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A PROPOSITO DI SENSAZIONALISMO METEO

Scritto da Andrea Corigliano Martedì 19 Luglio 2022 00:00

A PROPOSITO DI SENSAZIONALISMO METEO

Il sensazionalismo multimedialeIl sensazionalismo è un modo di fare informazione in cui la notizia viene gonfiata e distorta. Anche la meteorologia, purtroppo, non è esente da questo modus operandi, ma non sono mai i professionisti del settore a farne uso.

Parlare in questi giorni di «severa ondata di caldo» o di «straordinaria ondata di caldo» non è fare sensazionalismo o terrorismo meteorologico, ma raccontare la realtà dei fatti: pensate un po’ che ieri, per esempio, nella vicina Francia l’attuale onda di calore ha letteralmente sbriciolato un centinaio di record. Vogliamo dire che è tutto normale e fare finta di nulla dicendo che non è successo nulla? Vogliamo dire che... è estate e quindi è normale che faccia caldo?

Le notizie che creano ansia sono ben altre. Alcuni esempi.È sensazionalismo quando un’ondata di calore viene chiamata «fiammata africana» e nella infografica l’Italia è avvolta dal fuoco.È sensazionalismo quando, per far vedere quanto fa caldo, si inquadrano i termometri delle farmacie che sono esposti direttamente alla radiazione solare e che quindi forniscono un dato falsato. La temperatura si misura secondo le regole stabilite dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale: il sensore deve essere appositamente schermato (collocato per esempio all’interno di una capannina meteorologica) e posto su suolo erboso a 1.5 / 2 metri da terra.

È sensazionalismo quando ci dicono che la «temperatura percepita» sarà di 40-45-50 °C. Non è vero perché, anche in presenza di umidità elevata che fa avvertire il caldo afoso, la temperatura da considerare è sempre quella realmente misurata dal termometro. La percezione del caldo non è infatti la stessa per tutti perché dipende da tanti fattori, per cui quella temperatura nata da una combinazione tra temperatura reale e percentuale di umidità dell’aria è fuorviante: meglio fare riferimento agli indici bioclimatici (come l’Indice di Thom) che suddividono il disagio in classi, dallo stato di «benessere» al «disagio estremo».

È sensazionalismo quando un promontorio nord africano, figura subtropicale che esiste da quando è nata la circolazione dell’atmosfera, viene chiamato con nomi diversi che ogni anno vengono riciclati.



La lista è lunga, ma mi fermo qui. Senza non prima aver ricordato che l’uso adatto della terminologia è un dovere per la corretta informazione. Perché i termini usati in modo appropriato aiutano a capire la portata di un fenomeno meteorologico e quindi a fare prevenzione. Ovvio che, se si porge l’orecchio a chi grida in continuazione «al lupo, al lupo!» e poi si verifica veramente un fenomeno che ha le caratteristiche di eccezionalità, si finisce per prendere sotto gamba per esempio le allerte emanate dalla Protezione Civile Nazionale facendo quindi un danno alla meteorologia e a noi stessi.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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