Immagine Meteorologia, Volume 4 - La circolazione atmosferica: dalla grande scala al...
Da professionista, dopo un percorso di studi universitario mirato alla conoscenza dell’atmosfera e un lavoro che mi ha fatto vestire i panni di docente e di... Leggi tutto...

Il VIDEO-METEO del Capitano Sottocorona

Le ultimissime dal Televideo RAI

Anteprima Televideo RAI
Immagine Il Cavaliere delle rose e delle nuvole - A. Venditti
C'era molta attesa riguardo all'uscita del libro di Annalisa Venditti su . Centrometeo ha... Leggi tutto...
Immagine La neve. Cos'è e come si prevede - Bertoni, Galbiati, Giuliacci
Nevicherà? Questa è la trepidante domanda che ogni inverno ci poniamo, fin dalla più tenera... Leggi tutto...
Immagine Meteogramma di Cagliari (WRF)
La previsione dei parametri atmosferici raffigurati in un'unica carta: il meteogramma della città... Leggi tutto...
Immagine WRF Lifted Index (ita) - ARW - ECM - Lamma
Mappa Lamma del modello WRF-ARW su base ECM che rappresenta l'indice di instabilità Lifted Index
Immagine Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia! O no...?
No. Il 13 Dicembre, giorno di Santa Lucia, non è il giorno più corto che ci sia. Ma è... Leggi tutto...
Immagine NEL FINE SETTIMANA SI ENTRERÀ NEL VIVO DELLA CIRCOLAZIONE PERTURBATA ATLANTICA
Sembra ormai confermata una nuova fase meteorologica per il bacino del Mediterraneo... Leggi tutto...

MALTEMPO NEI PRIMI DI OTTOBRE: GIUNGONO CONFERME SULL’ARRIVO DI UNA NUOVA FASE PERTURBATA DA VENERDÌ

Scritto da Andrea Corigliano Martedì 29 Settembre 2020 17:00

MALTEMPO NEI PRIMI DI OTTOBRE: GIUNGONO CONFERME SULL’ARRIVO DI UNA NUOVA FASE PERTURBATA DA VENERDÌ

Previsione media al suolo per il 3 Ottobre 2020Si va ormai chiudendo la fase decisamente fresca e perturbata che ci ha interessato negli ultimi giorni. Al suo posto sta invece subentrando una breve fase più stabile che possiamo definire interciclonica dal momento che lascerà il posto a un nuovo e vistoso cambiamento del tempo, i cui avamposti inizieranno a manifestarsi giovedì 1° ottobre a partire dalle nostre regioni nord-occidentali.

I nuovi aggiornamenti dei modelli numerici continuano infatti a riproporre lo scenario che abbiamo commentato domenica, accompagnandolo a un’affidabilità complessivamente crescente che ormai ci permette di sciogliere la prognosi sul disegno barico previsto a scala sinottica e che allo stesso tempo ci invita a essere ancora un pizzico prudenti nei definire i dettagli sulle figure bariche che si sviluppano alla mesoscala perché da queste potrebbero dipendere alcune caratteristiche del tempo atteso sull’Italia.

Cerchiamo di capire il significato di quanto abbiamo appena scritto. I continui ricalcoli sul futuro stato del tempo ripropongono ormai da alcuni giorni la costruzione, da parte dell’atmosfera, di un vasto canale ciclonico che entro i primi giorni di ottobre si sarà esteso dalla Groenlandia al Mediterraneo occidentale e che sarà delimitato a sudovest dall’Anticiclone delle Azzorre e a nordest da un campo di alta pressione con massimi a nord della penisola scandinava.

La configurazione sarà quindi tale da favorire la discesa di aria fredda diretta verso l’entroterra algerino-marocchino e la risalita di aria calda inizialmente verso il Sud Italia e la penisola balcanica. Questa è una previsione che possiamo ritenere affidabile e, proprio in virtù di ciò, abbiamo sciolto la prognosi. Il pizzico di prudenza nei dettagli alla mesoscala, invece, aleggia attorno al minimo principale di pressione al suolo che per sabato 3 ottobre è previsto collocarsi sulla Francia: come è possibile notare in figura, quella stretta rete di isobare concentriche che va a formare questa circolazione depressionaria presenta ancora incertezze (area in arancione) a segnalare probabilmente una possibile variazione del valore del minimo barico – tant’è che alcuni scenari approfondiscono il centro di bassa pressione fino a 985 hPa – e/o una possibile variazione della posizione del minimo barico stesso: essendo infatti il centro ciclonico di limitate dimensioni e quindi difficile da inquadrare da parte della modellistica, si tratta di un’eventualità che non possiamo escludere a priori.


Queste variazioni possono però far cambiare parzialmente la disposizione delle isobare sull’area mediterranea (si veda per esempio in basso a sinistra nella figura il confronto tra due scenari calcolati da due modelli diversi) e di conseguenza far cambiare parzialmente anche la disposizione e l’intensità della ventilazione diretta verso le nostre regioni. Dal momento che l’Italia è un Paese formato da orografia complessa che accentua per esempio le precipitazioni da sbarramento (stau) in una zona invece che in un’altra proprio a seconda di quanto è proficua l’interazione tra flusso e l’orografia, in un contesto generalizzato di piogge comunque significative o molto significative in arrivo soprattutto sui settori alpini e prealpini, sulla Liguria e in maniera più attenuata sulle regioni centrali (inizialmente sarà interessato soprattutto il versante tirrenico) non è ancora possibile definire in maniera più dettagliata per esempio le aree dove potrebbero verificarsi gli accumuli più consistenti: dobbiamo quindi aspettare ancora qualche aggiornamento.

Ritornando per concludere al discorso in generale, l’evoluzione prevista di tutto il sistema appare piuttosto lenta e si risolverà probabilmente all’inizio della prossima settimana con un coinvolgimento anche delle regioni meridionali, forse con una fenomenologia meno organizzata rispetto al resto della penisola. Avremo modo di riparlarne. Intanto, nel prossimo intervento, focalizzeremo l’attenzione sul tempo atteso per venerdì e sabato.
Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

Stampa