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Vittime e danni: quando la Meteorologia (non) è un gioco

Vittime e danni: quando la Meteorologia (non) è un gioco

La meteo non è un giocoTempo fa, in occasione dell'alluvione in Francia del 2015, Carlo Cacciamanni, Dirigente Responsabile di Servizio Idro-Meteo-Clima Arpa Emilia Romagna, ebbe modo di esprimere dei concetti su cui riflettere. Noi siamo d'accordo con lui al 100% e non avremmo potuto esprimerci meglio su come viene trattata l'informazione meteorologica e come invece dovrebbero essere rese "dotte" le persone, oltre che certi "addetti ai lavori". Per questo ne riportiamo testualmente le parole espresse su un noto social network:

"Ieri al TG1 hanno parlato dell'alluvione della Francia. Ampi servizi e anche interviste. Queste immagini, che ormai si ripetono con una frequenza impressionante, mi rendono molto, ma molto, ma molto....triste. Per tanti motivi: certamente, il primo e ovvio motivo, è perché vedere morire le persone è cosa che non lascia sereno nessuno, tranne forse qualche pazzo guerrafondaio. Nel mio caso, poi, che di mestiere faccio poi il direttore di un servizio idro-meteo-climatico che fa anche da supporto alla protezione civile, è poi anche molto peggio. Perché vivo da anni in queste problematiche. Le conosco tutte. Ci soffro e mi sveglio la notte per queste cose, non bastassero le ossa doloranti.Ma sono molto triste anche perché vedo che si muore per andare a salvare un'automobile. Sono triste perché vedo che a Cannes hanno già messo a posto il centro "chic" e lasciata ancora la periferia nella devastazione. Certo, si deve partire da qualche parte....certo, si deve...ma guarda un po', i poveretti vengono sempre dopo....Sono triste perché poi vedo anche delle interviste di pochi secondi o minuti, a degli scienziati, che devono condensare la "complessità" in poco tempo, e non sempre ci si riesce a fare questo salto mortale carpiato/ritornato. Perché, si, certamente, ci sta che l'affinamento delle previsioni di nowcasting possa determinare una diminuzione della perdita di vite umane....Si, ci sta...è tutto giusto. Però dopo l'intervista finisce, e non si dice il resto. E allora la gente pensa che il solo miglioramento tecnologico possa bastare. Peccato che non sia vero,purtroppo! Perché ci vogliono altre due cose fondamentali, almeno, che non vengono dette. Che non vengono dette MAI.... Perché non c'è tempo. Perché bisognava fare lo scoop? Ma cosa bisognava dire?Bisognava dire, avendone il tempo, che a valle di un sistema di monitoraggio/previsione per quanto ottimizzato, ci devono poi essere degli analoghi sistemi di allertamento altrettanto ottimizzati.


Ma poi, ed è la cosa più importante, deve essere stata fatta PRIMA una fondamentale azione educativa nei confronti di chi "userà" quelle allerte. Altrimenti si procurerà "panico", non si fornirà un'informazione utile.Insomma, il tema è banale: se non insegni ad una persona come si guida una Ferrari, è meglio che gli regali una cinquecento, perché con la Ferrari ci si farà male, perché è troppo veloce!!! E' difficile il concetto? Ma queste cose però non c'è tempo per dirle, perché far vedere la meraviglia tecnologica fa presa. Vuoi mettere la Ferrari quanto è bella? Si cattura l'attenzione. Si fa audience. Peccato che NON SI fa informazione corretta. Alla faccia dell'etica dell'informazione, mi verrebbe da dire...Signori belli, gestire un sistema di allerta è cosa maledettamente complessa. Per tante ragioni....faccio qualche esempio....E' difficile/impossibile dire, almeno IN CERTI CASI, e con 24 ore di anticipo che domani a "Roccacannuccia" pioveranno 250mm di pioggia in tre ore (si faccia avanti chi dice che lo sa fare, che lo scortico a parolacce! e poi lo metto a lavorare, gratis però, da me...e al primo errore che fa gli mangio la faccia), al massimo si può dare una probabilità che su un'area più vasta di Roccacannuccia piova molto...Quanto molto? Poi quando pioverà esattamente a Roccacannuccia, sempre IN CERTI CASI, lo si può dire SOLO al massimo un'ora prima. E con un'ora prima si devono decidere le azioni di mitigazione o riduzione del rischio. Facile? Mi sa che non sia tanto facile...

