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LA TEMPERATURA "PERCEPITA": QUELLA GRANDEZZA FISICA CHE NON ESISTE MA CHE VIENE UTILIZZATA PER FARE SENSAZIONALISMO

Tabella Humidex: livello di disagio da temperatura e umidità relativa Quante volte vi sarà capitato di ascoltare una notizia che riporta un’informazione tipo: «Ci sono 38 °C ma a causa dell’umidità è come se ce ne fossero 50 °C». Fa effetto, vero? Ecco a voi la «temperatura percepita» con cui proprio nella stagione estiva dovremmo fare i conti tutte le volte in cui ci troviamo nel pieno di un’onda di calore e la massa d’aria inizia a umidificarsi. Dovremmo farci i conti ma, in realtà, non nel modo in cui vorrebbero farci intendere perché la temperatura percepita, essendo apparente e quindi fittizia, è una temperatura che non esiste: si tratta, semplicemente, di una distorsione scientifica perché, indipendentemente dal valore di percentuale di umidità relativa in cui si trova la massa d’aria con cui siamo a contatto, un termometro indicherà sempre il solito valore di temperatura anche sulla nostra pelle.

Il fatto che avvertiamo disagio per il caldo afoso dipende, essenzialmente, da quanto riesce a mantenersi efficace il meccanismo di termoregolazione del nostro corpo in determinate condizioni ambientali. Sappiamo, infatti, che un meccanismo messo in pratica dal nostro organismo per liberarsi del calore in eccesso è la sudorazione. Se l’aria in cui ci troviamo è già molto umida l’evaporazione del sudore avviene con difficoltà, fino a bloccarsi, man mano che l’aria raggiunge la saturazione perché diventa sempre più carica di umidità ed è impossibilitata ad accogliere quella proveniente dall’evaporazione del sudore: il nostro corpo non riesce così a raffreddarsi, si surriscalda specie se rimaniamo esposti alla radiazione solare facendo anche attività fisica e possono insorgere delle complicazioni a causa di un colpo di calore che può anche arrivare a provocare danni agli organi vitali. Al contrario, se l’aria è piuttosto secca è in grado di assorbire l’evaporazione del sudore e conseguentemente il nostro corpo riesce a tollerare meglio le alte temperature perché il meccanismo messo in atto per liberarsi del calore in eccesso non trova ostacoli a causa del basso tasso di umidità ambientale.



Esistono degli indici che permettono di valutare il disagio corporeo causato dal caldo afoso. Abbiamo spesso parlato, anche nelle previsioni proposte, dell’Indice di Thom – o Discomfort Index (DI) – che esprime il livello di disagio bioclimatico: se, per esempio, la temperatura è di 35 °C e l’umidità relativa è del 60%, l’indice raggiunge il valore DI = 30 ed esprime uno stato di pericolo e di grande disagio. Un altro indice utilizzato è l’Humidex (vedi tabella) in cui è possibile ricavare il grado di comfort sempre dalla combinazione di temperatura e umidità. Utilizzando gli stessi valori citati nell’esempio appena considerato si avrebbe un indice Humidex pari a 48 che suggerirebbe, esattamente, lo stesso livello di comfort. Quel 48, però, è un valore adimensionale e non esprime una temperatura percepita di 48 °C! Va quindi inteso come una cifra priva di unità di misura perché, se così non fosse, saremmo di fronte a una vera e propria distorsione fisica!

È scientificamente sbagliato, infatti, intrecciare due grandezze fisiche – in questo caso temperatura e umidità – e ottenere come risultato una nuova grandezza che mantiene la stessa unità di misura di una delle due di partenza: quella che viene fatta credere una temperatura percepita non può fisicamente essere misurata in gradi Celsius. Concludo con un esempio molto semplice che spero possa essere ancor più di aiuto a comprendere la questione. Avete in mente gli innesti tra piante? Se io innesto un melo in un pero otterrò magari un frutto che avrà la forma della pera e il gusto della mela o viceversa. Ma non otterrò mai né una mela, né una pera. Allo stesso modo, se io combino l’umidità dell’aria con la temperatura, come potrò pensare di avere ancora una temperatura, peraltro non misurabile? Siamo semplicemente di fronte a un falso fisico.

Ricordo a tutti i nostri lettori che mi potete trovare anche su Facebook. Grazie e buona lettura!

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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera