Immagine Glossario Meteo. Lettera F - Da Fahrenheit a Frontolisi
Fahrenheit Scala termometrica ottenuta dividendo in 180 parti l’intervallo compreso tra la temperatura del ghiaccio fondente pari a 32 °F e la... Leggi tutto...
Immagine Meteorologia, Volume 7 - I MODELLI FISICO-MATEMATICI E LA PREVISIONE DEL TEMPO
Da professionista, dopo un percorso di studi universitario dedicato alla conoscenza... Leggi tutto...
Immagine Guida Pratica al Meteo per l'Escursionista - Marco Virgilio
Pensato per tutti gli appassionati delle montagne friulane che vogliono affrontare le loro uscite... Leggi tutto...
Immagine WRF Prec Type (ita - backup 2)
Mappa sull'Italia del modello WRF con la temperatura prevista a 850hPa e il tipo di precipitazione.... Leggi tutto...
Immagine Spaghetti Ensemble di Roma
Gli spaghetti Ensemble del modello americano GFS località per località. L'andamento del... Leggi tutto...
Immagine Previsioni meteo Italia - Mappe grafiche dettagliate delle 24 ore
Previsioni meteo con il riassunto delle 24 ore sull'Italia, il tempo stimato per i prossimi giorni.
Immagine Meteo e Clima in Provincia di Varese
La provincia di Varese è composta per il 32% da montagne e per il 46% da colline, sorgendo... Leggi tutto...

Iscriviti al nostro canale Youtube!

Le ultimissime dal Televideo RAI

Anteprima Televideo RAI

ESTREMI METEO OGGI. RETE LMT

Maremoti: fenomeni devastanti noti anche come tsunami

I maremoti: fenomeni devastanti noti anche come tsunami

Maremoti o tsunamiProbabilmente è ormai con il nome "tsunami" che non solo nel mondo scientifico ma anche quello comune i maremoti vengono chiamati. Il termine di origine giapponese significa "onda del porto".

Le principali caratteristiche che permettono di distinguere le onde di tsunami dalle normali onde marine che si originano con i venti, sono i periodi e le lunghezze d’onda, che sono enormemente più grandi: lo tsunami può avere periodi fra 100 e 2000 secondi e lunghezze d’onda di decine o anche centinaia di chilometri.

E poi c'è la velocità: lo tsunami può toccare i 900 km/h in oceano aperto!

Questa caratteristica rende gli tsunami estremamente pericolosi, in quanto limita a tempi molto ristretti, dell’ordine di poche ore o addirittura di minuti, la possibilità di lanciare un allarme.


Uno tsunami è generato da una perturbazione di tipo impulsivo, o comunque molto breve, che produce lo spostamento di una enorme massa d’acqua. Nella maggior parte dei casi tale perturbazione "scatenante" risulta essere un evento sismico, cioè un terremoto, ma in molti casi si è visto come lo tsunami possa avere origini piuttosto diverse: eruzioni vulcaniche, impatti meteorici, frane (anche sottomarine) e così via. In ogni caso i maremoti non generati da terremoti sono soggetti a una più rapida dissipazione e dunque molto raramente riescono a raggiungere coste lontane dalla zona di generazione.

L'onda di tsunami si forma quando la massa d’acqua, allontanata violentemente dal sisma, tende a ritornare verso la posizione di partenza per effetto della forza di gravità: la sua entità è quindi direttamente proporzionale alla profondità dell’oceano o del mare in cui viene generato.

Le dimensioni delle onde di tsunami possono essere davvero enormi e raggiungere negli oceani ampiezze di alcuni metri; ampiezze che dopo un tragitto anche di migliaia di chilometri, arrivate in prossimità della costa possono essere ulteriormente amplificate di un fattore che può andare in generale da 2 a 10. E' il fenomeno chiamato shoaling: approssimandosi alla costa, a causa della minore profondità del mare e quindi dell’assottigliamento dello strato liquido in cui si propaga, lo tsunami viene a occupare un volume d’acqua sempre minore, ma per il principio di conservazione dell’energia e per il fatto che l'acqua è incomprimibile, l’energia trasportata viene progressivamente ridistribuita facendo aumentare l’ampiezza dell’onda.

Gli tsunami di grandi proporzioni sono comunque piuttosto rari, in quanto richiedono terremoti generatori di magnitudo prossima o superiore a 8, che a loro volta avvengono con una frequenza media di circa uno all’anno. Considerato che all’incirca solo uno ogni 10 di questi eventi si trova al di sotto o in prossimità di un oceano, si può affermare che la frequenza degli tsunami più importanti, su scala globale, è minore o uguale a uno ogni 10 anni.


Stampa