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Glossario Meteo. Lettera P - Da Pampero a Psicrometro

Glossario Meteo. Lettera P - Da Pampero a Psicrometro
 

Lettera P: pampero, pioggia, ...

Pampero, vento di

Vento che spira dalle pampas del Sud America, accompagnato da piogge e temporali. Può ruotare improvvisamente da Nord-Ovest a Sud-Ovest. Interessa il periodo tra Giugno e Settembre e può raggiungere i 70 nodi (126 km/h).

Papagayo, vento di

Vento che spira da Nord-Est in Costa Rica e nelle acque del Pacifico adiacenti. È piuttosto forte e certe volte assume le caratteristiche di tempesta violenta. Si presenta nei mesi più freddi.

Parelio

I parelii sono chiazze di luce che compaiono ai due lati del Sole e alla stessa elevazione e che sono causate dalla rifrazione della luce solare attraverso cristalli di ghiaccio verticali. Quando il Sole è all’orizzonte, i parelii si trovano sull’alone mentre quando il Sole è alto nel cielo si trovano un po’ all’esterno dell’alone. I parelii hanno un colore biancastro, con una sfumatura rossastra nella parte più vicina al Sole.

Pioggia

Precipitazione di gocce d’acqua di vario diametro, tra 2 e 7 mm. Le gocce di pioggia traggono origine dalle gocce di nube: quando quest’ultime diventano abbastanza grosse da poter cadere prendono il nome di gocce di pioggia. Una goccia di pioggia contiene circa centomila goccioline di nube e si forma per coalescenza fra gocce di nube piccole e più grosse. La pioggia minuta e persistente cade dagli altostrati che partono da quote molto basse. La pioggia intensa è prodotta dai nembostrati. Tanto più intensa è la pioggia, tanto è maggiore è lo sviluppo verticale della nube alla cui sommità sono presenti cristalli di ghiaccio.

Pioggia acida

Precipitazione atmosferica contenente significative quantità di sostanze inquinanti come l’acido solforico e l’acido nitrico, derivanti dall’emissione nell’atmosfera di ossidi di zolfo e di azoto, dipendenti dal crescente consumo di combustibili fossili. Esse costituiscono un problema a livello mondiale, spinte dal vento possono percorrere elevate distanze; ad esempio è stato dimostrato che i Paesi scandinavi subivano precipitazioni acide a causa delle emissioni di zolfo provenienti dalle zone industriali dell’Europa centrale e dell’Inghilterra. Quindi le conseguenze non sono limitate al Paese inquinatore. Le zone più gravemente colpite sono quelle della cintura industrializzata dell’emisfero settentrionale, per lo più altipiani, zone montuose caratterizzate dalla presenza di corsi d’acqua e laghi. Per valutare l’acidità dell’acqua si fa riferimento al valore del PH: minore è il valore maggiore è l’acidità. I meccanismi attraverso i quali si producono le piogge acide sono molto complessi e certi aspetti rimangono ancora irrisolti, sia dal punto scientifico che geografico. Sono in corso di approfondimento gli studi sulle conseguenze delle deposizioni acide sull’ambiente (alterazione di ecosistemi idrici, corrosione di monumenti etc.), e anche sulle conseguenze eventuali sulla salute umana, più difficili da provare.

Pioviggine o acquerugiola

Precipitazione uniforme e fitta costituita da piccolissime gocce d’acqua con diametro inferiore a 0.5 mm, proviene da strati densi e molto bassi tali da toccare il suolo e formare la nebbia. È tipica del periodo estivo e si manifesta in genere sulle zone costiere, può durare parecchi giorni e apportare quantità discrete di acqua. Se la temperatura è particolarmente bassa si può avere anche la neve.

Pluviografo

Registra su un rotolo di carta l’andamento della pioggia nel tempo e di solito è sostituito manualmente ogni settimana. Viene usato nelle stazioni del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale. È diventato ormai uno strumento obsoleto ed è impreciso in caso di forti precipitazioni.