L'incertezza previsionale, per l'appunto, che si può e SI DEVE trasferire solo mediante l'uso di un linguaggio probabilistico, poi deve far prendere COMUNQUE delle decisioni del tipo on/off. Assolutamente non probabilistiche. Un ponte non lo si chiude al 30%. Lo si chiude o lo si lascia aperto. Una partita di calcio NON la si può NON far fare al 30%. La si fa fare o no. E allora, cari signori belli, sapreste voi prendere, in maniera semplice, la decisione di chiudere uno stadio, azzerando magari gli introiti, facendo incazzare 15000 persone che poi ti insultano, a fronte di un servizio meteo che ti dice, con un giorno di anticipo, che domani avrai il 27% di previsione di pioggia intensa? Secondo voi è una decisione banale? Provate a pensarci....Ma c'è la soluzione. Abbiate la pazienza di seguirmi, come direbbe il figlio di Piero Angela....Per prendere una decisione del genere, E SI PUO' FARE, c'è solo un MODO: fare una analisi Costo/Beneficio. Devo decidere tra: chiudo lo Stadio, elimino il rischio e ho una perdita certa di incassi. Però se piove molto non avrò problemi. Al contrario: NON chiudo lo Stadio, può andarmi bene e in tal caso non perdo gli incassi (e non mi menano i tifosi), ma poi se piove molto ho magari il disastro.Dove la piazzo l'asticella che mi fa decidere il FACCIO dal NON FACCIO?Questa robetta qui la deve decidere un "decision maker", che in molti casi è il Sindaco, che non sa neanche da che parte si inizia....Certamente, se magari lo avesse saputo, non avrebbe deciso di farsi nominare Sindaco...ma adesso questo discorso non mi interessa farlo (anche se andrebbe farlo, nel senso che si deve STUDIARE per fare il Sindaco, come io ho studiato per fare il mio mestiere...Ma questa è fantascienza...lo so). Sta di fatto che questa cosa la deve decidere 24 ore prima. Eh si, perchè se aspetta a decidere 1 ora prima, quando la previsione, IN CERTI CASI, è diventata CERTA, può essere troppo tardi....Questo è il TEMA. Questo Tema bisogna discuterlo in TV, e ci devono dare il TEMPO per farlo...Questa analisi costo-beneficio si supera SOLO in una maniera. Attraverso una attenta analisi, da fare con TUTTI i portatori di interesse e con i cittadini o loro rappresentanze, in modo da decidere dove piazzare la famosa asticella assieme, e trovando un buon COMPROMESSO (la parola in tal caso è solo NOBILE !!) tra tutti. Questo processo di inter-locuzione con TUTTI i portatori di interesse, ti fa capire, caro Sindaco, quale debba essere, ad esempio, la percentuale di probabilità di previsione di pioggia intensa sufficiente a farti chiudere quello Stadio. E quando quella percentuale sarà stata decisa, col buon ragionevole compromesso di tutti, quel numero DEVE essere scritto con lettere D'ORO all'interno del Piano di Protezione Civile di quel Sindaco, e i cittadini lo devono sapere come la tabellina del 2!!!E poi fare QUELLO CHE C'E' SCRITTO. E ZITTI!!!!!!

E se poi non succede niente, meglio!!!!!Perché non esiste la soluzione che va bene per tutti. Quando accadono queste "sfighe" meteorologiche si può solo risolvere un tipico problema di "minimo". Minimizzare il danno: sommando il danno di tutti e facendo in modo che quella decisione, presa con quella asticella posizionata in modo consapevole e noto a tutti, e che si prende PRIMA che l'evento accada, sia A PRIORI quella che fa meno danno....Certo, il cerino rimane ai previsori. Perchè alla fine, quel previsore dovrà dire se è 26 o 28, posto che sia 27 la soglia in probabilità che lo fa decidere. E allora ci vogliono altre due cose: PRIMO: che il previsore sia bravo e non un bufarolo e quindi bisogna che sia CERTIFICATO (quanto meno); SECONDO: quando lui ha detto che è 26 (o 28), sia quel che sia quello che accadrà, NON LO SI APPENDE AL MURO. Per il banale motivo che tanto NON CI SAREBBE stato NESSUNO meglio di lui che avrebbe potuto prendere quella decisione. Quindi ci vuole capacità di scegliere in base alle competenze e poi, una volta fatta, una tutela del suo lavoro.Ecco, queste cose le vorrei sentir dette alla TV.Ma siccome al TG1 non hanno tempo e poi sono cose che annoiano e poi la gente non sente e poi non fanno gli ascolti e poi non si fanno i soldi con la pubblicità, allora alla TV dicono che esiste Mandrake, e che lui può fare tutto. Pure i bambini con i baffi.A me questa cosa rende molto triste...molto...ma proprio molto...triste, perché, poi, alla fine, la complessità è anche una cosa "bella", oltre che vera, e raccontarla magari è pure altrettanto bello....Mentre invece, svilirla facendo credere che non c'è, si finisce poi pure per svilire noi essere umani, che fummo creati "non per viver come bruti, ma per seguir virtute e cAnoscenza....(si, è scritto con la A, non con la O,...non... semplificate...)."