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L’EVOLUZIONE CHE CI PORTERÀ L’INVERNO E PRIME PREVISIONI

Scritto da Andrea Corigliano Domenica 15 Gennaio 2023 10:00

L’EVOLUZIONE CHE CI PORTERÀ L’INVERNO E PRIME PREVISIONI

Una mappa satellitare del 14 gennaio 2023Le grandi manovre atmosferiche hanno bisogno di tempo per strutturarsi e arrivare al massimo della loro espressione. Questi tempi, relativamente lunghi, sono il segnale che il cambiamento che si profila è strutturato e che, di conseguenza, i fenomeni associati alle dinamiche meteorologiche non sono passeggeri, ma necessitano anch’essi di intervalli abbastanza lunghi per entrare, soffermarsi e poi uscire di scena. L’immagine da satellite del 14 gennaio ci mostra che il netto cambio di circolazione che abbiamo finora presentato in chiave previsionale è giunto ai nastri di partenza, pronto a correre su quella corsia che lo porterà anche alle nostre latitudini per farci respirare un po’ di inverno, nel cuore dell’inverno. Sai che novità!

Quella nuvolosità che sta infatti iniziando ad interessare le regioni settentrionali rappresenta la parte più avanzata della perturbazione che è ben visibile sull'Europa occidentale e che ci interesserà domani, spianando la strada all’arrivo di correnti che saranno, via via, gradualmente più fredde ma senza eccessi. Al seguito della perturbazione è infatti presente aria polare marittima che ormai sappiamo riconoscere dalla disposizione, a ciottolato, delle nubi che seguono il sistema frontale vero e proprio. A nord, intorno all’Islanda, possiamo invece osservare gli avamposti del flusso artico che sta iniziando a scendere di latitudine e che si muove partendo dalle Isole Svalbard, nei pressi del circolo polare artico.

Un nuovo marchingegno è quindi pronto a entrare in scena: nei prossimi giorni i suoi ingranaggi si disporranno in modo tale da collocarsi, grosso modo, come la modellistica numerica ci ha suggerito nei suoi preziosi e insostituibili calcoli. L’inverno è pronto a battere un colpo e questa volta, dopo tanto tempo, lo farà in modalità che non sarà da “toccata e fuga”, della durata di 36-48 ore, a cui spesso ci ha abituato di recente. Insomma, un po' di normalità a cui, forse, non siamo più tanto abituati.



Dopo aver dedicato gli ultimi giorni ad analizzare l’evoluzione della fase invernale che interesserà la nostra penisola nel corso della settimana entrante e dopo aver esposto il quadro sinottico che andrà molto probabilmente costruendosi e dopo aver presentato quali saranno le caratteristiche fisiche e termodinamiche di questo cambiamento, è arrivato il momento di definire passo dopo passo quella che – come abbiamo detto più volte ma è bene ribadirlo di nuovo – rappresenta per le nostre latitudini e per l’Italia una normale fase invernale, senza particolari eccessi dal punto di vista termico.

Appurato che la configurazione a scala sinottica ha ormai raggiunto un buon livello di attendibilità (vedi figura), nel corso della settimana che sta per iniziare cominceremo allora a entrare nei dettagli che riguarderanno soprattutto l’evoluzione attesa da martedì-mercoledì, cioè da quando gli effetti dell’ingresso dell’aria fredda dovrebbero essere più tangibili non solo dal punto di vista termico, ma anche per quanto riguarda il «capitolo neve». È sempre bene sottolineare che la previsione di questo fenomeno è la più delicata in assoluto, specie quando i fiocchi cadono a cavallo di temperature che si trovano al limite e bisogna valutare eventuali coinvolgimenti di aree pianeggianti: tra gli scenari di «neve con accumulo», «neve coreografica e senza accumulo» e «pioggia mista a neve» che una forbice termica molto limitata e di solito inferiore ai 2-3 °C.

Poi si può anche giocare a riempire l’Italia di asterischi già con una settimana di anticipo. E poi a toglierli. E poi a rimetterli. E poi a toglierli. E poi a rimetterli. Se si vuole invece fare una previsione su questo fenomeno, senza trovarsi in balìa della componente caotica che condiziona calcoli dei modelli numerici numerici e che viene messa in disparte perché altrimenti non si può giocare al «metti e togli», bisogna aspettare che le bocce siano più ferme possibile perché bastano piccole oscillazioni per far sì che l’evento non si verifichi. Come sempre, seguiremo anche questa volta questa prassi.

Mappa previsionale per il 18 gennaio 2023

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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