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Climatologia e Ambiente - Guido Caroselli. Un saggio dedicato a tutti coloro che desiderano informazione senza esagerazioni e superficialità.

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Isolato temporale su Milano il 10 Luglio 2013

Isolato temporale su Milano il 10 Luglio 2013
 

L’interessante funnel cloud preso da You ReporterNel pomeriggio del 10 luglio un temporale a rapidissimo sviluppo ha interessato il capoluogo lombardo. Verso le 15.30 il cielo era bianco latte, afa alle stelle e numerosi pennacchi qua e là. A un certo punto la quiete pomeridiana è stata interrotta da un continuo brontolio di tuoni, sebbene la visibilità fosse davvero pessima (3-5 km, con foschia) e quindi non ho potuto vedere davvero nulla. Davvero notevole il fragore continuo (durato circa mezzora) e un breve scroscio seguito da un modesto piovasco hanno apportato 1.2 mm su casa mia.

Il temporale è stato veramente isolato ed essendo il comune di Milano parecchio grande, ha colpito solo una parte della città e precisamente il centro-nord.

Per chi conosce la città, la zona dove s’è scaricato maggiormente è un’area compresa tra Porta Venezia, Città studi, viale Monza e viale Testi. Ci sono stati quartieri (come Barona, Bisceglie, Baggio) dove non è caduta nemmeno una goccia d’acqua e una buona parte dell’hinterland non è stato bagnato.

Ad ogni modo il vero fatto curioso di questo temporale (per me anonimo) è che è nato esattamente sul capoluogo lombardo e, grazie anche al contributo dell’isola di calore, si è sviluppato con elevatissima velocità, dando luogo a un nubifragio (in talune zone però), a una modesta grandinata e persino a un funnel cloud (vedi foto).


Ciò che più mi amareggia (ma oramai non più tanto...) è che molti siti definiti meteo (ma oserei dire solo presunti tali) hanno inneggiato il fatto in maniera smisurata. Alcune frasi prese da vari siti: “violentissimo temporale su Milano”, “supercella su Milano”, “devastante grandinata su Milano, con annesso tornado!” ecc.

Nulla di tutto ciò rispecchia la realtà.Si è trattato di una semplice cella singola che, come tale, passa i tre stadi di cumulo, maturo e dissipazione in circa un’ora o poco più: certo, può anche dar luogo a fenomeni moderatamente intensi, ma non ditemi che 20-30 mm (peraltro isolatissimi) siano un violentissimo temporale. Inoltre non aveva né mesociclone, né proprietà di auto rigenerarsi, perciò non era affatto una supercella (anche perché quest’ultima ha dimensioni e durata ben maggiori). Non parliamo poi di sistema a meso o addirittura larga scala: MCS e MCC hanno tutta un’altra struttura e origine.

Un mesoscale convective system interessa un’area di mezza Lombardia e provoca allagamenti e danni ingenti, non certo qualche sottopasso allagato in talune zone di una città! Interessante è stato il funnel cloud che si è staccato dalla base del cumulonembo e ha formato un imbuto molto curioso, ma attenzione non è un tornado, poiché non ha toccato il suolo.

Per quanto riguarda la grandinata, qualche chicco in alcune vie della città, ma ovviamente lungi dai macigni di grandine che può dare una supercella ad alto potenziale! La mia idea è la seguente: a parte il fatto che molti siti enfatizzano i fatti senza una prova scientifica alle spalle, si è parlato di questo temporale perché ha colpito una grande città.
Esistono un’infinità di temporali anche più forti che colpiscono quotidianamente le pedemontane, ma ovviamente non interessano minimamente ai più.


Un’ultima cosa: gli aggettivi citati per questo “spaventoso” temporale sono appropriati per QUESTO TEMPORALE: ecco, quella è stata una supercella HP, molto ma molto più violenta e pericolosa della cella singola che ha colpito Milano il 10 luglio: anche l’ArpaEmr, che di solito usa toni pacati, si è dilettata coi superlativi assoluti e ne ha tutte le ragioni.

Chissà se un mostro simile avesse colpito una megalopoli cosa avrebbero detto? Uragano di categoria 5, magari!



Mappa radar CML: impressionante come la cella si sia sviluppata esattamente sul capoluogo lombardo!


Mappa radar CML: impressionante come la cella si sia sviluppata esattamente sul capoluogo lombardo! Alcuni pensano sia solo casualità, io penso invece che un contributo dell’isola di calore ci sia stato, anche perché non vi era nessun’altra cella nel raggio di km e km (se non i temporali orografici sui monti, ma quelli hanno tutta un’altra origine).



Davide Santini