Immagine La Tempesta del Secolo, Stati Uniti, 1993
Innevò una delle aree più grandi mai registrate. Colpì più di 100 milioni di persone negli Stati Uniti orientali per un periodo di quattro giorni, dal 12... Leggi tutto...

Il VIDEO-METEO del Capitano Sottocorona

Le ultimissime dal Televideo RAI

Anteprima Televideo RAI
Immagine PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO ALL’INSEGNA DELLA MITEZZA, IN ATTESA DI CONOSCERE ...
Nei prossimi giorni le condizioni di maltempo concederanno una tregua. L’incessante flusso dei... Leggi tutto...
Immagine Stazione meteo PCE-FWS 20: ottima per iniziare risparmiando
Il mondo delle stazioni meteorologiche è diventato ormai piuttosto vasto. Si va dalle semplici... Leggi tutto...
Immagine Webcam - Rimini (Rimini)
Webcam Rimini: panoramica di spiaggia e mare visti dallo stabilimento Bagno 39 di Rimini (RN),... Leggi tutto...
Immagine Solstizio d'inverno e d'estate, Equinozio di autunno e primavera: significato e ...
Mentre la Terra percorre la sua orbita attorno al Sole, a causa dell'inclinazione "fissa" dell'asse... Leggi tutto...
Immagine WRF MSLP 12hPrec (centro-nord)
Mappa Centro-Nord Italia del modello WRF NMM con la pressione al suolo (MSLP) e l'accumulo... Leggi tutto...
Immagine WRF Fog-Dpt (centro-sud)
In questa mappa WRF per il Centro-Sud estrapoliamo, assieme alla dew point (temperatura di rugiada)... Leggi tutto...

TEMPO DI NATALE, SECONDA INDAGINE: QUALCHE DETTAGLIO IN PIÙ SULLA CONFIGURAZIONE A SCALA SINOTTICA

Scritto da Andrea Corigliano Giovedì 17 Dicembre 2020 17:00

TEMPO DI NATALE, SECONDA INDAGINE: QUALCHE DETTAGLIO IN PIÙ SULLA CONFIGURAZIONE A SCALA SINOTTICA

Previsione media d'ensemble per il 25 Dicembre 2020Dopo aver lasciato alla modellistica numerica due giorni di tempo per ricalcolare gli scenari attesi per Natale partendo dalle condizioni iniziali aggiornate, vediamo se oggi possiamo cogliere rispetto alla prima indagine qualche elemento in più che possa aiutarci a comprendere, ancora per sommi capi, se è possibile ipotizzare una prima bozza della configurazione barica che potrebbe formarsi a scala sinottica proprio per il 25 dicembre.

Propongo, a tal proposito, l’ultimo aggiornamento disponibile della previsione media di ensemble del campo di altezza di geopotenziale a 500 hPa calcolata sempre dal sistema probabilistico del Centro Europeo ECMWF per fare notare al lettore come, rispetto a quanto è stato scritto nell’articolo pubblicato il 15 dicembre, ci troviamo di fronte a una sostanziale conferma sulla forma dell’ondulazione, con la coppia cresta-cavo che dovrebbe collocarsi orientativamente tra il vicino Oceano Atlantico e i settori occidentali europei come viene mostrato dall’andamento delle quattro linee nere tratteggiate (figura 1).

Proprio sul continente si apprezza anche una prima diminuzione dell’incertezza che accompagna il disegno barico medio e che si traduce in una maggiore affidabilità circa il fatto che il cavo dell’onda possa in qualche modo concretizzarsi. Non possiamo però trascurare la presenza di un’incertezza ancora elevata a monte dell’ondulazione, all’interno di quel volume di atmosfera che è compreso tra le coste orientali del Canada e il settore oceanico a sud della Groenlandia dove, allo stesso tempo, sembra venir meno anche il segnale ondulatorio: è questa la variante che emerge oggi rispetto all’ultima analisi ed è questo particolare, non di poco conto, a poter condizionare le dinamiche di una possibile irruzione di aria fredda che potrebbe muoversi verso le basse latitudini europee proprio attorno al Natale.


Uno dei possibili scenari calcolati dal modello per il 25 Dicembre
Perché questa variante è importante? Per comprendere meglio cosa comporta la perdita del segnale ondulatorio a monte della coppia cresta-cavo focalizziamo per un attimo l’attenzione su una delle 50 previsioni valide sempre per Natale (figura 2): la mappa non ha ovviamente ancora alcun valore previsionale e serve solo a far capire al lettore la complicazione che comporta proprio questo cambiamento “locale” del disegno sinottico medio. La perdita del segnale ondulatorio a monte sarebbe dovuta a un disturbo zonale (cioè che si muove da ovest verso est) causato da un’accelerazione della corrente a getto in uscita dal continente americano che ostacolerebbe l’espansione meridiana dell’Anticiclone delle Azzorre, impedendogli di strutturarsi al meglio e facendolo in parte cedere sotto la spinta occidentale.

Possiamo quindi ipotizzare che una siffatta dinamica non potrà favorire una corposa irruzione di aria fredda verso le basse latitudini perché il tutto si giocherà sulla tempistica, vale a dire su quanto tempo avrà a disposizione la configurazione per prelevare e far muovere verso sud più aria fredda possibile prima che il disturbo zonale affievolisca lo scambio meridiano. Potremmo quindi essere di fronte a un’irruzione in divenire, cioè che si attua mentre la configurazione sinottica che ne ha dato il via nel frattempo tende a modificarsi. Per capirne di più ci ritorneremo in una delle prossime analisi: sicuramente, riducendosi l’orizzonte temporale, riusciremo a cogliere qualche altro interessante dettaglio.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

Stampa