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DIDATTICA METEO: LA REALE EVOLUZIONE DELL’ONDATA DI FREDDO DEL 12-16 FEBBRAIO CONFRONTATA CON LE PREVISIONI EMESSE IL 5 FEBBRAIO

Scritto da Andrea Corigliano Sabato 20 Febbraio 2021 07:00

DIDATTICA METEO: LA REALE EVOLUZIONE DELL’ONDATA DI FREDDO DEL 12-16 FEBBRAIO CONFRONTATA CON LE PREVISIONI EMESSE IL 5 FEBBRAIO

Radiosondaggio di Milano del 13 Febbraio 2021Vorrei proporre un esercizio pratico di meteorologia che ci permetterà di comprendere meglio l’interpretazione di una previsione di ensemble. Ci proponiamo di confrontare, sulla quota isobarica di 850 hPa, la reale evoluzione che ha avuto la recente ondata di freddo intenso che ha interessato la nostra penisola con le previsioni che sono state calcolate nella corsa del 5 febbraio alle ore 06Z dal modello GFS.

Scegliamo per esempio la stazione meteorologica di Milano Linate per ricavare l’andamento termico dai radiosondaggi effettuati tra le ore 00Z dell’11 febbraio e le ore 12Z del 16 febbraio e consideriamo le previsioni di ensemble che erano state emesse il 5 febbraio alle ore 06Z per la località di Dorno che si trova a una quarantina di chilometri di distanza, in linea d’aria, dalla stazione di Milano Linate: anche se le località non coincidono, in buona approssimazione possiamo dire che non commettiamo un grosso errore nell’effettuare il confronto osservazione su Linate/previsione su Dorno perché le due località sono molto vicine e quindi in entrambe l’intensità dell’irruzione e la tempistica sono state molto simili.

Nella tabella a sinistra della prima figura sono mostrati i valori della temperatura a 850 hPa ricavati dal radiosondaggio. Come si può notare, il periodo in cui la temperatura a questa quota isobarica è stata inferiore a 0 °C è stato compreso dalle ore 00Z del 12 febbraio alle ore 00Z del 16 febbraio e ha toccato il valore minimo di -12.5 °C il 13 febbraio alle ore 12Z come viene indicato nel rettangolo rosso nel radiosondaggio effettuato proprio in quell’ora di quel giorno e riportato nella schermata a destra come esempio. Conoscendo allora i dati, possiamo tracciare l’andamento che la temperatura ha avuto a circa 1500 metri e ottenere così il grafico della reale evoluzione dell’ondata di freddo sulla verticale di Milano Linate. Sovrapponiamo ora questo grafico alle previsioni di ensemble calcolate sulla verticale di Dorno, come è mostrato nella seconda figura dove i pallini neri uniti dai segmenti bianchi indicano proprio l’evoluzione temporale della temperatura registrata dal radiosondaggio di Milano Linate.



Spaghetti emessi per Dorno il 5 Febbraio 2021

Che cosa possiamo dire sull’utilità delle previsioni di ensemble, considerando con il senno del poi anche la reale evoluzione? Possiamo confermare la pessima attendibilità che in generale emergeva a destra della linea gialla tratteggiata perché la rapida divergenza degli scenari dimostrava proprio che la qualità della previsione si deteriorava velocemente. Possiamo confermare che in alcuni scenari emergeva un segnale di raffreddamento anche significativo che doveva comunque essere ancora inquadrato nel tempo e valutato per quanto riguardava la sua intensità. Possiamo osservare che tra gli scenari che contemplavano questo raffreddamento, la forma dell’andamento termico previsto ricalcava grosso modo la forma di quell’andamento termico che si è poi realmente verificato, nel senso che un sensibile calo sarebbe stato poi seguito da una ripresa piuttosto rapida del campo termico. Possiamo infine osservare che, rispetto alla maggior parte delle evoluzioni calcolate, in questa corsa considerata del modello la fase di sensibile diminuzione si è verificata in anticipo rispetto a quella calcolata negli scenari che indicavano proprio questa possibilità.

Un’ultima cosa: possiamo anche osservare che la corsa operazionale, così tanto seguita per affermare che “i modelli hanno ritrattato”, in questa corsa non contemplava alcun raffreddamento nel periodo in cui poi si è realmente verificato: al contrario, questo scenario si trovava tra quelli più miti, a indicare quindi un’evoluzione praticamente opposta rispetto a quella che si è poi verificata. Dovrebbe ora essere ancor più chiaro che le previsioni di ensemble a 7-10 giorni rappresentano solo e solamente una sorta di indagine conoscitiva che viene fatta compiere al modello per capire se è possibile tracciare un’affidabile linea di tendenza e non certo per scendere in dettagli spazio-temporali al fine di descrivere già l’evento. Il sistema probabilistico di ensemble è come un detective che cerca indizi e questi indizi forniscono prove su prove quando, con il passare del tempo, si accorcia la distanza temporale dall’evento e inizia così il cammino verso la convergenza degli scenari per arrivare a tracciare l’evoluzione più probabile.

Nessuno al 5 febbraio, osservando quelle previsioni di ensemble, avrebbe potuto pensare che la reale evoluzione sarebbe stata poi quella che abbiamo tracciato usando i dati di un radiosondaggio. Però è anche chiaro che questa evoluzione reale ricalca in linea di massima alcuni tra gli scenari freddi che erano stati calcolati, seppur con un certo ritardo, a dimostrazione del fatto che tra i calcoli questa possibilità era stata considerata: solo con i successivi aggiornamenti e i nuovi ricalcoli questa possibilità avrebbe preso quell’importanza che in quella corsa delle ore 06Z del 5 febbraio non potevamo ancora attribuirle. Questa volta è andata così, ma non andrà mai allo stesso modo perché saranno innumerevoli i casi di studio che potranno nascere dal confronto tra osservazione e previsione. E dall’analisi di questi innumerevoli casi, sarà interessante scoprire come andrà di volta in volta per comprendere come si è comportata una previsione di ensemble a lungo termine: sarebbe un buon esercizio da svolgere per toccare con mano proprio l’utilità di un sistema probabilistico.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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