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Meteorologia, la collana di Andrea Corigliano, Volume 4 - La circolazione atmosferica: dalla grande scala al Mediterraneo.

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In arrivo i primi tepori primaverili per buona parte dell'Europa

Scritto da Andrea Corigliano Martedì 12 Febbraio 2019 00:00

IN ARRIVO I PRIMI TEPORI PRIMAVERILI PER BUONA PARTE DELL’EUROPA

Situazione media prevista per i prossimi cinque giorniAlmeno fino a domenica la situazione atmosferica sull’Europa centro-occidentale, Mediterraneo compreso, sarà condizionata da un robusto campo di alta pressione di matrice subtropicale. Quel campo di alta pressione, lungo il cui bordo orientale sta scorrendo aria fredda destinata a interessare tra oggi e domani soprattutto alle regioni meridionali, tenderà infatti a consolidarsi gradualmente nel corso della settimana e a spostare i suoi massimi di pressione, sia in quota che al suolo, verso Germania, Svizzera, Austria e Nord Italia. Questa evoluzione metterà quindi in moto aria più calda di matrice subtropicale che, muovendosi questa volta lungo il fianco occidentale del vasto campo anticiclonico (frecce gialle), si propagherà a buona parte dell’Europa determinando in questo modo l’avvio di una fase stabile e molto mite per il periodo, a tal punto da poter parlare di “caldo anomalo diffuso” per i Paesi europei centro-settentrionali dove le temperature a circa 1500 metri potrebbero portarsi su valori fino a 8-10 °C superiori alla media del periodo e dare così i primi connotati primaverili alle condizioni meteorologiche. La nostra penisola si troverà a est dell’ondulazione anticiclonica e quindi esposta a correnti settentrionali che però non saranno “fredde” per tutti: mentre infatti per le regioni centro-settentrionali il flusso settentrionale sarà prevalentemente una corrente di ritorno che ha origini subtropicali e che quindi trasporterà sempre aria mite, per il Sud Italia invece si tratterà di infiltrazioni di aria più fresca legate alla blanda circolazione depressionaria attuale che andrà isolandosi tra la Grecia e la Turchia. Ecco quindi spiegato il motivo per cui, guardando l’anomalia di temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri), scopriamo che al Centro-Nord tra domani (mercoledì 13) e domenica 17 febbraio i valori dovrebbero portarsi sui 4-7 °C superiori ai valori climatologici tipici della seconda decade di febbraio; mentre al Sud si resterebbe di qualche grado ad di sotto della media (teniamo conto che l’anomalia più significativa si registrerà solo oggi e domani e poi tenderà ad attenuarsi). Anche per le nostre regioni centro-settentrionali si profila quindi un periodo particolarmente stabile e caratterizzato da temperature massimi miti che nelle ore centrali della giornata si sostituiranno alle temperature minime ancora piuttosto basse del primo mattino.


Inverno finito? Non proprio, anche perché dal punto di vista meteorologico la stagione si concluderà il 28 di questo mese e dal punto di vista astronomico il 20 marzo (quest’anno anticipa di un giorno). Dal punto di vista climatologico possiamo dire che statisticamente il periodo più freddo dell’anno si trova ormai alle spalle, ma dal punto di vista meteorologico non possiamo tracciare evoluzioni affidabili oltre i 7-10 giorni e di conseguenza non è da escludere che nuove irruzioni possano farci visita nelle prossime settimane. Anche perché, avviandoci verso la nuova stagione che sempre statisticamente dovrebbe presentarsi movimentata e dare sfogo alla sua variabilità intrinseca, è noto che irruzioni tardive di aria fredda possono ancora caratterizzare l’evoluzione del tempo in marzo e talvolta anche in aprile: sono i cosiddetti “colpi di coda dell’inverno” che su lungo periodo annunciano il cambio di passo della dinamica atmosferica verso la stabilità estiva.

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