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Il Sole: motore principale del clima

Il Sole: motore principale del clima
 

Il Sole ai raggi X

Come ben sappiamo il Sole è la stella al centro del nostro sistema solare, attorno alla quale orbitano otto pianeti, tra cui anche la nostra Terra.

Il Sole si compone di una parte interna (nucleo) non visibile, di una zona intermedia e di un'atmosfera solare la cui zona superficiale è quella che normalmente vediamo dalla Terra.

Sulla superficie del Sole si stima una temperatura media di 5700-6000°C. Poco o nulla si conosce della struttura non osservabile. Si ipotizza la presenza di un nucleo, la cui temperatura dovrebbe arrivare a 15-16 milioni di gradi.

Il Sole è quindi una sfera gigantesca di gas ionizzati che irraggia energia verso l'esterno sotto forma di radiazioni elettromagnetiche e corpuscolari.

E' la fonte primaria di energia dell'intero sistema planetario
. Senza l'energia solare non avremmo sulla Terra la vita organica vegetale ed animale. Persino il petrolio e le fonti di energia fossili derivano dall'energia solare (del passato).

La nostra stella dista dalla Terra in media 149,6 milioni di km, ma questa distanza muta anche nel corso degli anni.I primi astronomi incominciarono a studiare il Sole ad iniziare dal primo millennio, e furono incuriositi dalla comparsa di alcune macchie.Lo studio delle macchie solari, venne portato avanti anche da Galileo, che le studiò per molti mesi.

Le macchie solari furono studiate da molti astronomi, mentre tra XVII e l'inizio del XVIII secolo a causa del Minimo di Maunder (periodo che va dal 1645 al 1717 con attività solare minima) non fu registrata nessuna macchia solare.

In concomitanza di questo periodo, si ebbe un'attività solare molto bassa, accompagnata anche da una piccola era glaciale.

Alcuni studiosi ritengono che siano la causa alla base del riscaldamento globale e l'uomo e i suoi consumi abbiano contribuito in minor parte al fenomeno. O, meglio, le macchie solari, alquanto pericolose per il nostro pianeta, sono indice dell'attività solare, che determina la radiazione solare trasmessa al nostro pianeta. Piccole variazioni di questa radiazione, secondo gli ultimi studi, avrebbero una visibile influenza sul clima terrestre.


Le macchie solari

Le macchie solari, sappiamo oggi, sono intensi campi magnetici che appaiono durante periodi d’elevata attività solare, ma per secoli e da molto prima che se ne conoscesse la natura gli astronomi ne hanno registrato il numero, e dai dati raccolti si può notare tra il 1645 e il 1715 una drastica riduzione nel numero delle macchie solari (minimo di Maunder, dal nome dell’astronomo inglese che osservò la circostanza).

Quanto il numero di macchie solari sia un attendibile indicatore del clima lo scoprirono il ricercatore danese Friis-Christensen e i suoi collaboratori, che nel 1991 dimostrarono la stretta correlazione tra attività solare e temperatura globale in tutto il periodo compreso fra il 1860 e il 1990. Per escludere che quella correlazione fosse una semplice coincidenza, andarono indietro nel tempo per altri 400 anni e, di nuovo, accertarono la stretta correlazione tra attività solare e temperatura globale.

Il sole influenza il clima non solo, direttamente, col suo calore ma anche, indirettamente, attraverso la formazione delle nuvole, che hanno un potente effetto raffreddante.

La potenza di questo effetto è diventata chiara solo recentemente, dopo che si sono confrontate, nel corso degli anni, le temperature globali con il flusso di raggi cosmici, scoprendo, ancora una volta, una stretta correlazione tra temperatura globale e flusso cosmico, con la prima che aumenta ogni volta che il secondo diminuisce, e viceversa: il clima è controllato anche dalle nuvole, queste sono controllate dal flusso di raggi cosmici a sua volta controllato dall'intensità del campo magnetico dal sole, cioè dalla attività della nostra stella.

All'inizio del 2014 una delle regioni più attive del Sole, “AR1936"ha prodotto un nuovo "flare", cioè una nuova eruzione solare.Evento che la Nasa sta monitorando, assieme alle altre macchie solari.

Monitoraggio ghiaccio marino



Fonte: Yahoo.it, ecoage.it, girovaghi.it

A cura di Fabio Porro