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PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO ALL’INSEGNA DELLA MITEZZA, IN ATTESA DI CONOSCERE GLI SVILUPPI DALLA FINE DELLA PRIMA DECADE

Scritto da Andrea Corigliano Domenica 31 Gennaio 2021 00:00

PRIMA SETTIMANA DI FEBBRAIO ALL’INSEGNA DELLA MITEZZA, IN ATTESA DI CONOSCERE GLI SVILUPPI DALLA FINE DELLA PRIMA DECADE

Meppe previste tra il 3 e il 7 Febbraio 2021Nei prossimi giorni le condizioni di maltempo concederanno una tregua. L’incessante flusso dei sistemi perturbati atlantici che si sussegue praticamente da due mesi si attenuerà dalla giornata di domani, lunedì 1° febbraio, con il passaggio di blande condizioni di instabilità che seguiranno la perturbazione giunta tra ieri e oggi e che sta attualmente interessando il Centro-Sud e il Nord-Est. Il nuovo mese, l’ultimo dell’inverno meteorologico, debutterà infatti mostrando condizioni atmosferiche destinate a diventare un po’ più stabili per l’espansione, verso il Mediterraneo centrale, dell’anticiclone nord africano.

Questa dinamica sarà incentivata da un’oscillazione più marcata delle correnti portanti in media e alta troposfera che, pur continuando a evolvere da ovest verso est, nel delineare la forma della prossima saccatura atlantica si porteranno fin verso l’arcipelago delle Azzorre e di conseguenza, amplificando il cavo dell’onda in senso meridiano, rallenteranno anche il suo movimento verso levante. Il richiamo di aria particolarmente mite che si attiverà lungo il fianco destro della nuova circolazione ciclonica in quota andrà a sollecitare il rigonfiamento delle altezze di geopotenziale proprio alle nostre latitudini, dove tra mercoledì 3 e sabato 6 febbraio le condizioni meteorologiche saranno molto probabilmente caratterizzate da prevalenti schiarite e da un generalizzato aumento delle temperature che, sulla superficie isobarica di 850 hPa (circa 1500 metri), si porteranno fino a 10-12 °C oltre la media climatologica del periodo (figura 1).

Anche al suolo l’anomalia termica sarà consistente dal momento che i valori massimi al Centro-Sud e sulle due Isole Maggiori saranno diffusamente superiori ai 15 °C, con locali picchi che potrebbero anche superare i 20 °C e che daranno alle giornate caratteristiche prettamente primaverili. Saranno invece un po’ meno elevate le temperature al Nord dove comunque non farà freddo e sarà presente una maggiore nuvolosità, portata dal richiamo di aria umida di origine atlantica che riuscirà a infiltrarsi grosso modo fino all’altezza di Toscana-Umbria-Marche, muovendosi sul bordo settentrionale del campo anticiclonico. Poi, nel corso del prossimo fine settimana, la saccatura atlantica dovrebbe entrare sul Mediterraneo occidentale e spostare più a est, rispetto all’Italia, la cresta anticiclonica.

Il tempo sulle nostre regioni tornerebbe così a peggiorare. Da questa distanza temporale in poi, però, iniziamo ad oggi a camminare ancora su un terreno minato perché, nonostante i continui ricalcoli sullo stato futuro del tempo che sono stati effettuati nelle ultime 48 ore dai modelli numerici, non sono ancora chiare le seguenti evoluzioni: il moto verso levante di questa nuova circolazione ciclonica, l’eventuale nuova ondulazione anticiclonica che potrebbe formarsi alle spalle di essa e le sorti della massa d’aria gelida che molto probabilmente andrà a interessare entro la fine della settimana entrante la penisola scandinava e la vicina Russia. Nei calcoli della modellistica, infatti, acquistano grosso modo lo stesso peso il segnale anticiclonico e quello perturbato a cui abbiamo parlato nell’ultimo articolo. Possiamo renderci conto di questo aspetto andando a confrontare, per esempio, le previsioni medie di ensemble del campo di pressione al livello del mare previste a scala sinottica dai sistemi probabilistici di GFS e di ECMWF (figura 2), valide sempre per domenica 7 febbraio. Entrambi i segnali acquistano al momento la stessa importanza e, a priori, non possiamo escludere uno a favore dell’altro: nel modello americano (GFS) sembra che il segnale anticiclonico sia più robusto, mentre nel modello europeo (ECMWF) sembra che sia più intenso quello perturbato anche se, in questo caso, si evidenzia ancora una consistente incertezza nell’area intorno alle Isole Britanniche, racchiusa sempre in figura 2 dalla linea tratteggiata con un punto interrogativo al centro.




Ensemble previsto per 7 Febbraio 2021

Dal segnale anticiclonico e dal segnale perturbato di origine atlantica, entrambi provenienti da una previsione media a indicare che nell’ensemble esistono scenari simili che contemplano le due ipotesi, parte l’incertezza sull’evoluzione che potrebbe caratterizzare il tempo sul Mediterraneo a partire dalla fine della prima decade di febbraio. Come mostrato nell’immagine in basso di figura 2, dall’evoluzione temporale del segnale atlantico derivano infatti le diverse previsioni di “mitezza” che si evidenziano nel sistema probabilistico che produce scenari di temperatura positiva a 850 hPa (T > 0 °C) sulla verticale di una località italiana presa a piacere, mentre dall’evoluzione temporale del segnale anticiclonico incline a espansioni meridiane derivano le diverse previsioni “fredde” che si evidenziano sempre nel sistema probabilistico che produce scenari di temperatura negativa a 850 hPa (T < 0 °C).

L’incertezza che ancora aleggia attorno a queste due configurazioni divergenti non ci permette ovviamente di sciogliere la prognosi e quindi di dire o meno se tra gli obiettivi di una parte di quell’aria fredda che andrà posizionandosi alle alte latitudini ci sarà anche l’Italia. Solo andando avanti passo dopo passo sarà possibile avere idee sempre più chiare, alla luce nei nuovi aggiornamenti. Ne riparleremo.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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