C

15,2 °C

14,9 °C

15,0 °C

20,2 °C

20,2 °C

14,6 °C

15,7 °C

13,8 °C

15,7 °C

13,8 °C

13,9 °C

15,8 °C

15,8 °C

Tmax axol

Tmin axol

-10,6 °C

-6,5 °C

-5,3 °C

-10,6 °C

-4,8 °C

-4,7 °C

-15,0 °C

-15,0 °C

-7,0 °C

-4,4 °C

-6,3 °C

-7,0 °C

-4,2 °C

-2,3 °C

0,7 °C

-4,2 °C

Tmin axol

gg > 10°

4

-

11

15

8

12

8

28

2

3

6

11

8

9

13

30

gg > 10°

gg min <0°

22

20

15

57

17

26

23

66

22

14

17

53

18

4

-

22

gg min <0°

gg ghiaccio

8

2

-

10

-

5

11

16

2

-

1

3

-

-

-

0

gg ghiaccio


Nella tabella è possibile vedere il confronto degli ultimi inverni nella mia zona. L’ultimo è stato nettamente il più caldo e l’unico valore non battuto è stato dicembre (solo grazie alle notevoli inversioni termiche da cupola anticiclonica). Fatto curioso è che nel febbraio 2012 si siano avute sia la temperatura massima maggiore sia quella minima minore dell’intera serie. Per il resto, tutti i valori negativi sono del 2014. Il dato delle minime è davvero impressionante: ci sono state meno della metà delle giornate con minime negative rispetto alla media e addirittura un terzo rispetto al 2012. Stesso discorso per le giornate di ghiaccio, totalmente assenti quest’anno, fatto mai verificatosi di recente. Il dato è ancora più drammatico se prendiamo i valori CML di Brunate S. Maurizio, il quale, essendo a media montagna, non ha risentito delle inversioni termiche dicembrine: dieci giorni con minime negative (!) e una sola giornata di ghiaccio nell’ingresso di aria gelida continentale del 29 dicembre.

Altro valore fuori norma è il fatto che in febbraio non ci sia stata nemmeno una minima negativa, per non parlare di gennaio con solo 4 giorni con minime negative.Il riassunto di tutto è che a fare la voce grossa dell’anomalia sono state le minime: stante la copertura nuvolosa eccezionalmente prolungata, non si è quasi mai avuta dispersione termica per irraggiamento da cielo sereno e pertanto la brina è stato un fenomeno quasi mai presente (solo una dozzina di volte).L’unico confronto possibile con un altro inverno mancato è il 2007, con la differenza che quest’ultimo fu non solo straordinariamente mite (ben più di questo) ma anche altrettanto carente di neve sulle Alpi (alcuni laghi alpini oltre i 2000 m non ghiacciarono neanche una volta e mai in secoli di meteorologia le montagne erano così spoglie di neve a fine trimestre freddo), mentre il 2014 ha avuto nevicate storiche. Ciò non toglie che un inverno mascherato di autunno non sia un inverno: in generale bisogna smettere di pensare che, poiché siamo a gennaio e abbiamo i cappotti vada tutto bene.


La meteorologia non si fa “a sentimenti”, ma con numeri, dati e statistiche su scale temporali pluridecennali, pertanto il 2014 è stato inequivocabilmente mite e piovosissimo. È importante notare un ulteriore fatto: in autunno si caldeggiava l’arrivo di un inverno nevoso e gelido, ma la verità è che le linee di tendenza di una stagione NON sono previsioni (e codesto fatto non è noto ai più). Purtroppo alcuni siti e alcuni mass media fanno uso e abuso di informazione scientifica (o DIS-informazione), sparando superlativi assoluti senza avere la minima conoscenza della materia e di fatto sbeffeggiando il lavoro di chi fa previsione in maniera professionale. La verità è che non sono ancora del tutto chiare le connessioni tra i fenomeni convettivi e pressorei a larga scala, cioè al giorno d’oggi è possibile se TENDENZIALMENTE un determinato luogo avrà un trimestre più o meno caldo, ma con largo margine di errore. L’uso di previsioni stagionali è un fatto da prendere con le pinze e soprattutto solo gente competente può analizzare e diffondere le suddette. Come già scritto in altri articoli, non ci si improvvisa meteorologi, ma lo si diventa dopo anni di studio.

Davide Santini