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LINEA DI TENDENZA PER I PROSSIMI 10 GIORNI: INVERNO ANCORA ASSENTE, COLPA DEL VORTICE POLARE COMPATTO

Scritto da Andrea Corigliano Venerdì 10 Gennaio 2020 17:00

LINEA DI TENDENZA PER I PROSSIMI 10 GIORNI: INVERNO ANCORA ASSENTE, COLPA DEL VORTICE POLARE COMPATTO

Vortice polare gennaio 2020 compattoLe dinamiche invernali sul nostro continente sono governate dal Vortice Polare, un vasto lago di aria gelida che durante il semestre freddo si forma e si irrobustisce sulla verticale troposferica e stratosferica delle latitudini artiche. Si tratta, in parole povere, di un enorme serbatoio dal quale viene attinta l’aria fredda che poi gli opportuni ingranaggi tra le figure bariche di alta e di bassa pressione possono veicolare verso le medie e le basse latitudini per dar così luogo a ondate di freddo più o meno intense, più o meno estese e più o meno durature.

Possiamo immaginare il Vortice Polare come una trottola che ruota sul Polo e che genera, proprio come sta avvenendo il questi giorni in cui il sistema ciclonico si è ricompattato, intense correnti occidentali (zonali) che scorrono alle alte latitudini a causa del forte gradiente barico orizzontale che si è venuto a creare con le basse latitudini, secondo la tipica configurazione di NAO+ (Oscillazione Nord Atlantica positiva): in questa situazione, il Mediterraneo è interessato da figure anticicloniche stirate grosso modo lungo i paralleli dall’elevato indice zonale che contraddistingue proprio questa configurazione nella quale l’aria fredda è costretta a non uscire fuori dalla sede polare.Diventa facile allora comprendere che, affinché la situazione si sblocchi, è necessario che l’azione del Vortice Polare venga disturbata.

Dal momento che i fenomeni atmosferici si sviluppano in troposfera, concentriamoci sul disturbo che può nascere in questo settore atmosferico e che può condizionare il tempo europeo: parliamo, in particolare, delle pulsazioni dinamiche da parte dell’Anticiclone delle Azzorre che, allungando il proprio asse lungo i meridiani, possono andare a stuzzicare il Vortice e quindi a gettare le basi per costruire un’irruzione di aria fredda diretta verso le medie e basse latitudini del nostro continente, Mediterraneo compreso. È ovvio che le caratteristiche dell’irruzione e le aree coinvolte dal passaggio delle correnti settentrionali dipendono da diversi fattori come la forza della pulsazione dinamica, la penetrazione della spinta anticiclonica verso le alte latitudini, la persistenza della configurazione (e quindi la sua eventuale evoluzione a blocco) e dalla disposizione dell’asse anticiclonico. Combinando infatti questi quattro fattori possiamo avere irruzioni di aria fredda o gelida, possiamo attraversare una fase prettamente invernale che diventa prolungata oppure limitarci ad avere condizioni atmosferiche invernali del tutto passeggere che si aprono e si chiudono in breve tempo, lasciando impronte poco o per nulla visibili sull’andamento climatologico mensile.


Nella linea di tendenza valida per i prossimi dieci giorni non si intravedono al momento segnali robusti circa un cambio netto della circolazione perché, nel complesso, la circolazione zonale continuerà a rimanere ben impostata e solo parzialmente disturbata da lievi oscillazioni meridiane poco sviluppate. Dai calcoli della modellistica numerica, infatti, non emergono ancora segnali robusti e incoraggianti circa la formazione di un’eventuale spinta meridiana per esempio di stampo azzorriano, in grado di gettare almeno le basi per la genesi di una saccatura artica diretta verso il vecchio continente.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera


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