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Pierpaolo Gaudieri: la sua NUOVA tecnica FARMACEUTICA e la passione per la Meteo

Pierpaolo Gaudieri meteo

Pierpaolo Gaudieri: la sua NUOVA tecnica FARMACEUTICA e la passione per la Meteorologia...

Pierpaolo Gaudieri, nato a Salerno il 24 aprile 1988 è noto per la sua innata passione in ambito meteorologico che lo impegna da anni nella redazione di articoli meteo su portali nazionali.

Si laurea con il massimo dei voti in chimica e tecnologia farmaceutiche presso l'Università di Salerno, ove si è occupato di un progetto sperimentale che lo vede girare in tutta italia, dai convegni dell'AICA, fino all'Università di Pavia e premiato anche dal rotary international.

In particolare Pierpaolo ci spiega come nel suo percorso di tesi e di ricerca (seguito dal relatore prof. Giuseppe Bifulco) sia stato sviluppato e approfondito il concetto di Inverse Virtual Screening, una nuova metodica computazionale i cui vantaggi etici e ambientali nella chimica farmaceutica stanno facendo il giro d'Italia.

L' Inverse Virtual Screening è una nuova metodica computazionale che può facilitare la predizione dell’attività di composti bioattivi, derivanti da fonti naturali o sintetiche, su diversi recettori coinvolti nello sviluppo di una specifica patologia.


Il primo obiettivo di questo lavoro di tesi è stato quello di costruire un pannello di targets coinvolti nelle infezioni fungine per valutare l’eventuale attività antimicotica di determinate molecole.

Una seconda parte di questo lavoro di tesi ha invece riguardato l’identificazione dei targets di interazione del composto di origine marina Jahnellamide, testato sul pannello di antimicotici e su un pannello di proteine coinvolte nei processi tumorali già precedentemente ottimizzato.

L’uso di questa metodica computazionale nella chimica farmaceutica consentirà di testare una o più molecole bioattive su un grandissimo numero di target nel minor tempo possibile. I calcoli di docking saranno effettuati dal calcolatore e il lavoro del chimico farmaceutico, con queste metodiche computazionali, si limiterebbe a preparare virtualmente la molecola e i rispettivi target e a interpretare i risultati ottenuti dai calcoli computazionali.

Se si riuscissero a integrare queste metodiche computazionali nell’iter di produzione di un farmaco si riuscirebbero a limitare i test in vitro e in vivo, infatti, soltanto le molecole e i target che risulterebbero affini a livello computazionale passerebbero nelle successive fasi di studio, per cui avremmo meno test chimici e farmacologici, MENO ANIMALI SACRIFICATI, meno prodotti chimici utilizzati e quindi meno prodotti chimici da smaltire.

L’utilizzo delle tecnologie informatiche nella chimica farmaceutica si dimostra pertanto molto rilevante dal punto di vista etico e ambientale.

Pierpaolo Gaudieri