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Hannibal vs Ignaz: la Meteorologia al Luna Park

Meteorologia al Luna Park

Hannibal contro Ignaz o Fantozzi contro tutti? Meteorologia in subbuglio per l'n-esima confusione mediatica da Luna Park, dove abbondano le luci, che però accecano. Ma ora la colpa è degli addetti ai lavori. Anzi, solo di alcuni.


L’abbiamo lasciata in Osteria, tra un “governo ladro, uomini dalle prestazioni amatorie eccezionali e se io fossi allenatore della nazionale...“ Di certo il Bar Sport non è la miglior compagnia per una materia scientifica...

Eppure di questi tempi noto che sta succedendo anche di peggio, ovvero la Meteorologia si sta trasferendo pure al Luna Park. La metafora mi serve e calza perfettamente perché i Baracconi sono quel luogo dove tutto sembra incredibilmente fantastico, dove si può assistere allo “spettacolo più bello del mondo”, dove tutto è straordinariamente colorato ed il rumore è assordante.

Quindi che c’azzecca la meteorologia dentro un Luna Park? Assolutamente nulla! Adesso vengo al dunque prima di iniziare a stufare con le metafore: da un po’ di tempo a questa parte qualche collega ha iniziato a nominare alte e basse pressioni di casa nostra con nomi all’americana tipo ciclone “Madeleine”, ciclone “Lucy”, e (ci mancava pure questo), adesso si inizia anche a dare un nome agli anticicloni, per cui dall’Africa arriva il terribile “Hannibal”, anzi no dice qualche altro collega, Hannibal è un nome falso, si chiama “Ignaz”!

Le agenzie di stampa non aspettavano altro per tirare su un po’ di polverone e hanno ripreso tutti questi nomi proponendoli in tutte le salse. Cosi adesso il nostro Mediterraneo è diventato come il Golfo del Messico o le pianure centrali degli Stati Uniti dove si verificano intensi Uragani e Tornado. Giusto: perché non dobbiamo essere da meno? Peccato che nessuno si prende la briga di spiegare bene le cose, che solitamente un ciclone che si forma sul Mediterraneo NON è un ciclone tropicale, ovviamente la singola parola fa venire in mente alle persone gli Uragani, Tifoni e Cicloni che si generano all’Equatore con caratteristiche ben particolari ed intensità molto più intense dei nostri comuni cicloni, ma che sono però extratropicali, ovvero sistemi di basse pressioni che si formano alle medie latitudini, con peculiarità ben diverse. E’ capitato che sul Mediterraneo si sia formato qualche piccolo ciclone con tanto di “occhio” al centro, ma come spieghiamo in questo articolo sui cosiddetti Medicane, sono fenomeni molto rari e con una scala molto più piccola, rispetto ai “cugini” uragani, tifoni e cicloni (che sono sempre la stessa cosa, ma chiamati con nomi diversi in base al luogo dove si formano).

Appurato che è un dovere definire con correttezza ogni tipo di fenomeno, non è vietato dalla legge nominare alcuni fenomeni inseriti all’interno di comuni cicli stagionali, trovo tuttavia personalmente inutile affannarsi a consegnare per primi ai media il nome di un alta o bassa pressione, a meno che non si tratti di un fenomeno “epico”, come ad esempio fece il meteorologo Guido Caroselli alla fine degli anni ’80, quando battezzò “L’Anticiclone dei 100 giorni”, una figura di alta pressione che s’insediò sull’Italia e non fece piovere per tre mesi. Un nome che ritengo appropriato e non da Baraccone, da scimmiottamento all’americana.

Per concludere, prima che facciate clik su qualche altra parte: la Meteorologia è una cosa seria, maledettamente seria e affascinante, che fa salvare vite umane ed aiuta a capire il (complesso), mondo in cui viviamo. Non va quindi messa al Luna Park, non va spettacolarizzata, non va distorta e usata per far soldi a palate con annunci da venditore ambulante. Per fare questo, prima di dare colpa a televisione e giornali se il meteo diventa un Circo, dobbiamo essere noi addetti ai lavori a far passare l’informazione giusta. E visto che fare solo i criticoni è del tutto inutile, noi di Centrometeo ci impegniamo il più possibile per far passare questo messaggio proponendo la meteorologia per quello che è, con tutti i suoi limiti e le prerogative di materia scientifica. Il nostro carissimo amico Generale Andrea Baroni insegna: http://www.youtube.com/watch?v=fnPCI0RLHHY...

Conclusioni

Non c'è nulla di male in sé a identificare i fenomeni meteorologici con dei nomi. Anzi, l’Istituto per la Meteorologia dell’Università di Berlino, con regole opportune stabilite dall'OMM, l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, lo fa anche per i fenomeni tipicamente europei, per facilitarne la catalogazione e il ricordo, qualora vi si dovesse riferire in futuro. Nel caso di cui si dibatte in questi ultimi giorni di Aprile 2012, l'istituto ha assegnato all’alta pressione che ha raggiunto l’Italia il nome di Ignaz. Altro che Hannibal! Quest'ultimo altro non è che un nomignolo coniato da alcuni addetti ai lavori (purtroppo) unicamente per scopi mediatici. Non c'entra nulla con le convenzioni dell'OMM, che fra le altre cose prevedono una ben precisa cadenza dei nomi stessi: devono essere in ordine alfabetico e alternare i nomi femminili con quelli maschili.

Ora, ribadiamo che nulla vieta di chiamare con dei nomi anche le singole nuvole se si vuole. Ma qui non è solo una semplice questione accademica. C'è un errore di fondo: non ha nessun senso fare a gara a chi attribuisce per primo un nomignolo a un evento atmosferico. Non è come la catalogazione delle stelle in astronomia! Questo perché il buon senso (e chi si occupa di meteorologia lo sa, quindi c'è della malafede in chi non usa tale buon senso) suggerisce di attendere che l'evento (di una certa importanza e consistenza) inizi a verificarsi. Inutile attribuire un nome a un anticiclone che ancora non esiste (è solo previsto) e che potrebbe non verificarsi mai o comunque non con l'importanza che sembrava avere. Con il risultato non solo di attribuire un nome a un fenomeno inesistente o che non lo merita, ma anche di sprecare inutilmente quel nome stesso! Peraltro nella fattispecie l'alta pressione Ignaz è stata prevista con molti giorni di anticipo da tutti i modelli atmosferici, ma il meteorologo serio ha aspettato prima di lanciarsi a far propaganda a destra e a manca, per giunta rivendicando fasulli diritti di attribuzione. Sono capaci tutti a buttarsi, per poi lodarsi quando è andata bene e ritrattare (o tacere...) quando non va bene.

Ci spiace che la gente venga presa in giro. Molte volte ce la prendiamo con (certi) giornalisti. Stavolta (e non è la prima volta, fateci caso) il "bubbone" fa parte della "categoria". Noi di Centrometeo abbiamo tutt'altra filosofia e vogliamo segnalare coloro i quali giustamente, insieme a noi, stanno denunciando il "misfatto", come Meteonetwork e 3bmeteo, che riteniamo essere validi e seri punti di riferimento nel panorama della meteorologia italiana.