AL VIA UNA LUNGA ONDATA DI CALDO, SCANDITA DA ALMENO DUE FASI
AL VIA UNA LUNGA ONDATA DI CALDO, SCANDITA DA ALMENO DUE FASI
È ai nastri di partenza una nuova onda di calore che interesserà la nostra penisola a partire da mercoledì. Come spesso capita, dall’analisi dei prodotti della modellistica numerica ci troviamo anche questa volta a prevedere l’avvio di una nuova fase calda ma risulta difficile riuscire già a inquadrare una data in cui si potrebbe pensare a una modifica sostanziale della circolazione. Quando infatti gli scenari di ensemble della temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri) si portano su valori di diversi gradi al di sopra della media climatica di riferimento e qui rimangono per tutto l’intervallo della proiezione modellistica pur mostrando una fisiologica divergenza che si amplifica man mano che si allunga la distanza temporale (fig. 1), vuol dire che il segnale è piuttosto forte e presenta anche caratteristiche di persistenza.
Dobbiamo quindi procedere passo dopo passo e valutare, aggiornamento dopo aggiornamento, l’evoluzione di una situazione che sarà condizionata dal dominio del promontorio nord africano. Se ci soffermiamo sui prossimi 6-7 giorni, possiamo innanzitutto osservare i due probabili salti termici che daranno il via a queste due fasi. La prima fase si concretizzerà entro giovedì con un primo picco di calore atteso sul Nord Italia proprio nella giornata di mercoledì: questa dinamica segnerà un primo avvicinamento dalla Francia della figura anticiclonica subtropicale che continuerà a traslare verso levante nei giorni successivi per arrivare a influenzare più direttamente la nostra penisola a partire dal fine settimana, quando dovrebbe prendere il via la seconda fase con la massa d’aria più calda che abbandonerebbe gradualmente la Francia per orientarsi soprattutto verso le nostre regioni centro-meridionali e le Isole Maggiori: dallo scenario medio che caratterizzerà questi due salti termici (fig. 2)

è bene evidente proprio l’avanzamento verso l’Italia della cresta anticiclonica e del suo asse che, penetrando sempre più sull’entroterra sahariano, incentiverà la risalita di una massa d’aria che avrà estrazione prettamente continentale e che sarà responsabile del secondo incremento termico.
Relativamente alla prima fase abbiamo detto del picco di calore atteso sul Nord Italia nella giornata di mercoledì, quando risulterà determinante un parziale calo della pressione atmosferica al livello del mare che interesserà la Pianura Padana e che sarà causato dall’avvicinamento all’arco alpino di un fronte freddo in attenuazione e in allontanamento verso l’Europa orientale (fig. 3, a sinistra): la probabile attivazione di una debole ventilazione favonica in discesa dall’arco alpino e dalla catena appenninica settentrionale potrebbe contribuire a riscaldare i bassi strati per compressione adiabatica tanto che, secondo l’Extreme Forecast Index, non si esclude il raggiungimento di temperature potenzialmente eccezionali specie al Nord-Ovest e sull’Emilia centro-occidentale (fig. 3, a destra).

Dopo un primo aumento termico che avremo già nella giornata di domani, mercoledì si prevede quindi un ulteriore ma temporaneo incremento delle temperature specie al Nord dove i valori massimi saranno per lo più compresi tra 29 e 34 °C al Nord-Est e tra 34 e 39 °C sul resto del Nord, tranne le coste: non si esclude qualche punta sui 40 °C. Valori in genere tra 29 e 35 °C sul resto della penisola, con qualche picco intorno ai 36-37 °C su Toscana, Umbria, Lazio, foggiano, materano e zone interne della Sardegna.
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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera








