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TRA NATALE E SANTO STEFANO SEMPRE PIÙ PROBABILE UN PEGGIORAMENTO ACCOMPAGNATO DA UN’IRRUZIONE DI ARIA FREDDA

Scritto da Andrea Corigliano Domenica 20 Dicembre 2020 17:00

TRA NATALE E SANTO STEFANO SEMPRE PIÙ PROBABILE UN PEGGIORAMENTO ACCOMPAGNATO DA UN’IRRUZIONE DI ARIA FREDDA

Situazione media prevista in quota per il 25 e il 26 DicembreSiamo oggi arrivati alla terza puntata relativa all’analisi dell’evoluzione meteorologica attesa per Natale. I giorni passano, la distanza temporale si accorcia e quindi, giunti a 5-6 giorni dall’evento, possiamo iniziare a sciogliere la prognosi almeno sulla configurazione sinottica a scala europea, cioè sulla posizione che andranno probabilmente ad assumere le creste e i cavi delle ondulazioni che governano il tempo in media troposfera, a circa 5500 metri di quota.

Oggi, in particolare, focalizziamo la nostra attenzione proprio sulle ventiquattro ore comprese tra le 00 UTC del 25 dicembre e la stessa ora del 26 dicembre (cioè dalle prime ore della notte alle ultime ore della sera di Natale) perché in questo intervallo avverrà sull’Italia il passaggio di consegne tra l’aria temperata che ci interesserà fino a giovedì e quella fredda, di origine artico-marittima, che viaggerà in seno alla saccatura in arrivo dal Nord Atlantico.

Nella figura 1 è rappresentata l’evoluzione dell’onda atmosferica che sarà responsabile del cambiamento del tempo proprio durante questo intervallo temporale. Facendo riferimento per semplicità solo alla linea nera, che ben approssima la dinamica atmosferica nel suo insieme, si può osservare come la saccatura entri sul Nord Italia proprio nelle primissime ore del 25 dicembre per poi completare il suoi ingresso entro fine giornata, quando si sarà ormai molto probabilmente estesa a tutto il bacino centrale del Mediterraneo.

Come si può notare, l’attendibilità della configurazione barica intorno all’Italia è nettamente migliorata, diventando nel complesso buona-discreta nella previsione valida per le ore 00 UTC del 25 dicembre e diventando scarsa-cattiva solo sulla Francia nelle 24 ore successive perché la modellistica numerica non è ancora riuscita a mettere bene a fuoco, su quest’area, quanto il disturbo zonale riuscirà a spingere verso levante il campo anticiclonico azzorriano.


Previsione media della temperatura a 850hPa per il 25 e il 26 Dicembre
Tuttavia, al di là di questo particolare, un simile ingresso del cavo d’onda dovrebbe permettere la formazione di un minimo orografico sottovento alla catena alpina, cioè di un centro di bassa pressione o di un’ansa ciclonica in evoluzione piuttosto veloce verso levante: si tratterebbe di un fattore non di poco conto che andrà ben valutato perché la formazione di un’area depressionaria favorirebbe un generalizzato peggioramento delle condizioni meteorologiche che potrebbe già farsi notare nel corso di giovedì 24 a causa di un richiamo di aria umida e instabile che, come sempre avviene, precede l’ingresso vero e proprio della saccatura. Dal momento che non possiamo però ancora sapere con sufficiente attendibilità come potrebbe concretizzarsi la formazione di questo minimo, non è ancora possibile delineare in maniera affidabile le conseguenze che avrà il passaggio della saccatura sullo stato del nostro tempo.

Ciò che invece possiamo affermare è che l’ingresso dell’aria fredda, nel corso del giorno di Natale, potrebbe essere piuttosto deciso e quindi comportare un calo della temperatura anche sensibile. La distanza dall’evento ci obbliga però giustamente ancora a parlare in termini probabilistici e quindi a valutare ancora nelle linee generali quanta aria fredda potrebbe entrare sull’Italia. A tal proposito, in figura 2 si riporta la previsione media di ensemble, elaborata tenendo conto di 50 previsioni simultanee calcolate dal modello europeo ECMWF, del campo di temperatura previsto sempre all’interno della stessa finestra temporale (cioè dalle prime ore della notte alle ultime ore della sera di Natale) sulla superficie isobarica di 850 hPa, cioè ad una quota oscillante attorno ai 1500 metri.

Se nelle primissime ore della notte di Natale si osserva l’isoterma di 0 °C addossarsi alle Alpi a indicare la parte più avanzata dell’irruzione, nelle ultime ore serali di questo giorno questa isoterma potrebbe portarsi al confine tra l’Italia centrale e quella meridionale, permettendo così l’ingresso dell’isoterma di -5 °C sull’Adriatico settentrionale. Le estreme regioni meridionali, invece, passerebbero alla stessa quota da +10 °C a +5 °C. Poi, nel corso di sabato 26, l’aria fredda dovrebbe spingersi ancora più a sud, ma su questa evoluzione è preferibile ancora aspettare qualche aggiornamento perché siamo arrivati al limite temporale massimo di attendibilità.

Ovviamente la valutazione sul campo termico appena esposta è suscettibile di lievi correzioni nei prossimi aggiornamenti: al di là di questo, tuttavia, possiamo supporre che un peggioramento del tempo che si accompagna a un’irruzione di aria fredda porti, oltre che a un calo delle temperature (ancora da valutare), anche un abbassamento della quota dello zero termico (ancora da valutare) e quindi della quota delle nevicate che potrebbero interessare le Alpi e l’Appennino (ancora da valutare) in corso di evento. Saremo più precisi in sede di previsione che scriveremo solo dopo aver sciolto la prognosi sull’entità del raffreddamento: tema che sarà svolto nella prossima puntata.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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