Immagine L'indice Wind Chill (WC) di disagio climatico
L'indice Wind Chill. Nel 1941 alcuni ricercatori si trovavano in Antartide e misurarono il tempo che un panno umido impiegava per congelare e trovarono che... Leggi tutto...
Immagine Lake Effect Snow (L.E.S.) - Neve e laghi, una relazione interessante
Lake Effect Snow (L.E.S.) - Neve e laghi, una relazione interessante e molto istruttiva...
Immagine Friuli Venezia Giulia: piogge intense da primato europeo
Friuli Venezia Giulia: piogge intense da primato europeo. Scenari diversi si ripercuotono sul... Leggi tutto...
Immagine WRF 925hPa Temp RH (ita)
Umidità relativa (RH) e temperatura previsti alla quota geopotenziale di 925hPa sull'Italia.
Immagine GFS RH 2m - Wind 10m
Umidità relativa (in %) e vento (espresso in nodi) a 10 metri di quota in un'unica mappa del... Leggi tutto...
Immagine Il Calendario Giuliano e l'idiozia dell'anno bistesto anno funesto
Il Calendario Giuliano e l'idiozia dell'anno bistesto anno funesto. Ovvero: come l'ignoranza... Leggi tutto...
Immagine Webcam - Cagliari (Cagliari)
Webcam Cagliari, capoluogo della regione Sardegna. Panoramica con vista sud e nord...
Banner Radiorete

La NEVE in Campania a Marzo 2016

La NEVE in Campania a Marzo 2016
 

Foto neve Monte FaitoÈ arrivata in Campania la seconda grande nevicata stagionale sui monti picentini, dopo il grandeevento di metà gennaio che, con un irruzione da Nord Est supportata da tese correnti di tramontana/grecale, diede l'innesco per una grande nevicata su tutta l'area montuosa, con accumuli localmente vicini al metro su alcune aree montuose, ma grandi nevicate che investirono anche i paesi collinari dell'area picentina, costringendo alla chiusura delle scuole per più giorni tra i comuni di Solofra, Serino, Calvanico, Bagnoli Irpino e con la neve che si era spinta fino alle colline di Salerno.

Questo, mentre altre aree montuose della regione, anche della stessa Irpinia, erano rimaste a guardare con esigue precipitazioni a causa delle fitte correnti settentrionali in quota (a loro sfavorevoli).

Tutt' altra situazione meteorologica si è improntata nella fase successiva, con l'apertura della porta atlantica, motivo di grandi precipitazioni piovose sul territorio occidentale dei picentini, al confine con i lattari dove l'accumulo annuo si è così portato localmente intorno ai 500 mm già sul finire di febbraio 2016, ma con nevicate fugaci e concentrate solo alle aree montuose del comparto.

Poi però la discesa di aria fredda polare marittima sul tirreno ha innescato il cosiddetto "libeccio freddo" causa della seconda grande nevicata stagionale sulla catena montuosa picentina, con alcune aree che hanno visto accumuli fino agli 80 cm.

I Picentini Occidentali il 9 marzo 2016, in concomitanza dell'entrata del nocciolo più freddo in quota, sono stati investiti da continui rovesci nevosi di matrice marittima, che talora si sono spinti ben sotto i 1000 metri tra il Pizzo San Michele, Monti Mai e aree montuose limitrofe.

Correnti fredde marittime che hanno dato luogo anche alla prima degna nevicata stagionale sul Vesuvio e sui monti Lattari.

Le nevicate non sono mancate nemmeno sulle altre aree montuose della regione ma, per Taburno, Partenio e Alburni, le nevicate anche in questa occasione sono state sotto le aspettative, probabilmente penalizzati da flussi di precipitazioni e correnti non idonei.

Nella foto in alto a sinistra la nevicata al Monte Faito, dalla sua stupenda webcam.

Strada verso Pizzo San Michele
Neve Monti Picentini
La situazione sulla strada che conduce al Pizzo San Michele (qui siamo a una quota di appena 1000 metri), foto di Bernardino SabbareseUno scatto CAM bianchissimo dai Monti Picentini
Neve Laceno
Neve Monti Mai e Pizzo
Uno splendido scatto CAM durante la nevicata al LacenoPanorama verso i monti Mai e Pizzo san Michele ammantati dalle abbondanti nevicate, che nella nota fredda vallata sottostante i Monti Mai si è spinta più in basso rispetto al circondario, imbiancando localmente fino agli 800 metri. Scatto di Angelo Concilio


A cura di Pierpaolo Gaudieri