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ONDATE DI CALORE A RIPETIZIONE: COSA CI DICONO I DATI

Andamento della temperatura media giornaliera a Milano, Perugia, Potenza e Cagliari a confronto con la climatologia di riferimento Come è già stato osservato in precedenti analisi, parlare di singole ondate di calore quando non si registra una pausa significativa tra l'una e l'altra rischia di sminuire la portata della fase meteorologica attraversata da maggio 2026. È pur vero che si sono distintamente osservate tutte le pulsazioni del promontorio nord africano, ciascuna capace di innescare periodi anche eccessivamente più caldi del normale, ma tra una pulsazione e l'altra non c'è mai stato un cambio di circolazione tale da prosciugare, almeno in parte, l'eredità lasciata dalle masse d'aria di matrice subtropicale.

A tal proposito, vale la pena osservare l'andamento della temperatura media giornaliera in quattro città italiane prese a campione: Milano per il Nord, Perugia per il Centro, Potenza per il Sud e Cagliari per le Isole. Confrontando i valori registrati quotidianamente con la climatologia di riferimento indicata dalla linea nera in grassetto, si possono notare i periodi più caldi (in rosso) e più freddi (in azzurro). Tenendo conto di questa legenda si può quindi affermare che, dopo una breve fase più fresca a inizio stagione – che ha fatto registrare temperature anche significativamente inferiori alla media per uno o due giorni – il segnale atmosferico è rimasto sempre improntato a una persistente egemonia delle correnti subtropicali, capace di plasmare diverse fasi molto più calde del normale, susseguitesi l'una all'altra senza soluzione di continuità.



Tutte queste fasi hanno due caratteristiche in comune: la durata e l'intensità. Per quanto riguarda la prima, osserviamo che le diverse fasi atmosferiche si sviluppano in genere su intervalli compresi tra i sette e i quattordici giorni. Circa l'intensità, osserviamo che in tutte le ondate di calore viene raggiunto e superato, anche in modo significativo e per più giorni, il 95° percentile della climatologia di riferimento evidenziato dalla linea rossa tratteggiata: detto in parole più semplici, questo parametro statistico ci sta dicendo che ogni singola ondata di calore analizzata è risultata marcatamente anomala se non eccezionale, come è successo per esempio per la città di Cagliari, che ha riscritto il proprio primato assoluto. Non si può, infine, non menzionare la frequenza: le diverse fasi si sono susseguite così ravvicinate nel tempo da poter essere considerate, sostanzialmente, un'unica lunga fase calda protrattasi per mesi.

Non stupisce questo andamento perché è noto da tempo che, in un clima mediamente più caldo e con il continente europeo che rappresenta un hotspot del cambiamento climatico, le ondate di calore diventano più frequenti, più durature e più persistenti: questi dati ne sono l'ennesima prova. Il riscaldamento globale, a casa nostra, sta lavorando così: posizionando su un piedistallo il promontorio nord africano e facilitando la dinamica atmosferica ad esso connessa. Esiste, in pratica, un «calore di fondo» che amplifica certe evoluzioni che ormai si sperimentano sempre più spesso non solo in estate, ma anche nelle altre stagioni.

Fonte immagini: PointWx di Guido Cioni

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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera