ACCANIMENTO ANTICICLONICO VIZIATO DAI RECORD DI CALDO
ACCANIMENTO ANTICICLONICO VIZIATO DAI RECORD DI CALDO
Quante volte abbiamo visualizzato cartine come questa per parlare delle dinamiche atmosferiche e, in particolare, della facilità con cui la previsione delle grandezze atmosferiche che caratterizzano le strutture bariche - come altezza di geopotenziale a 500 hPa e temperatura a 850 hPa - si trovasse oltre il 95° percentile o indicasse una situazione potenzialmente eccezionale? Tante, ormai tante volte. Oggi siamo di nuovo punto e a capo, come lo eravamo nell'ultima decade di maggio e nell'ultima decade di giugno che si sono poi rivelate, dati alla mano, due fasi eccezionalmente calde per il settore europeo centro-occidentale che continua a essere il canale preferenziale delle espansioni del promontorio nord africano e delle correnti subtropicali che lo alimentano e che contribuiscono a formare le cupole di calore.
Perché affermiamo spesso che in questo tipo di configurazioni c'è lo zampino del cambiamento climatico? Abbiamo già più volte trattato il tema focalizzando l'attenzione sull'aumento della frequenza delle configurazioni di blocco indotte dal rallentamento della corrente portante per via dell'amplificazione artica: per saperne di più, potete scorrere la bacheca fino al 26 giugno scorso, in cui si parla proprio di questo argomento. In questo intervento, invece, parliamo della facilità con cui non solo vengono infranti i vecchi record di caldo, ma anche come quelli nuovi durano appena ventiquattro ore perché la persistenza dell'onda di calore continua ad alzare l'asticella in corso d'opera. Ciò che sta accadendo sull'Europa occidentale da maggio e l'avvio di una terza ed intensa ondata di calore nel giro di poco più di due mesi, con temperature che torneranno a superare i 40 °C, dimostra in modo chiaro che stiamo sperimentando situazioni così marcatamente anomale da appartenere, proprio perché sono anche così ravvicinate, a una climatologia completamente nuova.
Cosa sta succedendo? Che cosa si è modificato? Se vogliamo parlare per metafore, possiamo dire che si sono modificati gli ingredienti perché i processi fisici che caratterizzano le dinamiche atmosferiche sono sempre gli stessi e tali resteranno. Parliamo infatti di compressione adiabatica per spiegare l'aumento della temperatura quando una massa d'aria viene schiacciata dai moti discendenti dell'alta pressione: il gradiente termico verticale - cioè la variazione della temperatura man mano che l'aria si muove verso il basso - è di circa 1 °C ogni cento metri di dislivello percorso e sarà sempre questo. Ma se la temperatura della massa d'aria che va incontro a compressione è superiore perché la linea termica di partenza si trova in vantaggio rispetto al passato, il processo fisico inizia a incrementare la temperatura sfruttando proprio questo vantaggio termico.
La questione di fondo è proprio questa: il vantaggio termico è una sorta di doping che aiuta il promontorio subtropicale a essere più potente, più tenace e più duraturo e quindi a essere più efficiente nel far raggiungere alle grandezze atmosferiche dei nuovi primati sia nella dilatazione delle superfici isobariche come illustrato in figura, sia nel consegnare agli annali climatici nuovi record termici, mensili e assoluti come abbiamo visto nell'ultimo mese e mezzo. In un pianeta mediamente più caldo, è proprio questo surplus di calore ad alzare l'asticella affinché anche le configurazioni di blocco, che sono sempre esistite, possano portare più facilmente a condizioni meteorologiche più estreme.
Ricordo a tutti i nostri lettori che mi potete trovare anche su Facebook. Grazie e buona lettura!
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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera








