VERSO UN EVENTO STORICO? IL "TOTAL DECOUPLING" E IL COLLASSO DEL MOMENTO ANGOLARE
*ATTENZIONE: Questa è un'analisi indipendente del Fondatore di CSCTmeteo Filippo Casciani e non è collegata alla "Proiezione Invernale OPI (October Pattern Index)". La Proiezione OPI verrà riesaminata a consuntivo e cioè a Stagione Invernale conclusa*
I dati raccolti nelle ultime 48 ore delineano un quadro meteorologico di rara coerenza e particolarità dinamica. La rottura della trasmissione verticale tra i vari piani dell'atmosfera sta creando un "vuoto" che potrebbe spalancare le porte alle masse d'aria più gelide del continente Euro-Asiatico.
Il dato più indicativo resta la divergenza tra alta e bassa Stratosfera. In alta Stratosfera il vortice è compatto e corre con una media di circa 45-50 m/s. In bassa Stratosfera i venti zonali sono previsti quasi in azzeramento totale (0.5-0 m/s) nell'ultima decade di Gennaio. Fisicamente, questo significa che la Troposfera è "scollegata" dall'alto. Non c'è alcuna forza capace di spingere il getto Atlantico verso l'Europa, lasciando il continente vulnerabile a flussi gelidi da Est.
L'anomalia del momento angolare relativo è prevista scendere fino a -1 e addirittura -2 deviazioni standard secondo alcuni membri nel mese di febbraio, un valore che indica una frenata massiccia della circolazione occidentale. Il Global Wind Oscillation in transito nelle fasi di basso momento angolare, favorisce l'erezione di blocchi altopressori granitici. Questo assetto è simile a quello che precedette i grandi eventi del passato, come il 1956, il 1985 ed il 2012.
L'improvviso incremento dell'Ozono Polare, che sta sfiorando i 400 DU, è la conferma termodinamica della subsidenza polare. L'aria scende, si scalda e si arricchisce di Ozono, creando uno strato di stabilità termica alla tropopausa. Questo strato agisce come un isolante, impedendo alla Stratosfera superiore di "agganciare" e trascinare la Troposfera verso la zonalità. Come conseguenza logica, l'AO (Arctic Oscillation) è prevista crollare su valori che sfiorano i -2/-3 punti e con una pressione così alta sopra il Polo e venti zonali nulli verso la tropopausa, il Lobo Siberiano non ha più ostacoli nel muoversi verso l'Europa.
Mi state chiedendo come mai la NAO rimane positivaLa NAO leggermente positiva indica che, nonostante il freddo stia uscendo dal Polo, nel corridoio Atlantico esiste ancora un gradiente pressorio che mantiene una certa attività ciclonica tra l'Islanda e le Azzorre. Il motivo per cui la NAO non scende è la
collocazione dell'Alta Pressione. Se l'alta pressione fosse sulla
Groenlandia, avremmo una
NAO negativa, ma i dati attuali (Glaam/GWO) spingono per un blocco più a Est, verso la
Scandinavia e la Russia.
In questa configurazione, il "PONTE" altopressorio si sposta sul Continente Europeo. L'Atlantico può rimanere con una NAO neutra o positiva, ma questo non ferma il gelo siberiano, anzi... permette alle masse d'aria fredda di scorrere lungo il bordo meridionale dell'Anticiclone continentale puntando dritte verso l'Europa (
moto retrogrado). Una NAO positiva solitamente indica venti zonali forti, tuttavia, con un
GLAAM negativo la rotazione globale è così debole che anche una NAO positiva non riesce a generare una vera
"zonalità" Atlantica.
Non fatevi ingannare dalla NAO positiva. Mentre l'Atlantico prova a mantenere una parvenza di normalità, l'intero sistema emisferico è al collasso. Siamo davanti ad un blocco 'orientale' (Scand-High). Il gelo sull'Europa non arriverà con le tempeste del Nord ma con il respiro gelido della Russia.
ATTENZIONEÈ mia premura fare una dovuta precisazione. In meteorologia, la differenza tra una "configurazione storica" e un "nulla di fatto" per una specifica regione (come l'Italia) spesso dipende da poche centinaia di chilometri. Se da un lato i dati globali (GLAAM, AO, Venti Zonali ecc ecc) descrivono una frenata atmosferica di portata eccezionale, dall'altro è fondamentale mantenere i
piedi per terra per quanto riguarda gli effetti locali sulla nostra Penisola.
La meteorologia non è una scienza deterministica, e passare dal "disegno globale" alla "previsione locale" comporta diverse incognite. Se ad esempio il flusso freddo siberiano rimanesse troppo sbilanciato a Est, l'Italia potrebbe trovarsi nel settore di "richiamo" delle correnti. Invece del gelo, potremmo subire una
convergenza di aria mite e umida da Sud-Ovest (Libeccio o Scirocco), richiamata dalle depressioni che tentano di scalfire il muro di Alta Pressione. In questo scenario, il gelo resterebbe confinato ai Balcani, all'Europa Centrale o potrebbe anche favorire nevicate diffuse sul Centro/Nord della nostra Penisola.
Sebbene la trasmissione tra Stratosfera e Troposfera sia interrotta, questo non significa automaticamente che la troposfera si organizzerà in modo nevoso per l'Italia. La
dinamica dei blocchi è per sua natura instabile. Siamo di fronte a una
predisposizione atmosferica rarissima, ma la predisposizione non è certezza. I dati odierni aprono una "finestra di opportunità" per il grande freddo che non vedevamo da anni, ma l'esito finale dipenderà da minuscoli aggiustamenti sinottici che vedremo solo a pochi giorni dall'evento.
Per gentile concessione: www.csctmeteo.it