
Finalmente la stagione invernale si è svegliata dal torpore dei giorni scorsi: la presenza di un forte anticiclone e l’assenza di freddo hanno influito negativamente durante il mese di Dicembre.
Le temperature si sono mantenute spesso sopra le medie stagionali: per ritrovare lo zero termico tra la seconda e la terza Decade di Dicembre bisogna salire sino ai 2800-3000 metri. Per non parlare delle marcate inversioni termiche: ma anche in assenza di un ricambio d’aria dei vari inquinanti.
La situazione si è sbloccata nei giorni scorsi grazie all’arrivo di aria molto fredda di origine artica marittima. Questa si sta riversando dalla Penisola Scandinava verso l’Europa centro occidentale: Regno Unito, Germania, Francia sino alla Penisola Iberica.
La massa d’aria fredda nei prossimi giorni andrà ad interagire con aria umida atlantica nei pressi della Penisola Iberica. Tra il 5-6 Gennaio affluirà ulteriormente aria fredda verso il Bacino del Mediterraneo: nei pressi dei settori centro-meridionali della nostra penisola andrà formandosi un canale depressionario, ove si ritroveranno le maggior precipitazioni.
Solo il Nord Est sarà interessato dalla ritornante perturbata: ritroveremo qualche precipitazione a quote basse. Neve a quote basse per il giorno dell’Epifania anche in Emilia Romagna, precipitazioni assenti sul resto del Nord. Vortice ciclonico che impegnerà anche il Sud e la Sicilia, neve su Appennino oltre i 1500-1600 metri. Temperature in calo ovunque: in particolare al Nord, versante Adriatico.
Decade che probabilmente si concluderà con clima tipicamente invernale, ma con rari episodi nevosi per il Nord Ovest.