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Scritto da Andrea Corigliano Domenica 10 Novembre 2019 11:00

POSSIBILE DOPPIA FORMAZIONE DI CICLONI SIMIL TROPICALI NELLE PROSSIME 48 ORE TRA LA SARDEGNA E LA SICILIA

Possibili sviluppi per Lunedì 11 e Martedì 12 Novembre 2019Nell’ultima analisi avevamo delineato a grandi linee l’evoluzione di due depressioni legate a un nuovo affondo di aria fredda polare marittima verso il nostro bacino del Mediterraneo: la prima in formazione oggi in prossimità del Mar di Sardegna e in spostamento verso l’entroterra algerino e la seconda in formazione domani, lunedì 11 novembre, sulla Tunisia e poi in risalita verso nord-est, fino a coinvolgere direttamente soprattutto le nostre regioni centro-meridionali.

Gli ultimi aggiornamenti disponibili di questa mattina forniscono importanti dettagli sull’evoluzione di queste due distinte circolazioni in quanto entrambe potrebbero evolvere in cicloni simil tropicali, noti con il nome di TLC (Tropical Like Cyclone).

La caratteristica saliente di questi sistemi è che l’energia da cui si alimentano proviene dalla convezione profonda e quindi dalla liberazione del calore latente di condensazione che si verifica durante la violenta ascesa dell’aria calda e umida a contatto con la superficie marina, durante la fase di condensazione del vapore acqueo in imponenti strutture temporalesche.

Per questo motivo, osservando una mappa di temperatura a 850 hPa, si nota che il centro del vortice è caratterizzato dall’avere valori termici superiori alla aree circostanti, proprio perché la liberazione di calore latente riscalda la colonna atmosferica: in questo caso, alcune simulazioni modellistiche fanno intravedere proprio il cosiddetto “cuore caldo” dei due vortici, con quello tunisino più sviluppato per via che la struttura in questo caso è prevista più intensa, tanto da poter parlare di una vera e propria ciclogenesi esplosiva in quanto l’approfondimento di questa struttura vorticosa dovrebbe raggiungere i 20 hPa in 24 ore, superando così il limite di 17 hPa in 24 ore a cui si fa riferimento per le latitudini mediterranee.


Bisognerà ora seguire passo dopo passo la reale evoluzione dei due sistemi non solo perché il grado di errore legato alla loro predicibilità – nella formazione, nell’approfondimento, nella traiettoria e nell’evoluzione – non è affatto trascurabile, ma anche perché la fenomenologia associata al sistema, nelle sue vicinanze, è di solito particolarmente severa in termini di temporali violenti, nubifragi, venti burrascosi e mari agitati.

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla pagina di Meteorologia Andrea Corigliano a questo link. Grazie e buona lettura!

Andrea Corigliano