Ormai ci siamo dentro. Ormai la meteorologia si trova dentro, tra raffiche di derisione forza dieci e un mare di disinformazione forza nove. Siamo dentro una tempesta perfetta in cui sembra che le cause che l'hanno generata si facciano concorrenza a chi produce la raffica più intensa o l'onda più ampia, tra previsioni di temperature elevate che vengono puntualmente sminuite perché tanto «siamo in estate ed è normale che faccia caldo», mappe colorate rosso che vengono bollate come terroristiche e notizie sensazionalistiche che si diffondono a macchia d'olio e che finiscono per alimentare il circolo vizioso di cui sopra, per avere quattro click in più.Già, perché fa un bell'effetto leggere che in Sicilia è possibile arrivare a 50 °C. Caldo rovente, cifra tonda, valore mai raggiunto: fa scena. Non si pensa, però, che le parole sono importanti e che lo diventano ancor di più quando si devono utilizzare per descrivere e comunicare una situazione che potrebbe essere davvero difficile da sopportare, vista l'entità non certo trascurabile dell'ondata di calore. Già parlare di possibilità e non di probabilità, dando ugualmente in pasto la notizia al pubblico, dimostra l'intenzione di voler a tutti i costi cercare lo scoop. Se poi aggiungiamo il fatto che questi fantomatici 50 °C non sono stati calcolati da nessun modello fisico matematico, allora siamo arrivati a due indizi.
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