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La misura dei terremoti: scala Mercalli e scala Richter

La misura dei terremoti: scala Mercalli e scala Richter

Terremoto e crolliL'intensità dei terremoti era un tempo misurata sostanzialmente dalla "scala Mercalli" e le sue successve varianti. Caratterizzata da valori interi e quindi discreta, la scala Mercalli valuta due terremoti come entità diverse che differiscono almeno per un'unità d'intensità. I valori si ottengono valutando i danni che il sisma provoca.

Le misure d'intensità permettono di far riferimento anche a terremoti storici (quando non erano disponibili registrazioni strumentali) per la stima della pericolosità sismica del territorio. Ciò è particolarmente importante in Italia, paese che ha una documentazione storica molto antica, e dove è stato possibile reperire (nelle parrocchie e nei comuni) dettagliate informazioni sui danni causati dai terremoti rilevanti verificatisi almeno negli ultimi 1500 anni.

Ma il difetto della scala Mercalli è che il valore dipende sì dal sisma, ma anche come detto dai danni che esso provoca e tali danni, a loro volta, dipendono da cosa c'è sulla superficie.

La "scala Richter", invece, stima la magnitudo (M) dalla massima ampiezza registrata da un sismometro, cioè da uno strumento capace di misurare anche i più piccoli movimenti del suolo. Tale scala è quindi una scala quantitativa che misura caratteristiche fisiche del terremoto. A differenza della scala d'intensità, la scala della magnitudo è una scala continua, cioè la magnitudo di due terremoti di diversa entità può differire anche per un solo decimo.


La magnitudo di un evento registrato strumentalmente può essere calcolata in molti modi, a partire da diverse caratteristiche del sismogramma (altezza del picco massimo, durata del segnale, ecc.). Oltre che in base alla magnitudo, l'entità di un terremoto è spesso valutata in base all'accelerazione massima (accelerazione di picco del terreno o Peak Ground Acceleration PGA) del terreno.

E' da notare, in ogni caso, che sia la magnitudo che l'accelerazione di picco sono in grado di descrivere solo parzialmente la pericolosità del terremoto: infatti, d'estrema importanza non sono soltanto l'energia da esso complessivamente sviluppata e i valori massimi del moto del terreno, ma anche la misura in cui l'energia sismica è associata alle diverse frequenze. A parità d'energia sismica complessiva, infatti, il rischio sismico è ben diverso se tale energia è associata a frequenze lontane da quelle che caratterizzano le costruzioni o se essa è, ad esempio, coincidente con tali frequenze. Le cose dunque sono più complicate di quanto possa sembrare ed è anche per questo che in realtà esistono diversi tipi di magnitudo.

+++++++++ LA SCALA MERCALLI +++++++++
I grado, Impercettibile. Rilevata solo dagli strumenti.
II grado, Molto lieve. Avvertita quasi esclusivamente negli ultimi piani delle case.
III grado, Lieve. Avvertita da poche persone all'interno delle case.
IV grado, Moderata. Avvertita da molte persone all'interno delle case e da alcune all'aperto, con vibrazioni. Si ha un lieve tremolio di suppellettili e oggetti sospesi, scricchiolio di porte e finestre.
V grado, Abbastanza forte. Avvertita da tutte le persone nelle case e da quasi tutte sulle strade con oscillazioni di oggetti sospesi. Si hanno scuotimento di quadri alle pareti, possibile caduta di qualche soprammobile leggero appoggiato alle pareti.
VI grado, Forte. Avvertita da tutti con apprensione; parecchi fuggono all'aperto, caduta di libri e ritratti dalle mensole, spostamento di mobili leggeri con eventuale caduta di alcuni di essi, suono delle campane più piccole delle chiese; in singole case crepe negli intonaci.
VII grado, Molto forte, Considerevoli danni per urto o caduta alle suppellettili delle case; piccole frane in terreni sabbiosi e ghiaiosi. Danni moderati in case solide con lievi incrinature nelle pareti, considerevole caduta di intonaci e stucchi.
VIII grado, Distruttiva. Piegamento e caduta degli alberi; i mobili più pesanti e solidi cadono e vengono scaraventati lontano. Gravi distruzioni a circa il 25% degli edifici. Lievi fessure nei terreni bagnati o in pendio.
IX grado, Fortemente distruttiva. Distruzioni e gravi danni a circa il 50% degli edifici.
X grado, Rovinosa. Distruzioni a circa il 75% degli edifici, gran parte dei quali diroccano; distruzione di alcuni ponti e dighe; lieve spostamento delle rotaie; rotture e ondulazioni nel cemento e nell’asfalto.
XI grado, Catastrofica. Distruzione generale di edifici e ponti con i loro pilastri; cambiamenti notevoli nel terreno; numerosissime frane.
XII grado, Totalmente catastrofica. Ogni opera dell'uomo viene distrutta. Grandi trasformazioni topografiche; deviazione dei fiumi e scomparsa di laghi.

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