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STRATWARMING CON DOMINIO DELLA WAVE1: IL FREDDO DIVENTA UN'OPZIONE MENO PROBABILE

STRATWARMING CON DOMINIO DELLA WAVE1: IL FREDDO DIVENTA UN'OPZIONE MENO PROBABILE

Displacement Vortice Polare Febbraio 2026L'aggiornamento odierno dei modelli stratosferici, e in particolare la visione di ECMWF a 240 ore, impone una brusca frenata agli entusiasmi invernali per l'Europa meridionale. I dati confermano che la possibilità di un Major Midwinter Warming con rottura netta del Vortice Polare (Split) sta svanendo, lasciando il posto ad una dinamica meno caotica e, paradossalmente, più sfavorevole al gelo mediterraneo.

Le mappe a 10 hPa parlano chiaro: non ci sono due onde a comprimere il vortice ai fianchi (Wave 2), ma un'unica e imponente onda di calore e pressione che parte dal settore Pacifico/Aleutino. Osservando la previsione per il 13 febbraio, vediamo una massiccia intrusione calda (colori giallo/rosso) che occupa tutto l'emisfero Pacifico e Artico Siberiano. Il nucleo gelido (i colori viola/blu scuro) non si spezza ma viene invece spinto verso il settore Canadese e Nord Atlantico.

In termini fluidodinamici, siamo passati da un'ipotesi di Split (che avrebbe potuto isolare blocchi gelidi autonomi sull'Eurasia) a un Displacement. Il Vortice Polare rimane integro, solo spostato dal Polo geografico: questo cambio di scenario spiega perfettamente il comportamento degli indici che abbiamo monitorato. Il grafico dei venti a 150 hPa mostra un recupero. Questo accade perché, in un regime di Displacement, il getto non si ferma, semplicemente si deforma. L'aria continua a girare vorticosamente attorno al nucleo dislocato e se quel nucleo si sposta verso l'Atlantico, i venti zonali alle nostre longitudini possono persino rinforzarsi, invece di crollare.



Con una dislocazione del tipo mostrato da ECMWF (core del Vortice tra Groenlandia e Canada), si viene a creare una configurazione che penalizza l'arrivo del freddo in Italia. Invece di bloccare il flusso zonale (NAO negativa estrema con blocco alto), questa posizione rischia di schiacciare l'Alta Pressione delle Azzorre verso il basso o di richiamare correnti tese da Ovest/Sud-Ovest verso l'Europa. In queste configurazioni (Displacement verso il Nord America), sono gli Stati Uniti e il Canada a subire le ondate di gelo più crude, mentre l'Europa si trova sul ramo ascendente (mite) della saccatura o sotto un flusso zonale teso.

Sebbene il momento angolare resti negativo e il GWO in fase 1-2 indichino ancora un forte attrito atmosferico, la location del vortice dislocato è un fattore molto importante. Senza l'aiuto di una seconda onda (Wave 2) che tagli le radici del vortice in Atlantico, la massa gelida rischia di rimanere confinata a latitudini elevate o oltreoceano. Le possibilità di vedere il gelo tuffarsi nel Mediterraneo diminuiscono drasticamente: servirebbe una "retrogressione" (moto Est-Ovest) che, con un vortice così ingombrante in Atlantico e le vorticità spinte verso l'Eurasia, trova molta difficoltà a realizzarsi.

La scienza ci impone di dire che, ad oggi, l'evento stratosferico è potente ed il VPS debole, ma la dinamica sta evolvendo nel modo meno propizio per gli amanti del gelo italico. Tuttavia la debolezza del VPS e del VP lasciano la porta aperta ad alcune ondulazioni che potrebbero verificarsi nel corso del mese.

Proiezione GFS a 30hPa per l'11 Febbraio


Per gentile concessione: www.csctmeteo.it

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