GLI EVENTI DI FOEHN CHE PORTANO TEMPERATURE ECCEZIONALI
GLI EVENTI DI FOEHN CHE PORTANO TEMPERATURE ECCEZIONALI
Temperature massime tra 37 e 39 °C. Sono stati questi i valori registrati nella giornata di mercoledì 8 luglio 2026 da molte stazioni meteorologiche situate tra il Piemonte, la Lombardia e l'Emilia. Sono state queste le temperature che hanno consegnato agli annali climatologici del Nord Italia una giornata davvero molto calda, in cui sono stati registrati alcuni record che sono in attesa di validazione da parte dei centri meteorologici regionali. Al di là del valore puntuale del dato su cui magari ritorneremo, vorrei porre alla vostra attenzione la dinamica che ha determinato questo evento, anche se ne abbiamo già parlato in sede di previsione. In questo caso, però, l'analisi cambia prospettiva perché la situazione prevista è diventata osservazione e quindi dato oggettivo che può invitare alla riflessione su un aspetto peculiare della dinamica atmosferica a scala regionale del Nord-Ovest.
In figura sono rappresentate, una a fianco all'altra, la situazione osservata sull'immagine satellitare e l'anomalia della temperatura della massa d'aria a 850 hPa, relative alle ore 14 locali di mercoledì. La nuvolosità che si osserva in Oceano Atlantico, a forma di arco, individua la posizione della corrente a getto, che delimita a ovest il perimetro del promontorio alimentato da aria calda e a est il perimetro della saccatura alimentata da aria più fresca. La posizione dell'Italia, sul fianco destro della campana anticiclonica, espone così il settore alpino a correnti nord-occidentali che, impattando proprio sui nostri rilievi, determinano a valle la compressione adiabatica di una massa d'aria che è già calda in partenza perché proviene dalla cupola di calore che sta interessando l'Europa occidentale: le temperature eccessivamente elevate che sono state misurate nei bassi strati, fino a diventare in alcuni casi dei nuovi primati, sono la diretta conseguenza di un evento di foehn viziato da un eccesso di calore già in partenza e misurabile, a circa 1500 metri, in una temperatura di 8-10 °C sopra la media stagionale.
Se tutto il sistema dell'ondulazione si fosse presentato più a ovest, la massa d'aria soggetta a compressione sarebbe stata quella relativamente più fresca che si sarebbe ovviamente riscaldata ugualmente, ma non avrebbe permesso il raggiungimento di temperature così elevate. Ci troviamo di fronte a scenari nuovi che si inseriscono in una dinamica macroregionale che esiste da quanto esiste la catena alpina: cambiano, anche in questo caso, gli ingredienti e in particolare cambia la temperatura di una massa d'aria che viene sottoposta al riscaldamento per compressione e avvitamento. Casi analoghi si sono verificati anche nel recente passato come l'8 ottobre 2023, quando per esempio la stazione di Torino Caselle registrò una temperatura massima di 31.3 °C superando il precedente record di 30.0 °C del 12 ottobre 2011 e la stazione di Bric della Croce, con 28.6 °C, superò il precedente primato di 26.0 °C dell'11 ottobre 2011.
Mercoledì 8 luglio 2026 abbiamo quindi rivisto uno degli effetti dell'espansione del promontorio nord africano sull'Europa occidentale e come una nuova circolazione a scala sinottica può interagire con una circolazione a scala regionale, esaltandone una dinamica che è da sempre esistita.
Ricordo a tutti i nostri lettori che mi potete trovare anche su Facebook. Grazie e buona lettura!
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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera








