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Anticiclone delle Azzorre e Africano: chiarimento definitivo

Anticiclone delle Azzorre e Africano: chiarimento definitivo su una inutile diatriba...

Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone AfricanoOgni anno, specialmente durante la stagione estiva, nasce una piccola "polemica" sull'attribuzione della natura, con relativo nome, sui due principali anticicloni che possono interessare l'Italia e il Mediterraneo. Soprattutto sull'Anticiclone Africano se è davvero "africano" oppure no.

Siamo dell'opinione che trattasi di diatriba inutile in quanto la ragione o il torto è relativo a ciò che si intende e qui cercheremo di spiegarlo approfittando dell'occasione per un ripasso sugli anticicloni in generale.

Prima di tutto distinguiamo i termini alta pressione e anticiclone, che non sono esattamente la stessa cosa, sebbene spesso usati come sinonimi:
- per alta pressione si intende semplicemente una zona interessata da pressione più elevata rispetto a quelle circostanti;
- l'anticiclone è un'alta pressione in rotazione e chiusa (ruotando in senso orario nell'emisfero nord, in senso antiorario in quello sud, per effetto della Forza di Coriolis) rappresentato quindi nelle mappe meteorologiche da linee (isoipse e isobare) chiuse (nei promontori e nelle saccature tali linee sono invece aperte). Si chiama così perché in genere è associato a condizioni di bel tempo (a "protezione" dagli antagonisti "cicloni"). Ad esempio all'equatore, dove la Forza di Coriolis è nulla, si ha una cintura di basse pressioni che non ruotano, mentre i cicloni sono basse pressioni rotanti.

Ora, alte pressioni e anticicloni possono essere mobili e temporanei oppure più o meno fissi. In particolare è fissa la fascia di alte pressioni subtropicali che circonda la Terra a tutte le quote all'altezza del Tropico del Cancro (e del Capricorno, simmetricamente e tra queste due fasce c'è quella di basse pressioni equatoriali e la ITCZ (zona di convergenza intertropicale)). Il settore che staziona sopra le Isole Azzorre viene chiamato appunto Anticiclone delle Azzorre, mentre il settore che staziona sul nord-Africa Anticiclone Africano (potete chiamarlo anche diversamente ma sempre quello è...).
Ma è soprattutto in quota che dobbiamo guardare, più che al suolo, sia perché specialmente d'estate la pressione al suolo ha una distribuzione pressoché livellata alle nostre latitudini, sia perché è la struttura in quota che "forgia" quella al suolo (tramite meccansmi come convergenza, divergenza, correnti a getto, ecc...).



La "cintura" di alte pressioni subtropicale non è uniforme, ma subisce pulsazioni e spostamenti rispetto alla sua posizione abituale. Così a volte l'Anticiclone delle Azzorre (in quota e/o al suolo) si espande verso di noi, mentre a volte lo fa il settore africano, tramite la sua propaggine più settentrionale (promontorio). Non hanno nessuna importanza le celle minori di alta/bassa pressione relativa che possono aversi in seno a queste strutture e posizionate in vario modo, il discorso non cambia perché la struttura che occorre osservare è soprattutto come dicevamo quella in quota e che "comanda" la situazione. E lo potete vedere bene in figura dove HP1 rappresenta il blocco azzorriano dell'alta pressione subtropicale, mentre HP2 quello africano, con il relativo trasporto delle correnti atmosferiche.

E' evidente che quello che in particolare accadrà alle temperature al suolo dipende sia dall'avvezione (che non è detto provenga direttamente dalle Azzorre o dall'Africa, a causa delle eventuali celle minori che "pescano" le masse d'aria da direzioni diverse) sia dalle condizioni locali (ad esempio il riscaldamento del suolo specie in estate). Ma è sempre la struttura anticiclonica "a monte" che forgia e determina tutto questo.

Le strutture anticicloniche principali (come del resto gran parte delle le altre) si osservano bene all'altezza geopotenziale di 500hPa, all'incirca 5000 metri di quota (la quota effettiva dipende in realtà dalla temperatura della massa d'aria sottostante) perché qui ci troviamo nella media troposfera. Le mappe a 500hPa rappresentano le diverse quote a qui si trova la stessa pressione atmosferica (in questo caso di 500hPa, appunto) e quindi non si potrebbe propriamente parlare di alte e basse pressioni (perché in queste mappe la pressione è costante in ogni punto), ma laddove la quota della 500hPa la troviamo più in alto si ha di fatto un'alta pressione! Se si fissasse la quota, per esempio 5000 metri, e si tracciassero le pressioni (come si fa con le isobare al suolo) troveremmo le stesse identiche strutture!

Quindi, concludendo, quando vediamo un promontorio (in quota!) spingersi dal nord-Africa verso di noi, è assolutamente lecito parlare di Anticiclone Africano, non importa quello che succede poi nel dettaglio. Così come se vediamo il promontorio azzorriano parleremo di Anticiclone delle Azzorre, solo che in questo caso spesso lo vediamo bene anche al suolo perché essendo di matrice oceanica è più freddo e quindi anche la pressione al suolo è in genere maggiore e più nettamente identificabile rispetto al caso africano dove al suolo la distribuzione pressoria non è così netta.