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Alluvione in Valle d'Aosta e Piemonte, forte maltempo al nord: ottobre e novembre 2000

Alluvione in Valle d'Aosta e Piemonte, forte maltempo al nord: ottobre e novembre 2000

Bellissima immagine dal satellite a novembre 2000

Ottobre 2000: l'alluvione in Valle d'Aosta e Piemonte

Nei giorni che hanno preceduto l’alluvione, la depressione semipermanente d’Islanda si era notevolmente approfondita, facendo scendere dal suo bordo orientale un massiccio afflusso di aria fredda verso la Spagna, peggiorando le condizioni del tempo sul Mediterraneo.

In seguito un minimo si isolava sulle Baleari, facendo insorgere un flusso di aria più calda di origine nordafricana, diretto verso la penisola italiana.

Novembre 2000: forte maltempo sul Nord Italia

La depressione d’Islanda che normalmente in questa stagione è centrata con il suo minimo più o meno al largo della Scozia, sull’oceano Atlantico, è scesa notevolmente di latitudine.

Un intenso fronte freddo è stato preceduto da un forte afflusso di aria calda e umida di origine africana.

Questa, all’incontro con i primi rilievi appenninici, prealpini e alpini, ha provocato intense precipitazioni sui versanti sopravento (effetto Stau). Colpita particolarmente la Liguria, Lombardia e Nord-Est.

Fortunatamente in questa occasione, in quota si sono verificate precipitazioni nevose, scongiurando il pericolo di grosse portate per fiumi e torrenti.

I venti hanno soffiato molto forte dai quadranti meridionali provocando l’abbattimento di alberi, danni a cose, mareggiate sulle coste.


A Lignano Sabbiadoro, raffiche fino a 90 km/h. I rilievi hanno giocato un ruolo fondamentale sull’entità delle precipitazioni.

Una massa d’aria quando trova un ostacolo di fronte al suo passaggio, se non riesce ad aggirarlo è costretta ad un’ascesa forzata. Sollevandosi, si raffredda e di conseguenza condensa il vapore acqueo che essa contiene, con conseguenti precipitazioni.

Più il flusso d’aria è perpendicolare ai rilievi, più le piogge saranno intense, ed è proprio ciò si è verificato.

Quest’ultimo passando sopra il Mediterraneo si è umidificato notevolmente, rilasciando il suo contenuto di vapore all’incontro con i primi rilievi alpini e prealpini del Nord Ovest sotto forma di intense precipitazioni (effetto Stau), piovose anche a quote alte, aumentando così la portata di torrenti e fiumi. Le correnti sciroccali erano perpendicolari ai rilievi del Nord Ovest e questo ha influito ulteriormente sull’entità delle piogge.

Pluviogramma bassa Valsusa

Inoltre un alta pressione con un massimo sull’Europa centrale ha impedito all’intensa perturbazione il normale spostamento verso ovest (anticiclone di blocco), causando precipitazioni persistenti ed intense per almeno 48 ore sulle zone colpite dal maltempo.

Nella figura a fianco è rappresentato un pluviogramma registrato in una località prealpina investita da precipitazioni di 327 mm, ben inferiori ai massimi di 700 mm rilevati in Valle Orco e sul Lago Maggiore.

Per rendersi conto di quanto è piovuto, basti pensare che 700 mm di pioggia, corrisponde a quanto piove mediamente in un anno sulla Pianura Padana.Per fare un’altro esempio, nel corso dell’intero autunno a Torino cadono circa 235 mm.

In meteorologia 1 millimetro di pioggia equivale ad 1 litro d’acqua per m2. Di conseguenza 700 millimetri corrispondono a 700 litri d’acqua per m2, che moltiplicati per tutti i m2 delle regioni colpite dall’alluvione, fanno veramente una cifra enorme.

A cura di Fabio Gervasi