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UN MEDITERRANEO ECCEZIONALMENTE CALDO, OLTRE OGNI IMMAGINAZIONE

Scritto da Andrea Corigliano Giovedì 03 Luglio 2025 00:00

UN MEDITERRANEO ECCEZIONALMENTE CALDO, OLTRE OGNI IMMAGINAZIONE

Temperature superficiali del Mediterraneo - 1 luglio2025Il Mar Mediterraneo si trova in uno stato termico eccezionale. La sua temperatura sta definendo infatti una condizione che non si è mai presentata da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1982 e che, come abbiamo già descritto in un recente articolo pubblicato lo scorso 12 giugno, alimenta di continuo una lunga e intensa onda di calore marina che ormai dura quasi senza sosta almeno dall’inizio dell’anno in rapporto, ovviamente, alla climatologia di riferimento.

È il settore centro-occidentale del bacino, di cui fanno parte i mari italiani, a sperimentare da molti giorni le temperature superficiali dell’acqua più elevate, con i primi picchi a 28 °C che sono stati raggiunti recentemente in ampi tratti del Mar Ligure, del Mare delle Baleari, dell’Adriatico Settentrionale e del Mar Tirreno centro-meridionale (fig. 1): si tratta di temperature che sono generalmente più elevate della media climatica tra i 3 e i 4 °C, ad eccezione del settore compreso tra il Golfo del Leone, il Mar di Corsica e il Mar Ligure dove lo scarto positivo arriva addirittura a 5-6 °C (fig. 2).

È questo un dato aberrante o, per meglio usare un termine un po' più tecnico utilizzato in statistica, si tratta di un «outlier nella distribuzione del campione di dati» perché, non essendo mai stato registrato in quarantaquattro anni, è un dato unico. Il problema è che ci troviamo appena all’inizio di luglio e, per via dello sfasamento temporale dovuto all’inerzia termica dell’acqua che impiega più tempo a riscaldarsi rispetto all’aria, la superficie marina si troverà nelle condizioni di assorbire calore ancora per un mese e mezzo circa: statisticamente, infatti, cade intorno a metà agosto il picco di massimo riscaldamento stagionale. Quest’anno, quindi, ci troviamo in netto vantaggio e segniamo già un primato senza precedenti (fig. 3), complice un mese di giugno che è stato dominato dalla figura anticiclonica di matrice nord africana che ha contribuito a esacerbare l’accumulo di calore con avvezioni di aria calda e stabilità atmosferica.

Senza esagerazione alcuna possiamo quindi affermare che, proprio in virtù del fatto che il riscaldamento ha già raggiunto intensità eccezionali e abbiamo ancora di fronte almeno cinque settimane di potenziale accumulo energetico, stiamo percorrendo un terreno mai esplorato prima. Il Mar Mediterraneo sta, in pratica, sperimentando una novità climatica. Se non interverranno fattori meteorologici a rallentare questo processo – come fasi prolungate più instabili e più movimentate in grado di smuovere la superficie marina – saremo spettatori di una fase di accumulo energetico che proseguirà partendo da uno stato termico che è già marcatamente anomalo per il periodo e che sarebbe anomalo anche se fossimo già a metà agosto, con il massimo riscaldamento stagionale già raggiunto.



Le conseguenze immediate di questo stato del mare è una inibizione delle brezze marine e quindi il venir meno, lungo le coste, del refrigerio pomeridiano che impedisce alla temperatura dell’aria di non aumentare troppo. In secondo luogo, dobbiamo tenere conto della maggiore evaporazione che umidifica l’aria e che quindi contribuisce ad accentuare il disagio fisiologico per caldo afoso. Infine, questa situazione determina uno stress per la fauna e la flora marina: non sono però io un biologo e quindi mi limito a questa semplice affermazione. Ragionando poi in ottica futura, la nostra attenzione non può che proiettarsi alla prossima stagione perché, come più volte abbiamo ribadito, una superficie del mare più calda contribuisce ad alimentare i fenomeni atmosferici e determina, proprio per il carico energetico che è in grado di fornire, un aumento della probabilità che si possano verificare eventi particolarmente intensi.

In un sistema altamente non lineare mare-atmosfera, quali possono essere le reazioni del sistema stesso se ha a disposizione un carico energetico mai sperimentato prima? La domanda è più che lecita, ma non possiamo rispondere con certezza proprio per la complessità del sistema con cui abbiamo a che fare. Anche in questo caso, sperimenteremo. Concludendo, spero che sia comprensibile il motivo per cui l’andamento termico dello stato delle nostre acque superficiali desta non poca preoccupazione: si sta verificando una situazione eccezionale, che può potenzialmente solo peggiorare e arrivare alla fine dell’estate in uno stato mai visto prima, dalle conseguenze per certi versi ignote.

Anomalia della temperatura del Mediterraneo - 1 luglio 2025

Andamento della temperaura superficiale del Mediterraneo

Ricordo a tutti i nostri lettori che, su facebook, potete trovarmi anche alla
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Andrea Corigliano, fisico dell'atmosfera

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