IN FRANCIA, DAL RECORD DI PIOVOSITÀ ALLA SICCITÀ IN SOLI QUATTRO MESI
IN FRANCIA, DAL RECORD DI PIOVOSITÀ ALLA SICCITÀ IN SOLI QUATTRO MESI
Nel corso dell'inverno di quest'anno abbiamo più volte parlato (nell'altro profilo) della lunga e infinita serie di perturbazioni atlantiche che sono sfilate da ovest verso est entrando sul Mediterraneo occidentale dopo aver attraversato la Francia e la penisola iberica.
Quel continuo via vai di impulsi – in cui, se ricorderete, hanno contribuito alla loro formazione veri e propri fiumi atmosferici provenienti addirittura dai Caraibi – ha prodotto i massimi effetti in termini di piovosità tra metà gennaio e metà febbraio quando proprio in Francia è stata registrata, con 40 giorni consecutivi di pioggia, la serie più lunga di giornate piovose sul territorio francese dal 1959.
Dal punto di vista statistico, questo periodo estremamente piovoso ha così permesso all'indice di umidità, calcolato a scala nazionale, di passare da condizioni di normalità a condizioni di eccezionalità per poi tornare a oscillare intorno alla norma verso metà maggio. Con la prima ed intensa ondata di calore, che ha infranto come abbiamo visto numerosi record proprio nell'ultimo mese della primavera meteorologica, la situazione è andata peggiorando sempre più e l'indice di umidità del suolo è diminuito fino a raggiungere, a fine giugno, il minimo valore, prossimo al record storico per le condizioni siccitose. A causa infatti della persistenza dell'alta pressione, dell'assenza di precipitazioni significative e di temperature eccezionalmente elevate che hanno caratterizzato anche la seconda ondata di calore, l'aridità del suolo è peggiorata di giorno in giorno anche per tutto il primo mese dell'estate meteorologica, raggiungendo livelli di umidità superficiale paragonabili a quelli registrati nello stesso periodo del 2022 e del 2025.
Con l'avvio della terza ondata di caldo iniziata ieri e che oggi ha già battuto i primi 67 record mensili di caldo sul settore centro-meridionale della regione francese, la situazione è destinata ulteriormente a peggiorare a causa di un segnale di retroazione che permette al suolo di riscaldarsi di più perché è secco e quindi di trasmettere maggiore calore all'aria, che si scalda di più e che a sua volta determina un'accelerazione dell'evapotraspirazione che secca ulteriormente il terreno. Una situazione analoga si sta verificando anche sul Nord Italia, dove la portata del fiume Po è sensibilmente al di sotto dello zero igrometrico, dal Piemonte al Veneto.
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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera








