IL COLLASSO DEL VORTICE POLARE INNESCA FEEDBACK TERMICI: LA TERRA SI RAFFREDDA
IL COLLASSO DEL VORTICE POLARE INNESCA FEEDBACK TERMICI: LA TERRA SI RAFFREDDA
Il sistema climatico è governato da anelli di retroazione che possono accelerare o rallentare i cambiamenti di temperatura. In questo momento, la rottura della circolazione polare ha innescato una sequenza di eventi che sta portando l'anomalia termica dell'emisfero nord a ridosso della media storica (+0,18°C rispetto al picco di +0,96°C di inizio mese sulla climatologia 1991-2020).
Il primo feedback è di natura dinamica e riguarda il crollo della Vorticità Potenziale (MPV) a 360K che ha distrutto la coerenza del vortice polare spingendo l'indice AO a -5 sigma. Una AO così negativa favorisce l'instaurarsi di alte pressioni polari che, a loro volta, deprimono ulteriormente la rotazione del vortice polare. Questo "blocco" sta trascinando la NAO in territorio negativo, abbassando il flusso atlantico mite e permettendo all'aria artica di ristagnare sui continenti.
Il collasso del vortice polare (VP) ha rovesciato masse d'aria gelida su Stati Uniti e settore russo-siberiano, portando nevicate storiche a latitudini insolite. L'estensione dello snowcover (manto nevoso) è aumentata drasticamente e la neve ha un'albedo altissima (riflette fino all'80-90% della radiazione solare), così che invece di assorbire calore, il suolo ora lo respinge verso lo spazio. Questo "frigorifero naturale" raffredda l'aria sovrastante, rendendo le masse d'aria artica ancora più dense e pesanti, stabilizzando le figure di alta pressione termica che bloccano il ritorno del clima mite.
In un mondo con oceani caldi, l'aria artica che scorre su acque libere da ghiacci carica molta umidità e questa umidità si traduce in nevicate ancora più abbondanti una volta toccata terra. Più nevica, più l'effetto albedo aumenta, e più il freddo si intensifica. Questo processo sta contribuendo al rapido calo dell'anomalia globale, "sequestrando" il calore negli oceani e coprendo i continenti con una coltre isolante che impedisce al calore del sottosuolo di mitigare l'atmosfera. Siamo entrati in una fase in cui il freddo genera altro freddo attraverso la neve e i blocchi pressori.
L'Europa occidentale e il Mediterraneo, pur essendo ancora sotto l'influenza di piogge atlantiche, sono circondate da questo sistema di feedback. Se la NAO dovesse confermare la sua deriva negativa, il "serbatoio" di freddo costruito in Russia dal feedback dell'albedo troverebbe la via per sfondare verso ovest. Come evidenziato negli articoli precedenti, questa particolare dinamica è quella che alcune volte nel passato ha innescato eventi freddi rilevanti non solo negli Stati Uniti e in Russia, ma anche su Europa centro-meridionale. Il nostro compito in questo caso è quello di attenerci ad una visione scientifica e tecnica, al fine di analizzare il campo probabilistico.
Come sottolineato nei precedenti articoli, questa NON È UNA PREVISIONE. È un'analisi fisico-statistica che tiene conto del particolare setting termodinamico che si è creato nel corso di questa fase stagionale, quindi in pratica evidenzia una discreta percentuale nel campo probabilistico, illustrando la possibilità di una fase fredda innescata dal collasso zonale analizzato e anticipato un mese fa.
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Per gentile concessione: www.csctmeteo.it










