Immagine La neve. Cos'è e come si prevede - Bertoni, Galbiati, Giuliacci
Nevicherà? Questa è la trepidante domanda che ogni inverno ci poniamo, fin dalla più tenera infanzia.Questo agile volume, , è dedicato a tutti i... Leggi tutto...

Il VIDEO-METEO del Capitano Sottocorona

Le ultimissime dal Televideo RAI

Anteprima Televideo RAI
Immagine Meteorologia, Volume 3 - Le masse d'aria e le loro caratteristiche fisiche
Da professionista, dopo un percorso di studi universitario mirato alla conoscenza dell’atmosfera... Leggi tutto...
Immagine I più grandi eventi meteorologici della storia - Paolo Corazzon
: cosa si nasconde dietro al mito del Diluvio Universale? Quanto incisero le condizioni... Leggi tutto...
Immagine Meteo e Clima in Provincia di Como
Il territorio di Como può essere diviso in sette aree geografiche omogenee, partendo da nord e... Leggi tutto...
Immagine Meteo e Clima in Provincia di Imperia
La provincia di Imperia occupa la parte più occidentale e meridionale della Liguria. Storicamente... Leggi tutto...
Immagine È IL SETTEMBRE PIÙ FREDDO DEGLI ULTIMI 50 ANNI? NO, È TUTTO FALSO
Cari amici, avendo avuto da sempre a cuore la corretta informazione scientifica nel campo delle... Leggi tutto...
Immagine DALLA PROSSIMA SETTIMANA IN CAMMINO VERSO UN AUTUNNO ALL’INSEGNA DELLA NORMALI...
Abbiamo fino ad oggi attraversato una stagione autunnale, iniziata dal punto meteorologico il 1°... Leggi tutto...

ESTREMI METEO OGGI. RETE LMT

UNA SIMILITUDINE PER SPIEGARE CHE COS’È LA PREVISIONE DEL TEMPO

Scritto da Andrea Corigliano Sabato 09 Luglio 2022 12:00

UNA SIMILITUDINE PER SPIEGARE CHE COS’È LA PREVISIONE DEL TEMPO

L'esempio della sagoma di una naveOggi vi propongo un articolo per spiegarvi che cos’è la previsione del tempo. Non ho però intenzione di affrontare l’argomento in modo tecnico, ma solo discorsivo per permettere a tutti voi di cogliere a fondo il significato di questo prodotto scientifico. Ricorro quindi alla similitudine che ho utilizzato anche nel primo capitolo del volume 7 dell’opera METEOROLOGIA, dedicato proprio alla modellistica numerica e alla previsione del tempo.

«Possiamo paragonare uno scenario simulato a lungo termine alla sagoma di una nave che è avvolta dalla foschia e che intravediamo in lontananza mentre noi passeggiamo lungo il molo di attracco. La scarsa visibilità non ci permette di distinguere fin da subito se si tratta di una nave da crociera oppure di una nave porta container, per cui aspettiamo che essa si avvicini per vedere che tipo è. Passa qualche ora, l’imbarcazione inizia ad avvicinarsi e possiamo così renderci conto che una nave da crociera potrebbe raggiungere il porto dove ci troviamo: usiamo il condizionale perché la distanza che ci separa ancora dall’imbarcazione non ci permette di stabilire se essa rimarrà al largo oppure se è solo di passaggio davanti ai nostri occhi per poi dirigersi verso altri lidi. Per capirlo dobbiamo di nuovo aspettare qualche ora, passata la quale abbiamo una maggiore certezza che la nave attraccherà al porto dove ci troviamo perché ora la sua prua punta verso di noi.

Adesso possiamo anche notare che la nave è bianca con alcune scritte sulle fiancate, ma la distanza che ci separa da essa non ci permette ancora di sapere a quale compagnia appartenga. Vediamo anche che è conta cinque piani e che il terzo di questi è quello con più finestrini, ma a causa della lontananza a cui si trova ancora la nave non siamo in grado di stabilire quanti oblò sono aperti e quanti chiusi. Passa il tempo, la nave si fa ancora più vicina ed è quasi sul punto di attraccare: ora non solo riusciamo a leggere a chiare lettere la compagnia a cui appartiene, ma anche a osservare che tutti gli oblò del terzo piano sono chiusi tranne uno, il decimo da sinistra, che è aperto e dal quale si affaccia un passeggero che sta sventolando una bandiera.

Purtroppo la nave, in fase di manovra per l’attracco, è ancora lontana per dare ai nostri occhi la possibilità di mettere a fuoco i colori della bandiera e quindi di sapere la nazionalità del passeggero: dobbiamo ancora aspettare. Passa infine un’altra ora, la nave finalmente attracca e noi ci troviamo esattamente sotto quel decimo oblò da sinistra del terzo piano a cui è affacciato un passeggero che ora sappiamo essere inglese. Tutti i dettagli sono quasi a posto anche se abbiamo sognato ad occhi aperti davanti ad una sequenza di quadri che riproducevano, passo dopo passo, l’avvicinamento della nave da crociera al porto, fino al suo attracco e fino a sapere la nazionalità di quel passeggero affacciato al decimo oblò da sinistra del terzo piano.

La previsione del tempo è proprio questa: un percorso, passo dopo passo, che porta il meteorologo a poter dettagliare lo scenario simulato dal modello man mano che la distanza temporale si avvicina, fino a poter entrare nei particolari della previsione pur sapendo che lo scenario previsto è comunque una simulazione e non la realtà, cioè è la nave da crociera dipinta su un quadro e non la nave da crociera nella realtà che abbiamo pensato di vedere ad occhi chiusi.



Grazie a questo esempio dovrebbe quindi essere ancor più facile comprendere perché prevedere per esempio che tra dieci giorni la temperatura massima prevista della mia città sarà di 40.4 °C equivale a essere sul molo del porto, vedere in lontananza la sagoma di un’imbarcazione avvolta dalla foschia e da qui riuscire a notare che c’è un passeggero affacciato al decimo oblò da sinistra del terzo piano di una nave da crociera e intento a sventolare una bandiera inglese. La figura utilizzata della nave che si avvicina al porto, cioè della previsione meteorologica che accorcia la propria distanza temporale dall’evento da prevedere, ci aiuta a comprendere che il metodo che ha portato ad affermare con dieci giorni di anticipo un valore esatto di temperatura, pari a 40.4 °C, sia frutto di un approccio non rispondente alla prassi scientifica che procede invece passo dopo passo, rispettando i tempi e quindi aspettando che gli orizzonti temporali si accorcino per poter definire il quadro in modo sempre più dettagliato, ovviamente nei limiti del possibile perché stiamo pur sempre parlando di una simulazione».

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

Stampa