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SABATO 27 GENNAIO: VAL PADANA TRA CALDO ANOMALO E FREDDO DA INVERSIONE TERMICA

Scritto da Andrea Corigliano Sabato 27 Gennaio 2024 16:00

SABATO 27 GENNAIO: VAL PADANA TRA CALDO ANOMALO E FREDDO DA INVERSIONE TERMICA

Situazione al nord italia il 27 gennaio 2024L’anticiclone subtropicale sta spostando i propri massimi di pressione a nord dell’arco alpino, di pari passo con l’aumento delle altezze di geopotenziale che in quota tracciano la spinta del promontorio verso le alte latitudini. Questa situazione ha determinato su una parte delle regioni settentrionali un’altra giornata decisamente anomala dal punto di vista termico perché le temperature hanno raggiunto ancora una volta valori da primavera inoltrata, in modo un po’ più convinto anche sulle pianure del Nord-Ovest. L’immagine da satellite mostra in modo chiaro l’unica area della Pianura Padana in cui l’inversione termica è stata tenace nel mantenere condizioni nebbiose persistenti: proprio a causa della nebbia, nel primo pomeriggio di oggi l’area pianeggiante del Veneto e il ferrarese erano le uniche zone in cui le temperature si sono mantenute basse, anche inferiori ai 4-5 °C.

Altrove il cielo sereno ha incentivato la radiazione solare a riscaldare un po’ il terreno e da qui lo strato d’aria a contatto con esso: un riscaldamento sicuramente ancora poco efficace e non certo paragonabile a quello determinato dall’effetto favonico che ha invece lasciato la propria impronta fino ai settori occidentali della Lombardia e dell’Emilia. Complice infatti una differenza di pressione fino a 6-8 hPa che si è formata a cavallo della cresta alpina tra la notte scorsa e questa mattina con lo spostamento dei massimi di pressione verso la Germania, l’impostazione di una ventilazione settentrionale e la sua compressione nella fase di discesa dalle Alpi ha fatto registrare temperature massime tra i 16 e i 20 °C, con qualche picco fino a 21-22 °C.

Inutile ribadire che si tratta di valori anche di oltre 10 °C superiori alle medie climatologiche di fine gennaio e che questa anomalia va di pari passo con quella presente in quota, dove nei giorni scorsi abbiamo potuto osservare e analizzare proprio le caratteristiche simil estive assunte dalla struttura di alta pressione. A circa 1500 metri, cioè sulla superficie isobarica di 850 hPa, l’aria calda subtropicale ancora presente con scarti positivi dalla media di 6-8 °C ed esposta ai moti di compressione poteva solo incentivare il raggiungimento di valori così elevati nei bassi strati. Al Nord-Ovest abbiamo così avuto un nuovo evento di föhn dalle caratteristiche inusuali, non perché è l’evento in sé a essere anomalo – infatti esiste da quando esistono le Alpi e la circolazione atmosferica – ma per il fatto che sia stata una massa d’aria subtropicale e non polare marittima a subire gli effetti della compressione: se ci fossimo trovati nel secondo caso, partendo da circa 1500 metri con una temperatura in media o di qualche grado al di sotto, avremmo avuto in pianura scarti positivi entro i 5-6 °C e non di 12-15 °C.



È questa l’anomalia più importante: la sostituzione di una massa d’aria in una dinamica locale che esiste da sempre, ma che adesso è spesso alterata per l’aumento della frequenza con cui i campi anticiclonici subtropicali, con i loro flussi, riescono a interessare l’area europea centro-occidentale.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera


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