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DAL CALDO AI TEMPORALI VIOLENTI: UN PROCESSO DI CONVERSIONE DI ENERGIA

Scritto da Andrea Corigliano Venerdì 12 Luglio 2024 00:00

DAL CALDO AI TEMPORALI VIOLENTI: UN PROCESSO DI CONVERSIONE DI ENERGIA

Caldo e temporaliL’atmosfera è un sistema complesso che risponde alle leggi della fisica. La formazione di un fenomeno meteorologico – come un violento temporale – non avviene quindi per caso, ma trova la spiegazione della sua genesi e del suo sviluppo nel bilancio di energia: se tanta prima se ne accumula, una buona parte di questa poi viene rilasciata. I tempi di accumulo e di rilascio hanno però tempi diversi. L’accumulo avviene in tempi più lunghi perché una massa d’aria calda deve prima giungere a destinazione mediante il trasporto e, se è inizialmente secca come quella di matrice sahariana, umidificarsi stando a contatto con i suoli vegetati e le sorgenti di umidità come la superficie marina.

Quella massa d’aria, alla fine, perde così le caratteristiche fisiche iniziali e, incamerando vapore acqueo, acquista quelle della regione in cui si è spostata. Una massa d’aria calda e umida diventa, in definitiva, quel carburante che la colonna troposferica raccoglie soprattutto negli strati medio-bassi come se a contatto con il suolo ci fosse un recipiente che si riempie gradualmente di benzina. Il rilascio dell’energia, invece, può avvenire in pochissimo tempo perché questo meccanismo funziona come se noi dessimo fuoco a quel recipiente pieno di carburante: non si incendia lentamente, ma letteralmente… esplode!

Quando allora il promontorio nord africano cede il passo anche di poco o si ritira, il caldo umido lasciato in eredità si trova esposto al cambiamento di circolazione che spesso coincide con l’arrivo in quota di aria più fresca in movimento in seno a una circolazione ciclonica che rende l’atmosfera instabile e quindi predisposta a creare correnti ascendenti, con rotazione più o meno accentuata come se la massa d’aria avesse a disposizione una scala a chiocciola per salire di quota. Questa dinamica equivale in pratica ai processi che innescano la formazione dei temporali che possono svilupparsi, raggiungere la maturazione e dissiparsi anche nel giro di un’ora, un’ora e mezzo. Se poi, per qualche forzante, il meccanismo si autoalimenta, ecco che quel temporale può diventare autorigenerante – cioè attraversa più volte ciclicamente le fasi di vita – e i nubifragi, diventando insistenti, possono riversare su fasce ristrette di territorio ingenti quantitativi di pioggia. Non solo piogge forti, ma possono verificarsi anche violente raffiche di vento, grandinate di medie e grandi dimensioni e talvolta tornado: sono queste tutte espressioni di una conversione del calore e dell’umidità che si sono precedentemente accumulati nei bassi strati.



La previsione elaborata per domani nasce tenendo conto di questi processi fisici. I fenomeni violenti che si sono avuti recentemente per esempio in Piemonte poggiano su questi processi fisici. Tutte le volte in cui c’è un passaggio di consegne tra una circolazione facente capo al promontorio nord africano e una legata alle correnti atlantiche ci sono i presupposti affinché questi processi fisici salgano sul nostro palcoscenico per recitare la loro parte. lo fanno in modo violento, perché l’energia in gioco da smaltire è tanta e l’atmosfera vuole togliersi il fardello in fretta.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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