Pluviometro

Viene usato per la misura delle precipitazioni data per lo più in millimetri raccolti in un’unità di tempo. Nei pluviometri l’acqua entra attraverso un imbuto e si accumula sul fondo: a lato una scala graduata permette la lettura diretta del livello raggiunto. Recentemente però i pluviometri sono dotati di sensori che registrano automaticamente il livello e sono riscaldati da una resistenza per permettere lo scioglimento della neve. Inoltre possono trasmettere i dati in tempo reale via modem o radio, oppure vengono registrati su un’unità di memoria all’interno della stazione e scaricati periodicamente. Purtroppo il nostro Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale dispone ancora per la maggior parte di apparecchi ormai obsoleti, ma recentemente si sta dotando di una rete automatizzata, con la possibilità di lettura dei dati in tempo reale.

Ponente, vento di

Vento fresco che proviene da Ovest.

Pressione atmosferica

Nonostante la sua natura impalpabile, l’aria ha il suo peso. Un metro cubo d’aria pesa 1300 g al livello del mare. Di conseguenza ogni porzione di atmosfera è influenzata dal peso degli strati sovrastanti. Al peso esercitato su una superficie unitaria, per esempio da una colonna d’aria che si estende fino ai limiti dell’atmosfera, viene dato il nome di pressione atmosferica. Mediamente il peso al livello del mare si aggira sui 1033 g/cm2.

Pressione dinamica

Un fluido in moto su una superficie, esercita una pressione perpendicolare alla corrente.

Pressione statica

È la pressione che esercita un fluido in quiete oppure parallelamente alla corrente se in moto. In un fluido in quiete la pressione statica è uguale in ogni direzione. La pressione che di norma si considera in Meteorologia è la pressione statica del fluido costituente l’atmosfera.

Pressione alta

A causa della diversa distribuzione del riscaldamento solare sulle varie regioni della Terra, la presenza dei mari e continenti e la rotazione della terrestre, la pressione atmosferica non è distribuita uniformemente e quindi si creano zone di alta e bassa pressione. In una zona di alta pressione (o anticiclone) l’aria tende a divergere al suolo e a convergere in quota. Essa tende a scendere dall’alto verso il basso, comprimendosi e avvitandosi. Questo causa il dissolvimento delle nubi e quindi le condizioni del tempo in un anticiclone sono prevalentemente buone, se si esclude la formazione delle nebbie dovute alle inversioni termiche al suolo. Le aree di alta pressione si possono formare per cause termiche o dinamiche.

Pressione bassa

A causa della diversa distribuzione del riscaldamento solare sulle varie regioni della Terra, la presenza dei mari e continenti e la rotazione della terrestre, la pressione atmosferica non è distribuita uniformemente e quindi si creano zone di alta e bassa pressione. In una zona di bassa pressione (o depressione) l’aria tende a convergere al suolo e a divergere in quota. Essa tende a salire verso l’alto avvitandosi in senso antiorario, nell’emisfero boreale. Questo causa la formazione di nubi e conseguenti piogge che nelle depressioni più intense assumono carattere di forte intensità. Per cause di origine termica e dinamica, si può avere alta pressione al suolo e bassa in quota. D’estate questo tipo di situazione favorisce la formazione di temporali. Le aree di bassa pressione si possono formare per cause termiche o dinamiche.

Psicrometro

Questo strumento permette di misurare l’umidità relativa. È composto da due termometri a mercurio fissati in un supporto che viene fatto girare tramite un’apposita manopola. Uno è a bulbo asciutto, mentre l’altro è avvolto in un pezzetto di garza imbevuto di acqua distillata, è detto a bulbo bagnato. Se viene fatto girare lo strumento, si crea una corrente d’aria che produce un raffreddamento per evaporazione, nel termometro bagnato. Quindi il termometro a bulbo bagnato indica una temperatura inferiore a quella dell’ambiente. Più l’aria è secca, maggiore è la differenza fra le due temperature. Quando l’aria è satura è impossibile un’ulteriore evaporazione. Apposite tabelle forniscono il valore dell’umidità relativa.