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Terremoti ed eventi sismici in Italia

Terremoti ed eventi sismici in Italia

Classificazione Terremoti Italia (2006)La litosfera mediterranea è sottoposta agli sforzi provocati dal movimento relativo della placca euroasiatica e della placca africana. Pertanto l'Italia presenta un'attività sismica importante per più dell'80% del territorio. Una situazione complessa, perché le caratteristiche di tale attività mostrano notevoli variazioni da una zona all'altra.

L'attività sismica italiana si concentra soprattutto sulle Alpi orientali e lungo la catena appenninica, fino alla Sicilia. Solo la Sardegna e il Salento possono dirsi completamente asismiche. La magnitudo massima dei terremoti che storicamente hanno avuto origine nella regione italiana è circa 7.

Nel nostro Paese abbiamo un'attività sismica prevalentemente superficiale, cioè le sorgenti dei terremoti si trovano in genere nella crosta terrestre e a profondità dell'ordine dei 10 km: per questo anche eventi sismici con magnitudo non molto alta possono essere piuttosto pericolosi. Peraltro, sebbene la pericolosità sismica non raggiunge i livelli di altre regioni della Terra, la vulnerabilità e l'esposizione elevate contribuiscono a determinare un alto rischio sismico. Quindi se viviamo in una delle regioni classificate come sismiche, dobbiamo sapere che è un fatto abbastanza probabile quello di subire un terremoto di dimensioni medie (con magnitudo da 5 a 7), in grado di danneggiare gravemente le costruzioni che non siano state realizzate secondo criteri antisismici.

Ecco le 7 regioni sismiche principali:

1) Le Alpi nord-orientali (Friuli): la regione settentrionale con i più grandi terremoti, con meccanismi di compressione, con direzione circa nord-sud
2) Le Alpi occidentali: meccanismi compressivi e trascorrenti; basse magnitudo
3) L'Appennino settentrionale: è molto complesso, con meccanismi di tutti i tipi (compressivi, distensivi, trascorrenti); le magnitudo sono basse, l'attività alquanto diffusa
4) L'Appennino centrale: attività diffusa, spesso a carattere di sciame; magnitudo fino a 6-6,5
5) L'Appennino meridionale: attività limitata a una fascia abbastanza ristretta (< 40 km); meccanismi distensivi e magnitudo fino a 6,5-7
6) L'Arco calabro: terremoti superficiali con magnitudo fino a 7. È l'unica regione italiana con terremoti intermedi e profondi, fino a 500 km, anche questi con magnitudo fino a 7
7) La Sicilia: rientra nell'attività della catena appenninica. La parte caratterizzata da maggiore pericolosità sismica è quella orientale, con magnitudo massima attorno a 7.


In particolare esiste una notevole attività nel tratto delle Alpi Marittime-Alpi Cozie, anche se con eventi in genere piccoli; più a nord, l'attività è molto debole e riprende nelle Alpi lombarde e nel Trentino, sparsa, ma mai intensa. Si ha una notevole frequenza di eventi sismici moderati nell'area del Garda e in buona parte del Veneto. Nel Friuli, le magnitudo possono essere invece elevate. La sismicità delle Alpi orientali è concentrata principalmente nelle aree pedemontane della Carnia e delle Alpi Giulie, anche di parte slovena, e si è manifestata spesso con forti eventi, come il terremoto del Friuli del 1976.

La catena appenninica, dalla Liguria all'Arco calabro-peloritano, è interessata da un'intensa e diffusa sismicità. Gran parte dei terremoti più forti dell'Italia settentrionale e centrale coincide con una fascia di depressioni tettoniche recenti allineate lungo la catena appenninica, che vanno dalla val di Magra al Mugello alla val Tiberina alla Val Nerina all'Aquilano al Fucino alla valle del Liri. Nella catena appenninica centro-meridionale si annoverano gli eventi sismici più forti mai registrati in Italia: nel corso degli ultimi cento anni, ricordiamo il terremoto di Avezzano del 1915, e quelli dell'Irpinia del 1930 e del 1980. La Calabria detiene il primato di una sismicità diffusa e al tempo stesso intensa. I forti terremoti sono stati numerosi negli ultimi secoli, i maggiori del Novecento nel 1905 e nel 1908 quest'ultimo distrusse Messina, Reggio Calabria e le regioni circostanti. In Sicilia inoltre i terremoti etnei hanno il carattere di sciame e raggiungono talvolta intensità distruttive, ma fortemente localizzate. La regione catanese-siracusana ha subito l'ultimo grande terremoto nel 1693 ed è una delle aree italiane a più elevata pericolosità. Anche la Sicilia occidentale non è esente da sismicità, come dimostra il terremoto del Belice del 1968.

Le fasce costiere lungo la catena appenninica presentano sismicità bassa o nulla. Una delle fasce tirreniche va dalla Versilia alla piana del Volturno ed è caratterizzata da scarsa sismicità, a esclusione delle aree vulcaniche, dove si ha un'attività frequente, a prevalente carattere di sciame. La sismicità legata alle regioni vulcaniche amiatina, vulsina, albana e flegrea è caratterizzata da ipocentri superficiali, magnitudo in genere inferiore a 4 e intensità storicamente non superiori all'VIII grado Mercalli. Un'altra fascia a bassissima sismicità corrisponde alla linea costiera e pedeappenninica adriatica, a sud di Ancona sino al Gargano. Vi sono poi alcune aree sismogenetiche isolate, decentrate rispetto all'Appennino, quali l'Anconetano e il Gargano.

I mari circostanti la penisola sono interessati da attività sismica nell'area ligure tra Imperia e la Corsica, nel canale di Sicilia e nel basso Adriatico, tra le Tremiti e ilcanale d'Otranto: l'attività, messa in luce dalla Sismologia strumentale, è di lieve entità. Nel basso Tirreno si registrano i terremoti più profondi (fino a 500 km) dell'area italiana, dovuti alla subduzione di litosfera oceanica sotto l'arco calabro.

La Sardegna geologicamente non fa parte dell'Italia, non ha partecipato ne all'orogenesi alpina e nemmeno a quella appenninica. L'isola è un pezzo antichissimo di storia della Terra antichissimo (paleozoico). Pertanto in pratica le forze di orogenesi attuali non la interessano più da milioni di anni. Tuttavia questo non significa che in Sardegna non si siano mai avvertiti o registrati movimenti tellurici. Ad esempio causati da vulcani sottomarini. Un interessante approfondimento lo trovate in questa storia dei terremoti in Sardegna.

In figura la classificazione sismica in Italia (2006) della Protezione Civile (fonte immagine: Wikipedia). Qui invece per capire come nascono i terremoti, cosa fare durante i terremoti e la loro misura.